Colori e Magia

Arriva in libreria e fumetteria da Bao Publishing il primo volume della tetralogia Haxa di Nicolò Pellizzon.
Quello che aspetta il lettore dietro la copertina è un regno fantastico di colori esplosivi e colpi di magia. Così si presenta Haxa – I confini del vento, primo capitolo dei quattro previsti, dedicato alla magica lotta tra Hexidi, fantascientifici eredi di maghi e alchimisti.


Parliamo di fantascienza, nonostante l’evidente impianto fantasy della narrazione, poiché le danze si aprono nel futuro; più precisamente possiamo dirvi che tutto inizia nel 2035, con il crollo della torre invisibile di Al Hillah (cittadina realmente esistente in Iraq e probabile sede dei mitici giardini pensili di Babilonia) che nascondeva agli occhi degli ellidi (che qualcuno di noi chiamerebbe babbani) l’energia magica da sempre presente nel mondo, l’haxa.
Due fazioni in guerra tra loro, gli elementalisti dell’Ars Alchemica e gli evocatori dell’Ars Goetia, che rappresentano un piccolo 0,5% della popolazione, si trovano da quel momento a doversi integrare in una società spaventata da poteri così grandi da non poter essere contrastati. E se gli elementalisti tentano di fare tutto il possibile per mantenere l’equilibrio dimensionale del pianeta, i goetiani non sembrano altrettanto ben disposti nei confronti dell’umanità e sono frequenti attacchi distruttivi che coinvolgono i civili, trasformandoli ai loro occhi in terribili terroristi che possono essere fermati solo grazie gli elementalisti riuniti nell’hexacustodit.

Tutti i colori del bianco e nero

Questo è quello che sappiamo all’inizio della lettura, grazie ad un incipit molto cinematografico, che sfrutta l’equivalente fumettistico del voice over per riassumerci il setting e introdurci nell’immaginario fantastico di Pellizzon.
La voce che ci ha guidato fin qua è quella di un’insegnante davanti a una svogliata classe di adolescenti: sono passati 75 anni dal crollo della torre e siamo pronti per fare la conoscenza della nostra eroina, Sophia.
Come nella migliore tradizione, Sophia si dimostra fin da subito una tipa abbastanza interessante: in un mondo dominato da un dualismo spietato e immutabile, capace di spezzare relazioni e infrangere la fiducia nel prossimo, questa hexida alle prime armi sembra avere tutte le caratteristiche per cambiare le carte in tavola e non passa molto prima di vederla in azione, circondata da un gruppo di outsider come lei. Possiamo dire che Hexa non sovverte certo i canoni del genere, attingendovi a piene mani, ma che anzi ci ricorda con piacere l’impianto narrativo degli albori degli X-Men: poteri che si manifestano nell’adolescenza, paura per il diverso, emarginazione, fazioni opposte eppure così simili. Infatti, così come qualcuno di voi non può che ammettere che in più di un’occasione Magneto aveva ragione, anche qua viene da domandarsi quali siano le motivazioni che spingono i goetiani a fare di tutto per rendersi odiosi ai civili, e se gli ellidi non sembrano avere dubbi sulla bontà di intenti degli elementalisti, al lettore resta, alla fine del volume, più di una domanda sull’effettiva necessità di distruggere la fazione nemica.

Così tutto il chiaroscuro che non troviamo nelle tavole di Pellizzon, che predilige campiture piatte e colori saturi circondati da tratti essenziali ma molto espressivi, con illustrazioni a tutta pagina dallo stile così fresco da poter essere difficilmente accostato ad altri artisti in circolazione, è ben presente nel viluppo di sentimenti che travolge la protagonista, per la quale non possiamo fare a meno di parteggiare.

L’umanità dei sovraumani

Come anche nel suo esordio per Bao, Gli amari consigli del 2014, si riconferma qua la maestria con cui l’autore tratteggia i personaggi, soprattutto quelli femminili, senza mai stereotiparli, ma riuscendo allo stesso tempo nel non facile compito di rendere queste streghe del futuro vicine a noi, con preoccupazioni e amori che abbiamo vissuto tutti, senza bisogno di evocazioni o flussi di fuoco sparati dalle mani. Se la vostra paura è quindi quella di trovarvi senza punti di riferimento, sperduti in un mondo che fonde esoterismo e urban fantasy, non temete: non solo l’umanità dei personaggi, ma anche gli estratti da manuali e quotidiani che punteggiano la lettura vi accompagneranno perfettamente nella comprensione di questo mondo così strano e così affascinante, in cui fanno capolino personaggi storici come Simon Mago, il primo eretico della storia (che qualcuno di voi potrebbe ricordare di aver incontrato durante la lettura della Divina Commedia) e Maria Von Bosh, moglie del più famoso Franz Mesmer, considerato il precursore dell’ipnosi.
Nonostante la storia non proprio lineare e i necessari interrogativi che deve lasciare un primo volume, Haxa è un fumetto che si legge come una serieTV, senza esasperanti cliff-hanger finali e con un uso del tempo della narrazione rilassato, che non ha paura di saltare da un anno all’altro per arrivare al succo senza perdersi in inutili digressioni.

 haxa confini vento recensione

Verdetto:

Senza rinunciare agli stilemi del genere e con uno stile unico che aggancia l’occhio alla pagina, l’autore ci accompagna in un viaggio lungo quattro volumi che non vediamo l’ora di continuare. Buttare nel pentolone così tanti elementi, mischiando arti esoteriche e fantascienza è stata senza dubbio una sfida azzardata, ma del resto “ogni tecnologia sufficientemente avanzata è indistinguibile dalla magia” e Pellizzon è riuscito nel suo intento.

Haxa Vol. 1: I Confini del Vento - Recensione
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