Love and Monsters: nel film Netflix il protagonista interpretato da Dylan O’Brien è alle prese con una storia d’amore in un mondo ormai conquistato da mostri giganteschi

Il mondo, così come lo conoscevamo, non esiste più. Non è l’espressione che sentiamo ripetere negli ultimi tempi, in modo un po’ inquietante, da media, spot televisivi di automobili e chi più ne ha più ne metta, ma è la maniera più semplice per descrivere la nuova dimensione raccontata da Love and Monsters, film Netflix diretto da Michael Matthews, in cui il mondo è alle prese con una apocalisse mostruosa, nel vero senso della parola.

Nel tentativo di salvare il pianeta Terra da un meteorite colpendolo con dei missili, infatti, le radiazioni sprigionate da questi ultimi hanno causato delle mutazioni genetiche in insetti, aracnidi, anfibi, crostacei e animali di vario tipo, che hanno assunto delle dimensioni gigantesche, diventando dei veri e propri mostri.
Ma cosa c’entra l’amore? Direte voi. Sette anni dopo il triste evento, i superstiti umani cercano di continuare a sopravvivere in alloggi di fortuna, bunker o nascondigli vari, raggruppandosi in colonie perché è noto che l’unione faccia la forza; ma la suddetta Apocalisse ha diviso una giovane coppia innamorata fatta dall’allora diciassettenne Joel Dawson (Dylan O’Brien) e la coetanea Aimee (Jessica Henwick). Dopo aver cercato la sua amata, tramite la stazione radio, in tante colonie sparse nel mondo, finalmente Joel riesce a mettersi in contatto con lei che le indica la sua posizione, ovvero sette giorni di cammino più o meno ininterrotto dalla colonia del ragazzo.


Il problema principale, oltre ai terribili e famelici mostri in superficie, è che Joel non è esattamente un impavido guerriero, quanto piuttosto un addetto alla cucina che non esce mai dal bunker e che i suoi coloni sono costretti a tenere al sicuro. Ma l’amore, lo sappiamo, sa dare una grande forza e così il ragazzo si arma di coraggio e di strumenti di sopravvivenza, quali balestra di fortuna e qualche altra cianfrusaglia e si affaccia al mondo esterno.

Da questa breve introduzione, se avete un po’ di esperienza tra letteratura e cinema moderno, avrete già notato delle attinenze con semicult di genere.
Giù, perché Love and Monsters pesca molto, soprattutto nella sua struttura di base, da Zombieland di Ruben Fleischer, oltre che dal libro Manuale per sopravvivere agli zombie di Max Brooks, con una serie di regole che si ripetono durante la visione, accompagnate dalla voce narrante del protagonista, e che vengono racchiuse nell’albo che porta sempre con sé, non a caso chiamato “Guida per sopravvivere all’Apocalisse”.
Anche in Zombieland il protagonista Columbus evidenziava una serie di regole per la sopravvivenza, sebbene lì Jesse Eisenberg le snocciolasse tutte subito, mentre in Love and Monsters le apprendiamo un po’ alla volta.

Benvenuti nell’Apocalisse

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Le similitudini tra il Columbus di Jesse Eisenberg e il Joel di Dylan O’Brien peraltro sono piuttosto evidenti, essendo entrambi dei nerd un po’ imbranati con una scarsa attitudine alla sopravvivenza e per i quali è necessario l’aiuto esterno, di un mentore un po’ svitato in grado di fargli un’iniezione di fiducia e di autostima. Se per Columbus fu dunque fondamentale l’incontro con il Tallahassee di Woody Harrelson, per Joel è vitale quello con il Clyde di Michael Rooker.

Senza dubbio dobbiamo dire che nonostante la grande differenza di caratura tra un attore straordinario come Eisenberg e – non ce ne voglia – uno più da blockbuster come O’Brien, quest’ultimo dimostra ancora una volta la sua natura eclettica, che gli consente di passare da un ruolo più audace come quello in American Assassin o comunque del più noto e mainstream Thomas di Maze Runner a questo avventuriero un po’ imbranato, conquistando comunque il pubblico con una interpretazione decisamente all’altezza.

Ad aiutarlo senz’altro il contesto e una sceneggiatura che funziona sempre e che ci fa persino bypassare questioni irrisolte non specificate come il perché gli umani non abbiano subito le stesse trasformazioni di insetti e mostri vari.

Nemmeno i cani, in realtà, dal momento che uno dei veri protagonisti del film Netflix Love and Monsters è Boy, un cucciolo che Joel trova nei suoi primi momenti in superficie e che inizia a seguirlo nell’avventura verso la colonia di Aimee. Il rapporto tra Boy e il protagonista e le vicende che li coinvolgono stringono il cuore dei più sensibili e rappresentano uno dei punti di forza di tutta l’opera.

Ma il vero core del film sono i mostri. Ogni passo fuori dal bunker o da un luogo protetto, per Joel e per gli occasionali compagni di avventura è un forte rischio di incappare in qualche lumacone o ragno gigante, o mangiare bacche velenose e fare la fine di Alex Supertramp.
Questi mostri, disegnati poi da “Joel” in maniera impeccabile sul proprio quaderno, sono spesso davvero mostruosi – appunto – e ogni incontro con uno di questi esseri è emozionante, per quanto inquietante e un po’ nauseante. Il team di design e FX, ad ogni modo, ha svolto un lavoro davvero incredibile.

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Delude un pochino forse la parte finale di Love and Monsters, non tanto nell’epilogo in sé quanto nel suo essere troppo prevedibile ma Matthews ci consola regalandoci una delle sequenze d’azione e combattimento più intense del film e in grado di darci una bella carica di adrenalina e farci divertire.

Del resto, nonostante Love and Monsters prenda nel corso del suo cammino più strade, quella dell’intrattenimento è sempre la principale a cui ricongiungersi per arrivare al traguardo e in questo Matthews & co. si dimostrano un team affidabile.

Alla fine Joel Dawson ci dona anche un importante insegnamento, che di questi tempi suona la carica in un mondo messo sotto scacco da un mostro che purtroppo non riusciamo a vedere ma che ci fa paura quanto o più di un insetto gigante: “La superficie è un posto pericoloso, ma non credo che nascondersi sottoterra sia la soluzione. Riprendiamoci il pianeta”.

Love and Monsters è su Netflix dal 14 aprile 2021.

Nato e cresciuto a Roma, sono il Deputy Editor e Vice Direttore di Stay Nerd, di cui faccio parte quasi dalla sua fondazione. Sono giornalista pubblicista dal 2009 e mi sono laureato in Lettere moderne nel 2011, resistendo alla tentazione di fare come Brad Pitt e abbandonare tutto a pochi esami dalla fine, per andare a fare l'uomo-sandwich a Los Angeles. È anche il motivo per cui non ho avuto la sua stessa carriera. Ho iniziato a fare della passione per la scrittura una professione già dai tempi dell'Università, passando da riviste online, a lavorare per redazioni ministeriali, fino a qui: Stay Nerd. Da poco tempo mi occupo anche della comunicazione di un Dipartimento ASL. Oltre al cinema e a Scarlett Johansson, amo il calcio, l'Inghilterra, la musica britpop, Christopher Nolan, la malinconia dei film coreani (ma pure la malinconia e basta), Francesco Totti, i navigli di Milano (vabbè, so' un romano atipico), la pizza e la carbonara. I miei film preferiti sono: C'era una volta in America, La dolce vita, Inception, Dunkirk, The Prestige, Time di Kim Ki-Duk, Fight Club, Papillon (quello vero), Arancia Meccanica, Coffee and cigarettes, e adesso smetto sennò non mi fermo più. Nel tempo libero sono il sosia ufficiale di Ryan Gosling, grazie ad una somiglianza che continuano inspiegabilmente a vedere tutti tranne mia madre e le mie ex ragazze. Per fortuna la mia attuale sì, ma credo soltanto perché voglia assecondare la mia pazzia.

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