Lo sceneggiatore di Doctor Strange: in the Multiverse of Madness parla delle differenze con la prima pellicola

Doctor Strange: in the Multiverse of Madness è stato al centro di alcune interessanti dichiarazioni da parte dello sceneggiatore del film, Michael Waldron. Lo scrittore, che è stato autore anche di Loki e che è attualmente impegnato nella stesura della serie sul wrestling Heels, ha parlato della pellicola di Sam Raimi. Al centro delle sue affermazioni ci sono state soprattutto le differenze tra i due film.

In base ha quanto ha detto Waldron in questo film Strange sarà al massimo del suo potere. Lo vedremo a tutti gli effetti nella sua incarnazione di Stregone Supremo, intento a compiere il viaggio della vita per recuperare la Gemma del Tempo da una realtà alternativa, unico mezzo con cui gli è stato possibile sconfiggere Dormammu nel primo film. Una storia, quindi, molto diversa rispetto al primo film, diretto da Scott Derrickson, che si configurava a tutti gli effetti come il più classico degli “Origin Movie” per supereroi.

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Lo sceneggiatore parla del contributo di Sam Raimi alla storia di Doctor Strange 2

Waldron ha anche parlato della sua collaborazione con Sam Raimi, regista della nuova pellicola. Il filmmaker, noto per la trilogia di Evil Dead e per quella di Spider-Man, non si è limitato a stare dietro la macchina da presa. Ha anche dato un importante contributo alla sceneggiatura.

Per Waldron, lavorare con Raimi “è stato uno spasso. L’esperienza di una vita. Ci siamo divertiti molto a scrivere e sviluppare questo film lo scorso anno, per poi girarlo a Londra. È stato fantastico. Sam è un regista incredibile e il cast è sensazionale in queasta pellicola. Siamo di fronte a una corsa infernale”.

La data prevista per l’arrivo nelle sale di Doctor Strange: in the Multiverse of Madness, è il 25 Marzo del 2022.

(fonte: ComicBook)

Genovese, classe 1988. Laureato in Scienze Storiche, Archivistiche e Librarie, Federico dedica la maggior parte del suo tempo a leggere cose che vanno dal fantastico estremo all'intellettuale frustrato. Autore di quattro romanzi scritti mentre cercava di diventare docente di storia, al momento è il primo nella lista di quelli da mettere al muro quando arriverà la rivoluzione letteraria e il fantasy verrà (giustamente) bandito.