Gli Aristogatti: un po’ di curiosità sul cult d’animazione Disney

Sono ormai passati quasi cinquant’anni dalla prima distribuzione nelle sale cinematografiche de Gli Aristogatti, cult d’animazione della Walt Disney Pictures nonché uno dei più grandi successi della multinazionale, apprezzato ancora oggi a distanza di così tanto tempo.
Era l’11 dicembre 1970 infatti quando usciva al cinema il film di Wolfgang Reitherman, 20° classico disneyano e ambientato nella Parigi del 1910.
Abbiamo dunque pensato di proporvi una lista di curiosità relative al cult Gli Aristogatti. Le conoscevate tutte?

Gli Aristogatti è ispirato ad una storia vera?

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Furono Tom McGowan e Tom Rowe a scrivere il soggetto de Gli Aristogatti, ma pare che non fu tutta farina del loro sacco. Non abbiamo conferme ufficiali in tal senso, però la leggenda vuole che il film sia ispirato a una storia vera, che avrebbe dell’incredibile. Pare infatti che a Parigi, nel 1910, una famiglia di gattini abbia ereditato una grossa fortuna da una ricca signora. Non ne siamo certi, ma non sarebbe una storia bellissima?

L’ultima, “vera” produzione Walt Disney

Gli Aristogatti è, in un certo senso, l’ultima “vera” produzione Walt Disney. In quale senso? Si tratta dell’ultimo progetto cinematografico approvato da Walter Elias Disney in persona e il primo ad essere distribuito dopo la sua morte.
In compenso cinque dei nove “Old Men” lavorarono a Gli Aristogatti. I Nine Old Men sono i nove animatori storici della Walt Disney, creatori delle opere più famose, da Biancaneve e i sette nani a Le avventure di Peter Pan, passando per altri cult. Fu Walt Disney a definire in modo scherzoso questo gruppo di animatori il suo “Nine Old Men”.

Louis Armstrong e John Lennon

C’è un filo che lega Gli Aristogatti e i suoi personaggi anche al mondo della musica. È il caso ad esempio di Scat Cat, il gatto amico di Romeo, pensato e realizzato affinché potesse essere doppiato dal celebre Louis Armstrong. Purtroppo però il trombettista era malato e non se ne occupò. Possiamo citare poi anche un altro personaggio, Hit Cat, una vera e propria caricatura di John Lennon.

Doppiaggi di un certo livello

Gli Aristogatti può vantare un doppiaggio di tutto rispetto. Nella versione originale, tra i doppiatori dei personaggi principali c’erano Phil Harris, storica voce dell’animazione Disney, che qui prestò la voce a Romeo e che in passato aveva già doppiato l’orso Baloo ne Il libro della giungla e che poco dopo sarà Little John in Robin Hood. C’era poi la minore delle sorelle Gabor, Eva, che diede la voce a Duchessa e che dopo questo film proseguì nel doppiaggio diventando Miss Bianca ne Le avventure di Bianca e Bernie e poi in Bianca e Bernie nella terra dei canguri, passando quindi letteralmente da gatto a topo. Altro storico doppiatore presente ne Gli Aristogatti, dove prestò la voce a Groviera, fu Sterling Holloway, che fu anche Winnie the Pooh, Kaa ne Il libro della giungla, lo Stregatto in Alice nel paese delle meraviglie, la cicogna in Dumbo e Fiore adulto in Bambi. Dicevamo poi di Scat Cat, inizialmente pensato per essere doppiato da Armstrong, ma che finì poi all’attore e cantante Scatman Crothers: l’alternativa perfetta, no?

 

Anche il doppiaggio italiano comunque non fu da meno, con Renzo Montagnani che si occupò di Romeo, Melina Martello per Duchessa e Oreste Lionello che diede la voce a Groviera e pure a George Hautecourt, ma ne potremmo citare ancora molti, a partire da Emanuela Rossi (Bizet), storica voce del doppiaggio nostrano.

Gli Aristogatti batte Frozen

Un’altra curiosità su Gli Aristogatti è legata al budget e alle cifre che ne quantificano il successo. Il film costò ben 4 milioni, incassandone quasi 56, quindi circa 14 volte tanto. Per capire le proporzioni di tutto ciò, basti pensare che Frozen, considerato in questi termini un trionfo, è costato 150 milioni di dollari e ne ha incassati 1 miliardo e 274 milioni, guadagnando quindi “soltanto” più di volte 8 volte ciò che è costato.

Lo strano caso di Rotten Tomatoes

Nonostante, come abbiamo detto, Gli Aristogatti fu un successo, non possiamo fare a meno di notare che sull’aggregatore Rotten Tomatoes il film ha un punteggio di 66%, piuttosto basso per un classico Disney, superiore solo a pochi altri di quelli del secolo scorso, come ad esempio Robin Hood e Taron e la pentola magica.

La vera identità dei gatti

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I nomi dei gatti del film, nella versione originale, sono un po’ diversi da quelli che abbiamo conosciuto noi tramite la distribuzione italiana. Ad esempio Matisse, gattino con la passione per la pittura e il cui nome ricorda, appunto, Henri Matisse, nella versione originale è Toulouse, non per via della città francese ma per il pittore Henri de Toulouse-Lautrec. Anche il gatto Bizet ha un nome di ispirazione artistica, che si rifà al musicista Georges Bizet, ma nella versione americana è Berlioz, come Hector Berlioz, ad ogni modo sempre un compositore. Minou invece è Marie, come Maria Antonietta di Francia.

Romeo l’irlandese

La curiosità più grande legata alle identità degli Aristogatti però è quella che riguarda Romeo. Nella versione originale è Abraham De Lacy Giuseppe Casey Thomas O’Malley, un nome a dir poco lungo e di chiare origini irlandesi, da noi invece – come sapete – è diventato il mitico Romeo, er mejo gatto der Colosseo.

Tutti quanti vogliono essere un gatto

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Proseguiamo questa lista di curiosità su Gli Aristogatti con un brano della soundtrack. La famosa canzone Tutti quanti voglion fare jazz, era in originale Everybody wants to be a cat, ovvero “Tutti vogliono essere un gatto” e si gioca molto sulla parola “cat” che in realtà negli ambienti musicali significa proprio “appassionato di jazz”.

Il remake live action

Probabilmente lo sapete: anche Gli Aristogatti – come molti dei classici Disney – dovrebbe avere presto il suo live action, che attualmente è in fase di pre-sviluppo. Quello di cui invece forse non siete a conoscenza è il fatto che il film sia già stato accusato di cat-washing: gli animali saranno infatti sostituiti dalle lontre, come riportato da questa news.
Sì, ovviamente stiamo scherzando. Volevamo soltanto riproporvi il nostro pesce d’aprile.

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