Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco sono ben distanti dalla conclusione secondo quello che apprendiamo da George R.R. Martin. L’autore, noto per la sua scarsa velocità nella stesura dei romanzi, ha spiegato quale sia lo stato della saga. E il quadro, con buona pace dei suoi lettori, non è confortante.

Al momento attuale Winds of Winter è ancora in alto mare. Questo nonostante le dimensioni del romanzo sia già degne di nota. “Alcune persone all’interno della casa editrice mi hanno proposto di spezzare il libro in due parti, come avvenuto con Il Banchetto dei Corvi e La Danza dei Draghi. Mi sto opponendo a questa idea”.

Martin ha quindi spiegato cosa voglia dire per lui lavorare, descrivendo la scrittura come una sorta di trance. “Quando il mio lavoro procede bene, anche se ciò accade di rado, esiste solo ciò che sto scrivendo. Non esiste nulla all’infuori dei miei personaggi” ha affermato Martin. “Non riesco a spiegare ai fan e agli altri scrittori cosa si prova. Ma quando il mondo esterno si intromette non c’è più nulla da fare. L’unica soluzione sarebbe evitare le distrazioni”.

Nel frattempo le storie di Westeros si stanno arricchendo di un nuovo volume, “Fire & Blood“, un racconto sulla casa dei Targaryen. Rispondendo a chi ha indicato questo libro come una sorta di Silmarillion delle Cronache, Martin sembra avere le idee chiare su quale sia la storia pià importante. “Se fosse stato chiesto a Tolkien lui avrebbe detto che il Silmarillion era l’opera della sua vita. Ed è morto prima di vederla completa”.

La cosa ha dato ovviamente la possibilità di parlare della possibilità che la sua saga non abbia mai una conclusione. “Molti autori spendono il proprio tempo in opere che poi non riescono a concludere” ha spiegato Martin, ricordando alcuni grandi autori del passato che non sono riusciti, come Tolkien, a completare la propria opera principale. “Francis Scott Fitzgerald non terminò The Last Tycoon. Charles Dickens non completò Edwin Drood. Mervyn Peake non concluse Titus Alone. La mia intenzione è concludere Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco. E sono certo che anche Tolkien, Peake, Fitzgerald e Dickens avrebbero voluto concludere le loro opere“.

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