Governance – Il prezzo del potere, su Prime Video: un film a metà

Dal 12 aprile 2021 su Prime Video spicca, in evidenza nel banner principale, Governance – Il prezzo del potere, nuovo film esclusivo della piattaforma di streaming, diretto da Michael Zampino.

Dunque, nonostante il titolo sembri quasi una di quelle oscene traduzioni nostrane dei prodotti americani, si tratta di un film del tutto italiano, con un cast interessante che vede Massimo Popolizio nei panni del protagonista, affiancato da Vinicio Marchioni.

L’incipit ci spoilera sostanzialmente quel che avverrà qualche minuto dopo, mostrandoci un incidente non proprio “colposo” nel quale sono coinvolti appunto Renzo Petrucci (Popolizio) e Michele (Marchioni), più una terza persona che è sul punto di morire.
Dopo l’inizio shock, Zampino ci fa rientrare nei ranghi stabilendo una narrazione da quel momento in poi lineare, che svela le motivazioni di quanto visto in apertura e palesa da subito spietatezza e fragilità dei personaggi chiave.

Quello che potrebbe apparire però come un thriller nudo e crudo, e che sembra rispecchiarne i canoni quantomeno per metà film, si svela in realtà più come un dramma che utilizza questi strumenti per portare alla luce la brama di potere di ambienti lavorativi fatti di arrampicatori sociali disumani e feroci che puntano soltanto alla scrivania, come il sottotitolo fa intendere senza troppi giri di parole.

La multinazionale petrolifera della quale Petrucci è direttore generale, si rivela un nido di serpi, un coacervo di male e oscurità dove la freddezza d’animo dei personaggi viene allegoricamente ripresa dalla fotografia glaciale di Stefano Paradiso, che quasi assottiglia i contorni dei perfidi interpreti, incastonandoli in questo freddo quadro.

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Massimo Popolizio, la scelta perfetta

Senza dubbio eccellente la scelta di Massimo Popolizio nei panni del protagonista, scaltro e arrivista, i cui scrupoli di coscienza si affacciano solo per una manciata di secondi, per poi lasciar nuovamente spazio alle smanie di potere di un lucido calcolatore. Eppure le fragilità dell’animo di Renzo Petrucci ci sono, sebbene nascoste sotto una coltre di bugie ed inganni che ormai gli ha fatto dimenticare persino le origini, schiacciate dal peso di una vita da efferato yuppie, che ha preso il sopravvento su tutto.

I momenti con la figlia, affetta da una malattia che la costringe a camminare male e ricorrere a continue sedute di fisioterapia, sono gli unici in cui sembra essere se stesso, nonostante lo stesso rapporto tra i due è da sempre minato dalle ambizioni di Renzo che l’hanno portato ad essere poco presente nella vita familiare, al punto da rompere anche con la moglie Carla (Maria Cristina Heller).

Meno spietato, in apparenza, il Michele interpretato da Vinicio Marchioni, che si trova suo malgrado in una situazione ben più grande di lui ma nella quale si sente costretto a galleggiare e col tempo ne approfitta per diventare, in fondo, ciò che in un primo momento sembrava odiare, ovvero un arrivista non così diverso da Enzo.

Il male sembra permeare in sostanza tutti i personaggi coinvolti nella vicenda, non risparmiando nessuno o quasi, in una visione tremendamente grigia della vita e di un determinato mondo lavorativo.

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Probabilmente la sua struttura a metà rende Governance – Il prezzo del potere un ibrido non in grado di essere qualificato come dramma, e ancor meno come thriller, del quale – come detto – ne utilizza soltanto alcuni strumenti a suo vantaggio per portare lo spettatore in un’altra direzione.

Di certo, da thriller avrebbe rischiato di annaspare in una mediocrità frutto di un genere abusato e in cui non è sempre facile tirar fuori conigli dal cilindro, ma in fin dei conti la banalità del male è altrettanto trita e già vista, soprattutto attraverso temi come quelli trattati dal film di Michael Zampino.

Di pregi e motivi per dare una chance a Governance – Il prezzo del potere su Amazon Prime Video comunque ce ne sono, a partire dalle buone performance del cast, Popolizio in primis, ad aspetti tecnici come il già citato sapiente utilizzo della fotografia.

Nel panorama italiano, ad ogni modo, soprattutto se restiamo su questa piattaforma, è sicuramente un passo avanti rispetto a prodotti visti recentemente e in parte avvicinabili in quanto a genere, come ad esempio Bastardi a mano armata, che ci aveva convinto ben poco.

Governance – il prezzo del potere è su Prime Video dal 12 aprile 2021.

Nato e cresciuto a Roma, sono il Deputy Editor e Vice Direttore di Stay Nerd, di cui faccio parte quasi dalla sua fondazione. Sono giornalista pubblicista dal 2009 e mi sono laureato in Lettere moderne nel 2011, resistendo alla tentazione di fare come Brad Pitt e abbandonare tutto a pochi esami dalla fine, per andare a fare l'uomo-sandwich a Los Angeles. È anche il motivo per cui non ho avuto la sua stessa carriera. Ho iniziato a fare della passione per la scrittura una professione già dai tempi dell'Università, passando da riviste online, a lavorare per redazioni ministeriali, fino a qui: Stay Nerd. Da poco tempo mi occupo anche della comunicazione di un Dipartimento ASL. Oltre al cinema e a Scarlett Johansson, amo il calcio, l'Inghilterra, la musica britpop, Christopher Nolan, la malinconia dei film coreani (ma pure la malinconia e basta), Francesco Totti, i navigli di Milano (vabbè, so' un romano atipico), la pizza e la carbonara. I miei film preferiti sono: C'era una volta in America, La dolce vita, Inception, Dunkirk, The Prestige, Time di Kim Ki-Duk, Fight Club, Papillon (quello vero), Arancia Meccanica, Coffee and cigarettes, e adesso smetto sennò non mi fermo più. Nel tempo libero sono il sosia ufficiale di Ryan Gosling, grazie ad una somiglianza che continuano inspiegabilmente a vedere tutti tranne mia madre e le mie ex ragazze. Per fortuna la mia attuale sì, ma credo soltanto perché voglia assecondare la mia pazzia.

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