LEGO from the blocks

Negli ultimi anni i giochi LEGO si sono contraddistinti per un’innovazione prossima allo zero. Non si discute certo la qualità sempre alta delle produzioni, ma è evidente che dopo dodici anni di gameplay trito e ritrito, la formula finora vincente di Traveller’s Tales deve cominciare a fare i conti con uno svecchiamento obbligatorio per restare in gioco. Negli ultimi mesi, tuttavia, TT questo concetto l’ha capito benissimo, come testimoniano titoli come Lego Dimensions, e Lego Worlds, che hanno sfruttato nuovi concept di gioco.
Il vero inizio della nuova strada intrapresa è però LEGO City Undercover, uscito nel 2013 come esclusiva per Wii U e che adesso sbarca anche sulle restanti console dell’attuale generazione con la sua formula open world.

Il gioco ci mette nei panni di Chase McCain, un ex poliziotto che ha contribuito alla cattura del temibile criminale Rex Fury e che, dopo l’evasione di quest’ultimo, torna a Lego City per riportare la pace nella città rimasta vittima della nuova ondata di criminalità, ritrovando vecchi affetti ma anche vecchi nemici.
Chi ha avuto modo di giocare il quasi omonimo LEGO City Undercover: The Chase Begins per Nintendo 3DS avrà sicuramente le idee più chiare sugli eventi passati, tuttavia non è necessario aver provato l’episodio portatile per seguire la narrazione, grazie ad alcuni flashback e racconti che colmeranno eventuali lacune. Sin dal primo filmato introduttivo avremo a che fare con il solito umorismo che ha reso celebri i giochi LEGO, un mix sensazionale di citazionismo e slapstick che in questo gioco tocca veramente picchi notevoli, essendo completamente slegato da un universo in particolare e dunque libero di canzonare qualsivoglia film, videogioco e tanto altro, rompendo spesso e volentieri la quarta parete con risultati esilaranti.

lego city undercover

Quel che invece è una assoluta novità è il gameplay: come accennato in apertura, LEGO City Undercover è un vero e proprio open world sandbox ispirato a titoli come Grand Theft Auto e simili, calati in una città non eccessivamente ampia ma liberamente esplorabile senza alcuna limitazione. Ovviamente siamo ben distanti da escalation di violenza, complice anche un PEGI 7 che permette al massimo qualche mattoncino fuori posto, ma il cambio di gameplay rinnova di sicuro l’aria stantia che si respirava nei giochi precedenti grazie ad un buon mix tra le nuove opportunità da free roaming e lo stile classico di alcuni livelli, che permette al gioco di mantenere un buon equilibrio e non annoiare, pur mancando di side quest che riescano a contemplare qualcosa al di fuori del raccogliere oggetti.

A compensare tali mancanze ci pensano un numero spropositato di collezionabili e situazioni sempre inedite per quanto concerne la main story, piegando il gioco senza romperlo. Basti pensare ai gadget di cui è dotato Chase McCain, l’esempio perfetto di come TT sia riuscita a dare un colpo al cerchio ed un altro alla botte, permettendo al gameplay di evolvere in modo adeguato per poi riservarsi un po’ di backtracking naturale e per nulla tedioso, che porta la longevità del gioco ben al di sopra delle 20 ore, nel caso desideriate recuperare tutto quello che Lego City ha in serbo per voi.

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Buone notizie anche dal comparto tecnico, notevolmente migliorato rispetto ai giorni su Wii U: complice la potenza di Xbox One sulla quale abbiamo testato il gioco, i passi compiuti in avanti sono evidenti. I caricamenti restano una costante vistosa in termini di numero, è vero, ma sono decisamente più tollerabili rispetto al passato, mentre la resa visiva appare decisamente rinata, grazie alla risoluzione a 1080p che si dimostra un vero spettacolo, alla pari di ogni titolo dedicato ai mattoncini in Full HD, potendo sfruttare appieno la brillantezza della palette di colori e di effetti particellari fatti a blocchi ma non per questo meno apprezzabili. Buono anche il sonoro, con una nota di merito al doppiaggio italiano di onesta fattura seppur sempre più orientato ad un pubblico giovane. Se proprio volessimo trovare difetti in questa riedizione possiamo solo rimproverare TT di non aver fatto alcuna aggiunta al titolo, mantenendolo identico all’originale, senza studiare dei contenuti bonus che avrebbero sicuramente giustificato l’uscita del gioco ad un prezzo quasi pieno, pur comprendendo la necessità di rientrare di qualche soldo dopo l’esclusività del gioco su Wii U.

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Verdetto:

Non ci sentiamo di trattare questo titolo come buona parte delle remastered che ci arrivano in redazione: LEGO City Undercover è un gioco che merita decisamente di essere giocato dai fan LEGO e non, grazie ad un rinverdimento generale che fa solo che del bene ad un concept spesso accusato di non cambiare mai. Un verdetto dunque positivo per un gioco che finalmente può godere di un pubblico ampio che, sicuramente, non mancherà di premiare un titolo che – a dispetto dei tre anni d’età – sa ancora essere fresco e divertente.

Lego City Undercover
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