“C’è del buono in questo mondo…”

Tra i migliori momenti dell’intera conferenza Electronic Arts all’E3 2018, troviamo l’ampio spazio dedicato a uno dei titoli più attesi prodotti dalla compagnia, l’ultima creatura di casa Bioware, in cerca di un riscatto dopo i discreti risultati ottenuti con Mass Effect Andromeda.
Stiamo
ovviamente parlando di Anthem, del quale, a distanza di un anno dall’annuncio ufficiale, abbiamo finalmente ricevuto qualche informazione aggiuntiva.

“Our world remains in an eternal struggle between the power of the Anthem and the istruments of the Gods who formed it…”

Lo avevamo già visto l’anno scorso e ne troviamo una conferma anche quest’anno: il mondo di gioco di Anthem, graficamente e concettualmente parlando, è magnifico, quasi maestoso se vogliamo. Dominato da una vasta vegetazione incontrollata, lo scenario che ci ritroveremo davanti mostra tuttavia delle tracce di civiltà, delle rovine e curiosamente non siamo molto lontani dalla realtà.

Stando a quanto illustrato da Bioware, il mondo che abiteremo venne creato da alcune divinità, che grazie a una fonte di “pura creazione” nota come Anthem, diedero vita alle prime creature che comparvero sul pianeta. La loro opera rimase tuttavia incompiuta. Gli Dei, improvvisamente, scomparvero e al momento non ne conosciamo le motivazioni, sappiamo solo che lasciarono un pianeta parzialmente terraformato e i cosiddetti “Strumenti della Creazione” incustoditi, alla mercé di coloro che tentarono, invano, di utilizzarli per controllare l’Anthem, rimanendo irreversibilmente corrotti dal suo potere.

Il mondo, rimasto in balia di cataclismi capaci di scuoterlo fino alla sue fondamenta, restò popolato da gigantesche e selvagge creature, ed è in questo scenario tutt’altro che idilliaco che la razza umana tenta di sopravvivere, grazie anche al lascito di coloro che vengono definiti “Antenati”, i quali crearono degli esoscheletri indispensabili per poter sopravvivere nell’ostile mondo di gioco: i Javelin.

“Our ancestors created the Javelin Exosuits, handcrafted armor that gave us superhuman abilities…”

Se dovessimo paragonare i Javelin a qualcosa, vi basti pensare all’armatura di Iron Man. Niente di più e forse qualcosa di meno, visto che non ci sembra sia inclusa alcun tipo di IA che ci possa offrire supporto in battaglia.

Al momento ne esistono in tutto quattro tipologie, che contribuiranno a definire il nostro ruolo in battaglia e sono accostabili alle classi degli RPG:

COLOSSUS – Paragonabile al classico “tank”, il Colossus si mostra come un Javelin robusto, in grado d’incassare i danni più pesanti, e seminare la devastazione sul campo di battaglia, sia tramite le proprie skill, che grazie alle armi pesanti che è in grado di trasportare;

RANGER – Il Ranger viene descritto come il classico “jack of all trades” o tuttofare se preferite, una classe ibrida dunque, robusta ma non quanto un Colossus e meno agile di un Interceptor;

INTERCEPTOR – L’Interceptor è una delle due tipologie di Javelin delle quali non sappiamo un granché, tuttavia viene descritto come l’esoscheletro più agile dei quattro e, se vogliamo paragonarlo a una classe da GDR, è plausibile pensare che sia affine al classico “rogue”;

STORM – Per tutti gli amanti dei maghi, o degli Stregoni di Destiny, ecco lo Storm, il caster della compagnia del quale, come l’Interceptor, non abbiamo ancora molte informazioni.

Qualunque sia la scelta adottata dai giocatori, Bioware ha più volte precisato che non si sarà limitati ad un singolo Javelin, e i giocatori potranno scegliere liberamente quale portare in battaglia, a seconda del proprio umore o delle necessità del gruppo.

Un’ammiccatina al passato

Come visto anche l’anno scorso, Anthem si presenta come un TPS cooperativo, tuttavia il team di sviluppo non vuole che si rischi di confonderlo con un MMO, dichiarando che l’esperienza in singleplayer risulterà più ardua ma totalmente possibile.

Per favorire questo connubio tra i due generi, vi saranno degli hub (come Fort Taris, visto nel trailer dello scorso anno) nei quali i giocatori potranno vivere la loro storia in totale libertà, compiendo le proprie scelte che avranno un significativo impatto sulla trama e interfacciandosi o stringendo relazioni con i vari NPC presenti nel gioco. A tal proposito, Bioware ha specificato che non saranno presenti le caratteristiche relazioni amorose, una scelta particolare che ha fatto storcere un bel po’ il naso dei fan di vecchia data.

Al di fuori degli hub subentrerà la componente online del gioco e il mondo esterno sarà condiviso con gli altri giocatori. Inoltre, ci si potrà spostare e raggiungere le zone delle missioni grazie a dei veicoli simili agli AT-AT di Star Wars, che fungeranno da basi mobili nelle quali poter rifornire e organizzare la propria squadra. Le missioni potranno esser svolte sia in cooperazione con altri quattro giocatori (già organizzati in squadra o reclutati nel gioco), che in singleplayer con tre personaggi comandati dall’IA di gioco.

e3 2018 anthem anteprima

Una caratteristica molto familiare, che, se unita alla possibilità di effettuare combo sfruttando le skill dei compagni di squadra, ecco che ci ritroviamo davanti a un combat system più affine a quanto visto nel multiplayer di Mass Effect 3 e Andromeda, che non a quello di Destiny, gioco al quale è stato spesso accostato Anthem.

In conclusione, Anthem si presenta un titolo piuttosto interessante, non sembra che vi sia nulla di rivoluzionario, ma il tentativo di Bioware di unire componenti cooperative a un gioco singleplayer, desta molta curiosità. Inoltre, il team sembra aver in mente un piano ben preciso, considerando che il mondo di gioco è stato strutturato in maniera tale da offrire molteplici sbocchi per futuri contenuti.

Non ci resta che attendere il 22 Febbraio 2019 dunque, per poter finalmente mettere le mani sul gioco e provare in prima persona come sarà.

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