Le locandine dei film più belle di sempre: anche l’occhio vuole la sua parte

Mai giudicare un libro dalla copertina, sostiene la saggezza popolare, e lo stesso vale certamente per le locandine e i poster dei film. Eppure anche l’occhio vuole la sua parte e quindi si può essere spinti a guardare un lungometraggio pur soltanto perché attratti dalla bellezza della locandina, motivo per cui da sempre dietro ad esse c’è un grandissimo lavoro.
Molto spesso girovagando sul web troviamo anche copie, fan art o a diverse edizioni di locandine per la medesima pellicola, a volte persino più belle o particolari delle originali, ma il nostro obiettivo adesso è quello di concentrarci su quest’ultime, andando a selezionare quelle che sono probabilmente alcune delle locandine dei film più belle di sempre.

10) THE SHINING di Stanley Kubrick

Gli occhi del Maestro Kubrick si sono sempre posti in maniera più che attenta verso le locandine dedicate ai propri capolavori.
In quella di Shining, a proposito di occhi, è impossibile non essere attanagliati dall’inquietudine dello sguardo che si staglia in uno sfondo acceso di paura. Basica quanto incredibilmente intensa.

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9) ARANCIA MECCANICA di Stanley Kubrick

Ancora Stanley Kubrick. Essenziali e dirette, quasi stilizzate le locandine dei suoi film, che ne rappresentano l’anima meticolosa e povera di imperfezioni.

Nel poster di Arancia Meccanica, lo sguardo di Alex De Large ci presenta il personaggio con cui avremo a che fare per buona parte della pellicola, e l’effetto (riuscito) è quello di coinvolgere e incuriosire il pubblico verso qualcosa di assolutamente particolare e folle.
Senza dubbio tra le locandine dei film più belle di sempre.

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8) L’ESORCISTA di William Friedkin

Tra i film più noti del controverso regista William Friedkin c’è sicuramente L’Esorcista (1974), e ciò che è indubbio è il simbolismo di una locandina sensazionale, che mette in risalto luci ed ombre in una perfetta allegoria tra sacro e profano. Il taglio chiaro e luminoso in direzione del prete è, a detta di molti, più paradigmatico di un monologo.

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7) SHOWGIRLS di Paul Verhoeven

Chi l’ha detto che per passare alla storia bisognare realizzare un gran film?
Ok, forse stiamo esagerando con l’esaltazione di un semplice poster, ma al cospetto di un prodotto non particolarmente riuscito e apprezzato dai più, la locandina di Showgirls di Paul Verhoeven è assolutamente formidabile.
Il successo del ’92 griffato Basic Instinct ha generato nel regista la convinzione di poter sbancare di nuovo grazie ad una nuova versione hot della Stone, ovvero Elisabeth Berkley.
Di originale c’è ben poco, se non quel taglio di gamba su sfondo nero.

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6) KILL BILL VOL. 1 di Quentin Tarantino

Se c’è una locandina che rispecchia il genio e la follia cinematografica di Quentin Tarantino, sicuramente è quella di Kill Bill Vol. 1. Estetica figurativa e colori intensi, come il giallo della tuta di Uma Thurman.
Un altro tentativo andato a buon fine sarà il successivo Django Unchained, con le catene al posto della spada e il rosso acceso al posto del giallo.
Anche l’occhio vuole la sua parte.

Restano invece i colori molto accesi in C’era una volta a Hollywood, ma cambia il format, dando visibilità al cast stellare del film, con Leonardo DiCaprio, Brad Pitt e Margot Robbie in evidenza.


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5) APOCALYPSE NOW di Francis Ford Coppola

Per assicurarsi il giusto appeal, per Apocalypse Now venne creata una locandina raffigurante la testa gigante di Marlon Brando a squarciare l’alba vietnamita, con quella di Martin Sheen piccolina e relegata in alto a destra.
Ovviamente il protagonista non era Brando, bensì Sheen, che però all’epoca era poco noto.
La scelta di marketing forse ha premiato al box office, ma per noi vince indubbiamente la locandina originale, quella con l’alba rosso fuoco. Di una bellezza senza limiti.

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4) LA DONNA CHE VISSE DUE VOLTE (VERTIGO) di Alfred Hitchcock

Il titolo originale, Vertigo – poi come al solito storpiato dai distributori italiani – risulta ben visibile su questo poster. Alfred Hitchcock si avvalse della collaborazione del leggendario Saul Bass, il quale si occupò dei titoli di testa e della sequenza degli incubi, oltre a creare la locandina.
Qui la scena riportata è prettamente stilizzata e simbolica, capace di trasmettere con pochi schizzi una sensazione di panico ed angoscia, ed è particolarmente adatta anche la scelta dei colori. Con merito in questa lista delle locandine più belle dei film.

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3) FARGO di J. & E. Coen

Per molti il miglior film dei fratelli Coen, sicuramente la migliore locandina.
Un uomo; una macchina ribaltata; una cornicetta ricamata: il tutto come fosse disegnato da un bambino. La didascalia “a homespun murder” (“un delitto fatto in casa”) va proprio a braccetto con il poster e il suo essere così incantevolmente basico.
Questa è la perfetta analisi della ricetta coeniana, in grado di mescolare l’ironia alla morte o all’azione.
Il successo passa anche da dettagli come questi, e con Fargo si è fatto decisamente centro, dal momento che si tratta di un capolavoro cinematograficamente parlando, ma anche di un perfetto esempio sul come realizzare un poster.

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2) ALIEN di Ridley Scott

Ridley Scott e la sua troupe decisero di incrementare la suspense per l’uscita di quello che sarebbe passato alla storia come uno dei migliori film di fantascienza, non rilasciando alcuna informazione sulla trama di Alien.
L’incarico più gravoso fu pertanto quello di chi si dovette occupare della locandina, che avrebbe dovuto generare una forte curiosità, senza svelare nulla del plot.
Giudicate voi, ma a noi il compito sembra riuscito alla perfezione.

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1) LO SQUALO (JAWS) di Steven Spielberg

Forte; d’impatto; spaventosamente perfetta. La migliore in assoluto, la locandina più bella di tutti i tempi, senza possibilità d’appello è quella di Jaws – Lo Squalo, masterpiece del maestro Spielberg.

Una curiosità riguarda il caso del fotografo inglese Euan Rannachan, che è riuscito nell’impresa di ricreare quasi alla perfezione la locandina del film, scattando una foto lungo le coste del Messico. 


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Nato e cresciuto a Roma, sono il Deputy Editor e Vice Direttore di Stay Nerd, di cui faccio parte quasi dalla sua fondazione. Sono giornalista pubblicista dal 2009 e mi sono laureato in Lettere moderne nel 2011, resistendo alla tentazione di fare come Brad Pitt e abbandonare tutto a pochi esami dalla fine, per andare a fare l'uomo-sandwich a Los Angeles. È anche il motivo per cui non ho avuto la sua stessa carriera. Ho iniziato a fare della passione per la scrittura una professione già dai tempi dell'Università, passando da riviste online, a lavorare per redazioni ministeriali, fino a qui: Stay Nerd. Da poco tempo mi occupo anche della comunicazione di un Dipartimento ASL. Oltre al cinema e a Scarlett Johansson, amo il calcio, l'Inghilterra, la musica britpop, Christopher Nolan, la malinconia dei film coreani (ma pure la malinconia e basta), i Castelli Romani, Francesco Totti, la pizza e soprattutto la carbonara. I miei film preferiti sono: C'era una volta in America, La dolce vita, Inception, Dunkirk, The Prestige, Time di Kim Ki-Duk, Fight Club, Papillon (quello vero), Arancia Meccanica, Coffee and cigarettes, e adesso smetto sennò non mi fermo più. Nel tempo libero sono il sosia ufficiale di Ryan Gosling, grazie ad una somiglianza che continuano inspiegabilmente a vedere tutti tranne mia madre e le mie ex ragazze. Per fortuna la mia attuale sì, ma credo soltanto perché voglia assecondare la mia pazzia.