If there’s something strange in you neighborhood
Who you gonna call?
Ghostbusters!

Jason Reitman, figlio di Ivan, dirigerà il nuovo film del franchise Ghostbusters. Si tratta di una notizia che indubbiamente affascina in quanto a romanticismo, e che non può lasciare impassibili i fan di quest’opera intramontabile, che ha stregato (e continua a farlo) generazioni.
L’altra bella notizia è che sarà la diretta prosecuzione del secondo film, e non avrà quindi nulla a che fare con il reboot di Paul Feig, non del tutto riuscito e di certo non apprezzato dai più.
Con l’occasione ci siamo andati a recuperare un po’ di curiosità sul cult realizzato da Reitman Senior.

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Guida Galattica per Acchiappafantasmi

L’idea di partenza era in realtà totalmente diversa. Reitman, insieme ai produttori esecutivi Joe Medjuck e Michael C. Gross, iniziarono a lavorare con Douglas Adams per l’adattamento cinematografico del suo Guida galattica per autostoppisti e chiamarono Dan Akroyd con l’intenzione di fargli interpretare Ford Perfect. Akroyd però lanciò la bomba: tirò fuori questa sua idea di alcuni strampalati personaggi che catturano fantasmi… Inutile dire che Reitman e soci rimasero impressionati, ed il resto è storia.
Adams, per il suo adattamento, dovette invece aspettare 20 anni e venne affidato – come ben sapete – a Garth Jenning.

A mali estremi…

Inizialmente Harold Ramis – che è anche co-sceneggiatore del film – non aveva la minima intenzione di interpretare il dottor Egon Spengler. Tutti i casting però non portarono a nulla, in quanto Ramis aveva delle idee ben precise e fin troppo categoriche su come dovesse essere il personaggio, e dopo un po’ si convinse che, avendolo scritto in prima persona, fosse proprio lui la persona più adatta a calarsi in quei panni.

L’idea di Akroyd invece era quella di avere al proprio fianco Eddie Murphy e John Belushi. Quest’ultimo purtroppo morì improvvisamente in fase di pre-produzione, mentre Murphy rinunciò al progetto per girare Beverly Hills Cop e al suo posto venne scritturato Ernie Hudson. Anche il ruolo di Louis Tully prevedeva un altro attore, ed infatti prima di Rick Moranis venne contattato John Candy. Questi però ebbe una serie di divergenze con Reitman e venne, di conseguenza, allontanato.

Acchiappasoldi

Avremmo potuto assistere ad un film ben più complesso del cult dell’84. Il soggetto originale prevedeva infatti un’opera ambientata nel futuro con squadre di acchiappafantasmi sparse in tutto il mondo. Una pellicola del genere però, secondo le stime di Reitman, sarebbe costata alla Columbia Pictures circa 300 milioni di dollari (e stiamo parlando, appunto, del 1984), e per questo Akroyd dovette farsi un minimo da parte e rielaborare la storia insieme a Ramis. Cambiò anche il titolo, originariamente previsto come Ghost Smarshers, che non piaceva affatto a Reitman.
Alla fine il budget stanziato fu di 32 milioni, e direi che ci si può accontentare, considerando oltretutto il fatto che sbancò letteramente il box office, incassando di più di tutti nell’anno solare (proprio una cifra vicina ai 300 milioni), per non parlare dei soldi che continua a fare il franchise con la quantità di gadget venduti in tutto il mondo. Una cifra complessiva che supera il miliardo di dollari…

Le paure di Ivan Reitman

La scena della prigione fu girata davvero in un vecchio penitenziario abbandonato, e si riteneva fosse realmente infestato da fantasmi. O meglio, pare sia stato proprio quel burlone di Akroyd a spargere la voce. Dopo le riprese però si dice che la produzione notò degli stranissimi graffi sulla pellicola e Reitman si impressionò molto dell’accaduto. Per sua fortuna non dovette più entrare in quel posto perché il girato fu sufficiente.

Sempre in tema di paure, i tanti stravolgimenti alle idee di partenza, dal cast allo script, fino – addirittura – al titolo, causarono agitazioni e timori in Ivan Reitman, che visse molto male lo screening test, temendo che le tante trovate bizzarre all’interno del film, come ad esempio il Marshmallow Man, potessero non ricevere il gradimento del pubblico. Per fortuna sappiamo bene che non andò affatto così.

I problemi con il logo

Il logo di Ghostbuster è di certo uno dei più conosciuti al mondo, eppure la sua genesi non fu scevra da problemi. La Harvey Comics, casa editrice che deteneva i diritti di Casper, fece infatti causa alla Columbia per via di una certa somiglianza tra Fatso e il logo dei Ghostbusters (peraltro ideato da un amico di Aykroyd, che fece anche un cameo nel film dell’84, e realizzato da Michael C. Gross). Nonostante le pretese della Harvey Comics, nel 1986 un giudice stabilì che “ci sono modi limitati per disegnare un fantasma”, ponendo fine alla questione.

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Come nasce Slimer

Il personaggio di Slimer nacque senza nome. Sul set Dan Akroyd lo chiamava Bluto, come il personaggio di John Belushi in Animal House, rendendo di fatto un omaggio al suo grande amico ormai defunto. Durante le riprese lo spettro si guadagnò tuttavia anche un altro soprannome, ovvero Onion Head (testa di cipolla), per via del cattivo odore emanato dal costume. Sarà la serie animata del 1986 ad affidargli il nome di Slimer, che divenne poi quello definitivo e con cui è universamente riconosciuto.

Effetti speciali e schiuma da barba

Se pensiamo all’anno dell’uscita del film, 1984, viene facile immaginare la difficoltà nel realizzare gli effetti speciali. Per quelli fluttuanti ad esempio vennero utilizzati semplicemente dei cavi, mentre per poter inserire più agevolmente i flussi protonici in fase di post-produzione furono montate delle lampadine sui fucili. Il Marshmallow Man invece era un attore che si muoveva, camminando su una riproduzione in scala della città, all’interno di una tuta, e ne furono usate tre per tutte le riprese, sebbene nessuna di esse rimase intatta. Per l’esplosione si utilizzò una quantità incredibile di schiuma da barba: circa 200 litri.

555-23-68

Il successo di Ghostbusters fu tale che il numero di telefono dell’agenzia (555-23-68) venne tempestato di chiamate, con una stima di circa 1000 telefonate all’ora durante le prime settimane. Ma la curiosità maggiore consiste nel fatto che chiamando quel numero si potevano ascoltare le voci registrate di Aykroyd e Murray, che si scusavano per l’assenza poiché “a caccia di fantasmi”!

Dai fantasmi… a Satana

Come molti film, Ghostbusters presenta un po’ di citazioni. Tra queste i più attenti cinefili avranno notato l’insulto sulla porta dello studio di Venkman: la frase “Venkman, burn in hell”, che non può non ricordare la scena finale di Carrie – Lo sguardo di Satana.
A proposito di ispirazione, Akroyd dichiarò che prese l’idea del film nientemeno che dal cartone animato Disney Topolino e i fantasmi (1973), oltre che da alcuni film con Bob Hope, in particolare Il fantasma di mezzanotte e La donna e lo spettro.

Il cameo di Reitman Jr.

La notizia che sarà proprio Jason Reitman a dirigere il nuovo film di Ghosbusters, diretta prosecuzione del secondo, si tinge ancora più di fascino se pensiamo che questi fece un cameo proprio in Ghosbusters 2: è lui infatti il bambino (all’epoca aveva 11 anni) che insulta Ray Stantz durante la festa all’inizio del film. Aggiungiamo peraltro che non è il solo familiare dei membri del cast tecnico-artistico a fare una comparsata nell’opera in questione, ma troviamo anche Brian Doyle-Murray (fratello di Bill) e una nipote di Dan Akroyd.

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