Da Dr. Stone ad Alita, un piccolo viaggio tra i migliori manga post apocalittici degli ultimi anni

Il post apocalittico presenta armi di seduzione molto allettanti, sia dal lato dell’autore che da quello del fruitore. Il primo ha a disposizione una moltitudine pressoché infinita di possibilità, storie da raccontare e strade da imboccare. Il secondo può lasciarsi trasportare dall’opera in un universo completamente nuovo, governato da leggi anche molto diverse da quelle che scandiscono la sua quotidianità.

Catastrofi naturali, olocausti atomici, guerre mondiali, epidemie: il post apocalittico trova sempre la propria origine in un evento che cambia il volto del mondo. Il genere attecchisce anche in Giappone, un Paese che ha vissuto sulla propria pelle una catastrofe molto simile a quelle narrate nei classici. Non solo Ken il Guerriero, quindi: ecco 10 manga post apocalittici da leggere assolutamente.

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Dr. Stone 

Ai giorni nostri, una misteriosa sfera d’energia investe il mondo e pietrifica tutti gli esseri umani all’istante, immortalandoli nella loro ultima azione quotidiana. È questo l’evento catastrofico che dà il via alle vicende di Dr. Stone, l’ultima fatica di Inagaki Riichiro edita in Italia da Star Comics.

Il manga narra le avventure di Taiju, che si risveglia molti anni più tardi, nel 5738. Il ragazzo stenta a riconoscere il mondo che ricordava, pieno di tecnologia e dominato dall’uomo: la natura ha infatti ripreso il sopravvento sulle costruzioni artificiali e tutto è avvolto da un alone di polvere. Ben presto Taiju si accorge di non essere il solo a respirare nuovamente, ma altri umani stanno cercando di sopravvivere e ricostruirsi una vita. Incontra così diversi personaggi come l’esperto di scienza Senku e la misteriosa Tsukasa, i quali lo aiutano nel disperato tentativo di ritrovare e salvare la sua amata Yuzuriha.

Dr. Stone fa parte di quel filone dei manga post apocalittici che esplora il ritorno al passato: la natura si è reimpossessata dell’ambiente e risulta ostile nei confronti di un uomo che non può più contare sulla tecnologia. I personaggi si ritrovano quindi a compiere azioni che avevano dimenticato di saper fare, come accendere un fuoco o costruirsi armi rudimentali. È presente anche il conseguente tema della correzione del passato, tipico del genere. Il mondo è stato sconvolto dalla sfera d’energia e questo porta Taiju e soci a riflettere sul rapporto malato che l’uomo aveva con la natura prima di essere pietrificato.

A impreziosire la storia di Inagaki Riichiro ci pensano i disegni di Boichi, che mette il suo tratto inconfondibile al servizio della caratterizzazione dei personaggi. Regista infallibile delle scene d’azione, il mangaka fa sfoggio una volta di più della sua capacità di dipingere corpi perfetti che sembrano volteggiare nel vuoto.

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Dragon Head

Lo shinkansen, il treno più veloce del mondo, deraglia all’interno di una lunga galleria. I passeggeri sono per la quasi totalità studenti di una scuola superiore di Tokyo di ritorno da una gita didattica. Nel buio assoluto il primo a risvegliarsi è Teru, che comincia a cercare altri sopravvissuti e spiegazioni sulle cause dello schianto. Dopo aver trovato la sua compagna Ako, il ragazzo tenta di uscire dalla galleria, per scoprire che anche all’esterno tutto rimane oscuro. Uno spesso strato di polvere nell’atmosfera non lascia filtrare i raggi del sole e le persone si comportano in modo violento. Teru e Ako cominciano così una folle corsa verso Tokyo per conoscere il destino delle loro famiglie.

Mochizuki Minetaro sceglie di raccontare una catastrofe dai contorni oscuri attraverso gli occhi di semplici liceali in gita scolastica. Il suo obiettivo è analizzare la reazione della società a un evento improvviso e sconosciuto, con evidenti riferimenti a opere fondamentali del genere. Il signore delle mosche, il celebre romanzo di William Golding del 1954, ha ispirato il personaggio di Nobuo. Altro sopravvissuto dello shinkansen, il ragazzo eleva il cadavere dell’insegnante accompagnatore a feticcio religioso, per poi compiere in suo nome numerosi atti di violenza gratuita.

Dragon Head, edito in Italia da Panini Comics, è però prima di tutto un viaggio nella paura, vera protagonista del manga. L’autore guida chi legge in un’esplorazione delle diverse reazioni dell’uomo a uno dei suoi sentimenti più potenti. Mimura, elicotterista della protezione civile, diventa egoista e violento ed è pronto a sfruttare tutti per i suoi scopi. Un gruppo di giovani si unisce per avere più possibilità di sopravvivere, mentre un’anziana signora preferisce isolarsi nel suo appartamento. I più inquietanti sono i drogati di paura, uomini che l’hanno elevata a divinità e mutilano se stessi e gli altri per continuare a provarla. Dragon Head è uno dei manga post apocalittici più importanti degli ultimi anni.

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Levius 

Levius di Nakata Haruhisa, edito in Italia da Star Comics, è un manga post apocalittico anomalo. L’opera non inizia con una vera e propria catastrofe, ma l’aria che pervade le vicende è rarefatta e pesante allo stesso tempo.

In un retrofuturo steampunk che sembra a cavallo tra Ottocento e Novecento, il mondo è sconvolto da una guerra che si è appena conclusa. Tra la miseria e le fatiche della ricostruzione delle città, la gente comune si diletta con lo sport che va per la maggiore, il pugilato meccanico. In un avvenimento non meglio specificato, il protagonista Levius ha perso un braccio e la madre. Ormai orfano, viene adottato dallo zio Zack, che gli fa montare un arto meccanico e lo inizia all’arte del pugilato. È così che ha inizio la scalata di Levius all’Olimpo della disciplina, un incontro dopo l’altro.

Quello che sembrerebbe un normalissimo (e poco originale) battle shonen è in realtà arricchito da elementi più profondi, che lo rendono unico e interessante. Il combattimento, per esempio, non è una semplice scazzottata, ma una vera e propria attestazione di esistenza. In un mondo distrutto dalla guerra, che sembra capire solo il linguaggio della violenza, un orfano che viene dal nulla come Levius ha la possibilità di legittimare la sua presenza combattendo.

L’opera presenta anche un’altra particolarità: le scene dialogate sono spesso più importanti di quelle d’azione. Molto spazio viene lasciato al romanticismo, ai sogni e ai pensieri del protagonista. Nonostante una parte del suo corpo sia una macchina, Levius non può esimersi dal provare empatia per i suoi avversari e dal cercare spesso di salvarli.

Il manga di Nakata Haruhisa è un prodotto unico anche grazie ai disegni. Il tratto è sempre rarefatto, sfocato, quasi come se le tavole non fossero state completate. Le scene di combattimento sembrano bloccate nel tempo e hanno un livello di dettaglio minore di quelle di quiete, restituendo al lettore un effetto straniante per un battle shonen.

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Fire Punch

In un’epoca imprecisata la misteriosa Regina di Ghiaccio abbassa drasticamente le temperature in tutto il mondo, trasformandolo in un luogo gelido in cui si fatica a sopravvivere. Il regno di Behemdorg, la maggiore potenza militare della zona, approfitta della situazione per conquistare e ridurre in schiavitù tutti i popoli vicini.

È questo l’inospitale universo di Fire Punch, creato da Fujimoto Tatsuki ed edito in Italia da Star Comics. Il protagonista è Agni, un orfano che vive con la sorellina Luna in un piccolo villaggio. Il ragazzino è un benedetto, termine che designa i portatori di poteri speciali di origine sconosciuta. Agni è capace di rigenerare il suo corpo, così ogni giorno taglia via parti di sé per sfamare gli abitanti del villaggio. Un giorno Doma, generale dell’esercito di Behemdorg con la benedizione del fuoco, brucia tutti gli abitanti. Luna muore, mentre Agni viene trasformato dalla continua rigenerazione in una torcia umana e parte all’inseguimento di Doma cercando vendetta.

Condannato a soffrire per l’eternità senza mai morire, Agni è un personaggio unico nel panorama dei manga contemporanei, di cui l’autore si serve per portare avanti un’analisi dell’importanza dei ruoli che la società ci assegna. Nel corso del suo viaggio il ragazzo che brucia incrocia diversi personaggi e veste i panni di salvatore, messia, dio, capo di stato, padre di famiglia. Pur essendo un essere potentissimo, Agni deve quindi sempre scendere a patti con responsabilità imposte da altri.

Il tema conseguente è quello della ricerca dell’identità. Agni porta a termine un obiettivo dopo l’altro cercando di accontentare tutti i propri compagni di viaggio, ma ciò che vorrebbe davvero sarebbe trovare un posto nel mondo.

Seraph of the End 

Seraph of the End, edito in Italia da Panini Comics, appartiene al filone dei manga post apocalittici che si servono di una malattia come espediente catastrofico per dare il via alla vicenda. Nel 2012, infatti, un terribile virus decima la popolazione mondiale e permette di sopravvivere solo ai minori di tredici anni. Questo evento, molto simile a quello che si verifica in Anna di Niccolò Ammaniti, apre una nuova era in cui sono i vampiri i nuovi dominatori della vita sulla Terra.

Gli esseri immortali portano i superstiti umani nel loro mondo sotterraneo, dove li allevano come bestiame per avere sempre sangue fresco di cui nutrirsi. Yuichiro e Mikaela tentano la fuga, ma solo il primo riesce a raggiungere la superficie. Il protagonista si unisce così all’Armata Imperiale Demoniaca Giapponese, con l’obiettivo di uccidere tutti i vampiri.

Edita in Italia da Panini Comics, l’opera di Kagami Takaya narra una vicenda di stampo classico, così come lo sono anche i temi trattati. La vendetta personale di Yuichiro nei confronti dei vampiri è il principale motore della vicenda, insieme alla ricerca della giustizia contro lo sfruttamento. Classici sono anche i personaggi che aiutano il protagonista nel suo viaggio: il capitano Ichinose Guren instaura con Yuichiro un rapporto di amicizia condito da una buona dose di rivalità; Shinoa è una tsundere, fredda e scontrosa in superficie ma dal cuore d’oro.

Gli amanti dei disegni dettagliati e della bellezza dei personaggi trovano in Seraph of the End un’opera di sicuro interesse. Il tratto di Kagami Takaya dona alle sue creature un aspetto celestiale, androgino, messo ancora più in risalto dai fondali appena accennati.

Alita 

In un futuro imprecisato la società è divisa in due compartimenti stagni. Il luogo di abitazione è condizionato pesantemente dalla disponibilità economica. Salem è la città dei ricchi, inaccessibile e costruita tra le nubi del cielo. L’unica interazione con il mondo sottostante è lo scarico di rifiuti. Sotto c’è la Città Discarica, una sterminata e polverosa metropoli senza legge, in cui ognuno è proprietario di quello che riesce a prendere con la forza.

A popolare l’immenso agglomerato urbano ci sono i poveri, le macchine e gli hunter warrior, cacciatori di taglie dalle capacità speciali. In questo complesso contesto la vita di Ido Daisuke cambia per sempre quando trova tra i rottami la testa e il busto di un robot dalle fattezze femminili, che decide di riparare. Riottenuto il suo corpo, Alita non sa nulla del proprio passato ma scopre di saper combattere e diventa una hunter warrior come il suo salvatore.

Quello che Alita compie tra una missione e l’altra è un viaggio alla ricerca della propria identità: la protagonista cerca indizi che la aiutino a ricostruire il passato e la sua vita precedente, entrando in contatto con nemici terribili e verità scomode. L’opera di Kishiro Yukito, edita in Italia da Panini Comics, cerca di rispondere poi a tutti gli interrogativi classici della fantascienza applicata ai robot, in particolare quelli legati alla possibilità di provare emozioni e all’esistenza del libero arbitrio.

Vero e proprio classico dei manga post apocalittici, Alita deve il suo fascino anche alle scene d’azione: i disegni sono roboanti e ben definiti, in linea con la tradizione sci-fi anni Ottanta il cui massimo esponente è Toriyama Akira. Oggi è inoltre un buon momento per riscoprire le avventure della ragazza robot, come dimostra anche il recente film di Robert Rodriguez e James Cameron con Christoph Waltz.

Eden

In un prossimo futuro i progressi scientifici dell’umanità portano alla creazione di una sostanza biotecnologica avanzatissima, il colloide, che sfugge di mano agli scienziati e continua a evolversi senza controllo. L’epidemia che ne consegue uccide milioni di persone e finisce per alterare gli equilibri geopolitici. L’assetto amministrativo mondiale si riduce a Nomad e Propater, due superpotenze contrapposte continuamente in guerra tra loro.

Questo è lo scenario in cui si muovono i personaggi dell’opera di Endo Hiroki, pubblicata in Italia da Panini Comics. La narrazione si concentra, almeno inizialmente, su Elia Ballade, figlio di un esponente chiave dell’organizzazione politica di Nomad. Il giovane affianca le sue attività ufficiali con il narcotraffico e altre pratiche illegali. Il suo viaggio lo porta in giro per il mondo e gli fa vivere le situazioni più disparate e pericolose. Quella di Ballade è una storia della perdita dell’innocenza che tutti sperimentiamo nel passaggio all’età adulta e il suo conflitto principale è legato all’emancipazione dalla figura ingombrante del padre.

Elia non è però l’unico protagonista di Eden. Molti altri personaggi si avvicendano sul palcoscenico dell’opera, mostrando ognuno un pezzetto di realtà quotidiana dal proprio punto di vista. Ciò che davvero muove i fili della trama dell’opera di Endo è la Storia globale, che spesso utilizza i personaggi come meri attori votati a raccontarla.

Eden è un unicum nel panorama dei manga post apocalittici perché tutti coloro che vi appaiono sono sacrificabili. Come Game of Thrones al suo massimo splendore, l’opera è capace di portare il lettore ad affezionarsi a un personaggio per poi lasciarlo morire senza pietà. Dato che il focus è sulla Storia, nessun altro degli elementi narrativi è irrinunciabile.

Needless

Needless mette in scena le conseguenze di una delle più grandi paure che attanagliano l’umanità ai giorni nostri: un’ipotetica Terza Guerra Mondiale. Nel 2130 i ripetuti bombardamenti chimici hanno creato all’interno delle città zone contaminate dette black spot.

Le autorità le hanno subito messe in quarantena, sbarrando le strade di entrata e uscita con muri altissimi. Coloro che abitano all’interno dei black spot sono chiamati Needless (inutili in italiano) dai cittadini della city, ma alcuni di loro sono in possesso di poteri straordinari (fragment). Nella città si sono formate particolari organizzazioni che danno la caccia ai Needless speciali per fini sconosciuti. Una di queste è comandata da Arclight, il misterioso villain principale del manga.

Il protagonista dell’opera di Imai Kami, edita in Italia da Star Comics, è Cruz Shilt, un bambino che scampa a un grosso pericolo dopo aver perso la famiglia. A salvarlo è Adam Blade, un Needless portatore di fragment che va sempre in giro vestito da prete cristiano. Insieme a Eve, che condivide la condizione del suo compagno di viaggio, i due lottano ogni giorno per la sopravvivenza in una perenne fuga dalle grinfie degli scagnozzi di Arclight.

Needless è uno shonen classico che si avvale di tutti gli elementi principali del genere: combattimenti serrati, mondo fantasy, poteri speciali. La trama è lineare e semplice da seguire, mentre la dinamicità dei disegni si rivela funzionale alla narrazione. Non mancano i riferimenti alla religione, evidenti sin dai nomi dei personaggi principali. Il legame del manga con l’iconografia cristiana è rafforzato anche dall’ipotesi che i portatori di fragment siano un nuovo passo evolutivo dell’uomo verso dio. Tra i manga post apocalittici di questa lista Needless è certamente il più accessibile.

Gangsta

L’evento catastrofico che inserisce Gangsta nei manga post apocalittici è una grande guerra tra le forze dell’oriente e dell’occidente. I governi si affidano a un gran numero di mercenari, che alla fine delle ostilità reclamano a gran voce un nuovo posto dove stare. Nasce così Ergastulum, grande città senza legge dal nome eloquente che con il tempo si trasforma in luogo di quarantena. Le creature che vengono imprigionate al suo interno sono dette Twilight, umani dai poteri sovrumani discendenti dei super soldati di epoca bellica. Il corpo dei Twilight è sottoposto continuamente alla somministrazione di un farmaco speciale, il celebrer, che dona poteri strabilianti ma crea dipendenza. Non a caso la vita media di una di queste creature del crepuscolo è 30 anni.

Ergastulum fa da scenario per le imprese di Worick Arcangelo e Nicholas Brown, Twilight che si guadagnano da vivere svolgendo lavori che altri rifiuterebbero di portare a termine. I due benriya (tuttofare) passano in modo disinvolto dal recupero crediti al contrabbando di farmaci, dal ritrovamento di persone pericolose all’omicidio. I principali soggetti che decidono di servirsi delle prestazioni dei due sono esponenti delle tre famiglie mafiose che governano Ergastulum nell’ombra: i Monroe, i Corsica e i Cristiano.

L’opera di Kohske, edita in Italia da Panini Comics, riprende molte delle caratteristiche dei classici del cinema gangster, mescolandole con i poteri soprannaturali dei personaggi. Il tema della dipendenza da farmaci è molto presente, così come un’analisi della trasformazione della società in mancanza di legge. Gangsta, come molte altre narrazioni di questo filone, sostiene il ritorno allo stato di natura, con le conseguenti violenze e sopraffazioni.

Dorohedoro 

Dorohedoro non parte propriamente da un evento ben definito, ma espone una situazione iniziale che gli vale un posto tra i manga post apocalittici. L’universo narrativo è infatti diviso in due mondi ben distinti e separati, eppure molto vicini. Il mondo umano è Hole, una sterminata metropoli dalle costruzioni diroccate, dimora di poveri e disadattati. Il mondo degli stregoni, collocato in un’altra dimensione inaccessibile agli umani, è abitato da esseri in possesso di poteri magici. I maghi sono soliti raggiungere Hole mediante porte dimensionali e usarla come terreno di caccia, provando l’efficacia dei loro incantesimi lanciandoli contro gli umani.

È proprio uno di questi “esperimenti” che dona a Cayman una testa di rettile e una totale perdita di memoria. Per lo sfortunato protagonista l’unico modo di tornare alla normalità è ritrovare il mago che lo ha ridotto così. Forte dell’immunità alla magia e della grande abilità con le armi da taglio, l’uomo-rettile passa le sue giornate a raccogliere informazioni e a dare la caccia a tutti gli stregoni che trova sulla propria strada.

Edita in Italia da Planet Manga, l’opera di Q Hayashida fa della disuguaglianza sociale il motore principale delle sue vicende. I maghi vivono nella loro dimensione alternativa e tornano nel mondo umano solo per trattare come giocattoli i suoi abitanti. In un universo narrativo fortemente ingiusto come questo, un forte accento è posto sulla relatività delle azioni: in Dorohedoro non esistono buoni o cattivi, ma solo diversi punti di vista. La ricerca dell’identità di Cayman è solo uno degli archi narrativi, poiché l’opera sposta molto il focus tra i personaggi e dedica notevole spazio anche ai villain. Per quanto riguarda i disegni, le strutture urbane accartocciate e quasi piegate su se stesse ricordano i capolavori del maestro Nihei Tsutomu.

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