La Casa di Carta 5 arriva su Netflix con i primi 5 episodi e con i protagonisti ancora all’interno della Banca di Spagna

La Casa di Carta torna su Netflix con la stagione 5 ma, ancora una volta, ci tiene in attesa rilasciando soltanto la prima parte comprensiva di cinque episodi, con quelli finali che usciranno invece a dicembre 2021.
E stavolta sarà davvero l’atto conclusivo. Per fortuna.

Non tanto perché, al netto di tutte le critiche e di conclamati difetti, La casa di carta sia un prodotto “brutto”, ma per via di una struttura ripetitiva, sempre sostanzialmente uguale stagione dopo stagione.
Il finale della prima parte della stagione 5, per dire, si conclude pressoché allo stesso modo di quanto avvenuto nella prima della s.4, pur se chiamando in causa personaggi chiaramente diversi.
Non possiamo dire altro per non rovinarvi la sorpresa, ma ormai questi finti plot twist non fanno più breccia nel cuore dello spettatore, non sono più in grado di colpire o emozionarci come un tempo.

L’unica cosa che per fortuna non cambia è il ritmo, sempre incalzante fino a diventare quasi ossessivo, uscendo dalle linee dell’heist, tramutandosi in una sorta di action in cui le armi sparano con più frequenza e facendo più chiasso rispetto alle precedenti quattro stagioni.
Devi sognare in grande, darling, direbbe forse Nolan ad Alex Pina e il regista spagnolo lo fa davvero, affidando impensabili armi da fuoco a chiunque, persino ad Arturito (Enrique Arce), che impugna un lanciafiamme sparando frasi da B movie come un novello Rick Dalton.

casa carta 5 parte 1

In guerra

Eppure l’inizio de La casa di carta 5 riprende da dove ci eravamo lasciati, col Professore (Álvaro Morte) messo sotto scacco da Alicia Sierra (Najwa Nimri), ormai però totalmente abbandonata da Tamayo (Fernando Cayo) e per questo costretta a rivoluzionare i suoi piani.

La banda nel frattempo è ancora nella Banca di Spagna, intenta a capire come uscirne e fregare la polizia, che di contro studia le sue mosse. Ma quella partita a scacchi, che ormai dura dalla stagione 3, ha visto cadere molte vittime, sbriciolando la logica e la strategia e diventando di fatto una vera e propria guerra.

Adesso però Tamayo sembra avere una nuova carta da giocare, ovvero una sorta di Suicide Squad folle e priva di scrupoli comandata da Sagasta (Josè Manuel Seda).
Lo scontro a fuoco tra le due armate e alcuni imprevisti con gli ostaggi saranno gli aspetti più intriganti di questa prima parte de La casa di carta 5, che indubbiamente mantiene la capacità di tenere incollati gli spettatori al piccolo schermo nel pieno rispetto delle regole del binge watching, sebbene – come anticipato – riesca a regalare poco altro.

casa carta 5 parte 1

Conosciamo ormai a menadito i personaggi e le loro storie, ed ecco allora che i consueti flashback si spostano sui membri meno approfonditi, come Manila (Bèlen Cuesta) e il suo complesso rapporto col padre ma soprattutto sulla vita di Berlino prima del colpo alla Zecca. Scopriamo che questi ha un figlio, Rafael (Patrick Criado), al quale ha insegnato i trucchi del mestiere e sicuramente questo si rivelerà importante nell’atto conclusivo dello show.
Insieme ai vecchi personaggi, sempre più amati dal pubblico e ai quali indubbiamente ci siamo un po’ affezionati, ma che sono ormai totalmente consumati, logori e stanchi dopo un’avventura lunga decine e decine di episodi in cui l’intensità è sempre stata la protagonista. Nonostante le numerose critiche ricevute, La Casa di Carta resta uno dei prodotti di punta di Netflix e una delle serie di maggior successo della piattaforma, e non solo.

L’impressione, dopo aver assistito alla prima parte della quinta stagione, è che queste puntate non siano altro che una lunga preparazione ad un finale col botto, che immaginiamo riserverà colpi di scena e una scarica di adrenalina. O almeno è quel che ci auguriamo.

La Casa di Carta 5, prima parte (Volume 1), è su Netflix dal 3 settembre 2021.

Nato e cresciuto a Roma, sono il Deputy Editor e Vice Direttore di Stay Nerd, di cui faccio parte quasi dalla sua fondazione. Sono giornalista pubblicista dal 2009 e mi sono laureato in Lettere moderne nel 2011, resistendo alla tentazione di fare come Brad Pitt e abbandonare tutto a pochi esami dalla fine, per andare a fare l'uomo-sandwich a Los Angeles. È anche il motivo per cui non ho avuto la sua stessa carriera. Ho iniziato a fare della passione per la scrittura una professione già dai tempi dell'Università, passando da riviste online, a lavorare per redazioni ministeriali, fino a qui: Stay Nerd. Da poco tempo mi occupo anche della comunicazione di un Dipartimento ASL. Oltre al cinema e a Scarlett Johansson, amo il calcio, l'Inghilterra, la musica britpop, Christopher Nolan, la malinconia dei film coreani (ma pure la malinconia e basta), i Castelli Romani, Francesco Totti, la pizza e soprattutto la carbonara. I miei film preferiti sono: C'era una volta in America, La dolce vita, Inception, Dunkirk, The Prestige, Time di Kim Ki-Duk, Fight Club, Papillon (quello vero), Arancia Meccanica, Coffee and cigarettes, e adesso smetto sennò non mi fermo più. Nel tempo libero sono il sosia ufficiale di Ryan Gosling, grazie ad una somiglianza che continuano inspiegabilmente a vedere tutti tranne mia madre e le mie ex ragazze. Per fortuna la mia attuale sì, ma credo soltanto perché voglia assecondare la mia pazzia.