Breve storia un po’ autobiografica delle letture da spiaggia, analisi del termine, consigli per l’estate 2021

Se vi dico letture da spiaggia, qual è il primo titolo che vi viene in mente?
Alla sottoscritta, nata e cresciuta in un paesino di mare in cui si aspetta che l’estate finisca, tornano alla memoria le liste di letture scolastiche che hanno accompagnato i lunghi mesi sotto l’ombrellone dalla prima elementare alla quinta superiore. Da Cipì a Il piacere, passando per Collodi, Pennac e Isabel Allende, qualsiasi lettura intrapresa tra giugno e settembre era una lettura da spiaggia. Con il passare degli anni e la fine della scuola, le letture obbligatorie hanno lasciato il posto a una selezione di libri scelti autonomamente tra gli scaffali, senza nessuna lista di consigli a guidare la scelta. Certo, alla libertà di scelta si accompagnava una riduzione delle vacanze, compresse tra una sessione di esami universitari e l’altra, ma ancora una volta, con il potere dell’immaginazione anche il manuale di linguistica storica riusciva a trasformarsi in una lettura da spiaggia – o almeno in una lettura sulla spiaggia.

Tutta questa introduzione autobiografica che sembra rubata ai foodblog – e che solitamente nessuno di noi legge, cercando direttamente la ricetta in fondo alla pagina – per spiegarvi il motivo per cui solo quest’anno – dopo trenta estati passate su questo pianeta (seppur le prime sei debba ammettere di non aver letto una sola riga) – abbia riflettuto sul concetto di lettura da spiaggia. La causa scatenante, il motivo per cui sono qui, davanti a un ventilatore a scrivere queste parole, è che per la prima volta nella mia vita quest’anno passerò una sola settimana in spiaggia e il pensiero di dover scegliere le letture da portarmi dietro – insieme all’afa e alle zanzare – non mi fa dormire la notte.

Come si sceglie una lettura da spiaggia, e cosa significa, poi, lettura da spiaggia?

In un articolo del Guardian, Michelle Dean identifica l’estate del 1990 come il momento in cui gli editori iniziano a definire il concetto di beach read: letture leggere che rassicurino il lettore sul fatto che si stia rilassando; nessuno sforzo, nessun impegno cerebrale, leggere un libro sotto l’ombrellone deve essere un’attività ricreativa semplice come mangiare un gelato o giocare a racchettoni. Per questo motivo, con il passare degli anni, le letture da spiaggia sono diventate sinonimo di letteratura di consumo, plot-driven, che tiene agganciato chi legge grazie a storie di evasione, lontane dal romanzo impegnato che si è lasciato a casa, sul comodino, in attesa del ritorno dalle vacanze.

letture spiaggia

Per questa sua identità di escapismo, la lettura da spiaggia sconfina spesso nella narrativa di genere: sotto l’ombrellone non è difficile avvistare Stephen King (o almeno i suoi libri, non so se l’autore sia un tipo da spiaggia), lasciarsi tentare da una distopia o approfittare della lontananza dalla vita di tutti i giorni per sognare, anche tra le pagine di un libro, mondi lontani e incantati. Lo sa bene Andy Weir, che ha deciso di aspettare la vigilia delle vacanze per far arrivare nelle librerie statunitensi il suo terzo romanzo, Project Hail Mary, cinquecento pagine di pura avventura nello spazio che sono per la fantascienza quello che Il codice Da Vinci è stato per il thriller storico-complottistico. Weir non ha nessuna velleità al di fuori del divertirsi e far divertire chi legge, i suoi protagonisti sono sempre dei sarcastici outsider che parlano con la stessa voce dell’autore e se cercate dell’accuratezza scientifica farete forse meglio a guardare altrove; tuttavia il suo primo romanzo, The Martian, è un long-seller che ancora oggi fa capolino tra asciugamani e granite, nonché un romanzo di fantascienza che ha permesso al lettore occasionale, proprio quello che legge un libro all’anno, durante le vacanze, di avvicinarsi a un genere che tende spesso a respingere il neofita.

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Se uno dei crucci del lettore del fantastico italiano è proprio la mancanza di considerazione che il genere ha sull’italico suolo, è tuttavia vero che non è sempre semplice scoprire le piccole perle che le case editrici presentano in libreria alle porte dell’estate (soprattutto negli ultimi anni, in cui l’assenza delle fiere del settore – prima per importanza e grandezza, anche se non per considerazione del fantastico, il maggesco Salone del Libro di Torino). Certo, non c’è di sicuro bisogno di annunciarvi in grande stile che uno dei titoli estivi su cui punta Mondadori è Ready Player Two, sequel del romanzo di Ernest Cline diventato nel 2018 un film con la regia di Steven Spielberg, ma nel caso foste ancora in alto mare con le vostre lettura da spiaggia, permettetemi di segnalarvi alcuni titoli che potrebbero essere rimasti fuori dal vostro radar. Per aiutarvi nella scelta, cercherò di essere schematica, raccontandovi brevemente i libri che ho selezionato, quali emozioni scatena la lettura, dove vi porterà la storia.

Nati nuovi, Domitilla Pirro

Nati nuovi, pubblicato da effequ, è una storia di bimbi sperduti e di bimbi arrabbiati, è una variazione sul tema delle apocalissi dei bambini, da Il signore delle mosche in giù, con capitoli che scorrono come sorsi d’acqua nelle giornate più calde, voci che si avvicendano e costruiscono un mosaico, piccoli particolari che rendono le protagoniste e i protagonisti più vere e interessanti dei tuoi vicini di ombrellone. Romanzo perfetto per vacanze mordi e fuggi, si legge in un fine settimana e si continua a pensarci sulla strada del ritorno. Nati nuovi fa riflettere, anche un po’ spaventare, sicuramente sperare in un futuro in cui le nuove generazioni non debbano arrivare a tanto per farsi ascoltare dai Grandi.

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Non muoiono le api, Natalia Guerrieri

Il titolo estivo di punta di Moscabianca Edizioni è l’esordio di una giovane autrice modenese che si confronta con i trope della distopia mischiandoli come si fa con gli ingredienti di un cocktail, fino a servire a chi legge una storia che rassicura per la presenza degli elementi giusti al punto giusto, ma stupisce per l’uso che ne viene fatto. Non muoiono le api è una storia di un futuro prossimo che si distacca progressivamente dal nostro presente, narrata da tre voci ben delineate, che non si parlano addosso ma incarnano le diverse sfaccettature di un mondo in cui basta poco per perdere tutto. Il romanzo di Natalia Guerrieri è un corposo tomo in grado di accompagnarvi per una vacanza lunga, che merita di essere assaporato con la giusta lentezza, per non farlo finire subito.

La porta del cielo, Ana Llurba

Se quello che cercate dalle vostre letture da spiaggia è un brivido freddo, questo romanzo di Eris Edizioni è quello che fa per voi. La porta del cielo sfugge a qualsiasi tentativo di classificazione e non è certo una storia da affrontare a cuor leggero (alcuni trigger warning da segnalare: violenza sessuale, violenza su minori, autolesionismo, violenza su animali), ma è una lettura che non vi abbandonerà per molto tempo, con la sua narrazione claustrofobica dal finale spiazzante. La storia di Estrella – figura al contempo mariana e cristologica, abbandonata nel momento più difficile, resa eterna e graziata – è una storia che ha riscontri nella realtà, una realtà di sette religiose e rapimenti, di violenza e sorellanze che sembrano impossibili. La porta del cielo è un romanzo breve, affilato, perfetto per chi ha amato la serie tv The Handmaid’s Tale, una narrazione senza speranza, che fa meno paura letta sotto il sole delle vacanze.

Temponauti

Se è vero che Urania è la fantascienza in Italia, per il terzo anno consecutivo la collana Mondadori approfitta dell’estate per portare in edicola la fantascienza italiana. Dopo le antologie dedicate agli Strani Mondi e alla Distòpia, quest’anno i dieci autori e le quattro autrici sono chiamati a confrontarsi con un classico della fantascienza: i viaggi nel tempo. Temponauti è la raccolta che resterà in edicola giusto il tempo di un’estate, con le sue storie in grado di farvi viaggiare nel tempo restando fermi sull’asciugamano. Trattandosi di una raccolta di racconti di autrici e autori dal mood e dallo stile variegato, Temponauti è la lettura perfetta per chi anche in vacanza non vuole rinunciare a spaziare con le letture, magari scoprendo nuove voci di cui recuperare le opere una volta tornati a casa.

Ovette, Francesco Tacconi

Ovette è un software e la storia di Francesco Tacconi inizia come una versione sedata di Her, il film del 2013 diretto da Spike Jonze. Zed è soddisfatto della sua vita, è soddisfatto del fatto che tutto venga controllato da Ovette, che il frigorifero si riempia come per magia, che l’appartamento sia sempre pulito, che l’incorporea donna perfetta riempia il suo orecchio di parole accomodanti. A rompere l’idillio, a interrompere la simulazione, arriva Clarice, vicina di casa in carne e ossa, pericolosa nel suo essere un corpo, un essere mortale. Questa storia in un soffio, una delle ultime pubblicate da Zona 42 nella collana 42 nodi dedicata proprio alla narrativa breve, è un racconto noir che avvolge chi legge in spirali di ansiosa anticipazione, perfetto per chi anche in estate non riesce a rinunciare a un thriller psicologico capace di scavare nei luoghi più oscuri della mente umana… è anche di quella artificiale.

Se volete altri consigli di letture da spiaggia (ma anche da montagna, da lago, e da città) potete recuperare la nostra live sul tema su Instagram e buone vacanze!

Toscana emigrata a Torino, impara l'uso della locuzione "solo più" e si diploma in storytelling, realizzando il suo antico sogno di diventare una freelancer come il pifferaio di Hamelin. Collabora con case editrici, riviste online e enti pubblici, scrive post polemici su Facebook, abbandona la carriera di bookfluencer perché non riesce a fotografare i libri senza prima averli letti. Si trova a suo agio ovunque ci sia qualcosa da leggere o da scrivere, o un cane da accarezzare. Amante dei dinosauri, divoratrice di mondi immaginari, resta in attesa dello sbarco su Marte, anche se ha paura di volare. Al momento vive a Parma, dove si lamenta del prosciutto troppo dolce e del pane troppo salato.