Con una bibliografia personale che supera i sessanta titoli, Margaret Atwood è una delle scrittrici più prolifiche ed eclettiche della nostra contemporaneità, ma cosa leggere, oltre a Il racconto dell’ancella?

Ci sono autrici e autori che, a un certo punto di una lunga e premiata carriera, vedono il loro nome legarsi indissolubilmente a una delle loro opere – raramente la più recente. Sembra allora che quell’autrice o quell’autore abbiano scritto nella loro vita un solo romanzo – quello che è stato trasposto nella serie tv di culto del momento. Così è successo, almeno, a Margaret Atwood – autrice tra le più produttive e poliedriche della sua generazione – il cui nome viene ormai associato quasi esclusivamente a The Handmaid’s Tale (Il racconto dell’ancella nella traduzione italiana di Ponte alle Grazie) – romanzo di narrativa speculativa pubblicato nel 1985 che ha vissuto una seconda giovinezza grazie all’adattamento seriale di Hulu – e al suo sequel I testamenti, pubblicato nel 2019 proprio sulla scia dell’entusiasmo generale per la serie tv, arrivata oggi alla quarta stagione.

The Handmaid's Tale

Se per molte persone Il racconto dell’ancella è stato il primo incontro con questa straordinaria scrittrice, la bibliografia di Margaret Atwood – che dal suo esordio nel 1961 ha scritto poesie, romanzi, racconti, saggi, fiabe e graphic novel – merita di essere conosciuta e approfondita. Per aiutarvi a districarvi tra la ricca produzione dell’autrice, abbiamo selezionato alcuni consigli di lettura per scoprire e conoscere Margaret Atwood al di là dell’ancella.

MaddAddam Trilogy

Una delle dichiarazioni più famose di Margaret Atwood riguardo Il racconto dell’ancella sottolinea come l’autrice non avesse inventato niente, nella creazione della teocrazia di Gilead, prendendo spunto solo da fatti ed eventi accaduti realmente, in un qualche momento e luogo della storia del mondo. Questo non succede in Oryx e Crake, il primo romanzo di una trilogia in cui climate fiction e speculazione creano una narrazione post-apocalittica terribilmente attuale. Epidemie, ecoterrorismo, ingegneria genetica, culti religiosi; nella trilogia di MaddAddam Margaret Atwood lascia libera di correre la sua immaginazione, regalandoci i suoi romanzi più vicini al gusto di lettrici e lettori di fantascienza.

Il canto di Penelope

Parte dell’eclettismo di Margaret Atwood consiste nella sua capacità di raccontare con la stessa coinvolgente intensità storie di domani, di oggi, di ieri. Se Il racconto dell’ancella è ambientato in un futuro che ci sembra credibile come la vita di tutti i giorni, con questa sua Penelopiade, Atwood dà voce a una delle figure più famose dell’epica omerica, quella moglie fedele che attende per vent’anni il marito nel freddo di un talamo nuziale vuoto, respingendo i pretendenti, tenendo al sicuro l’onore e le proprietà di Odisseo dalle grinfie dei Proci. Il canto di Penelope è un retelling dell’epopea di Ulisse dal punto di vista di chi resta, un monologo frammentato dalle voci delle ancelle – figura chiave della narrazione di Atwood – che potrebbe piacere molto a chi ha apprezzato i romanzi di Madeline Miller.

La donna da mangiare

Pubblicato nel 1969, The Edible Woman è il primo romanzo di Margaret Atwood. La storia di Marian MacAlpin è la metafora di una generazione di donne che alle porte della seconda onda del femminismo non ci sta più a farsi divorare dai compagni di vita, dai mariti e dai promessi sposi. Citato anche nel nono episodio della seconda stagione di Skins, La donna da mangiare è un romanzo che pur mostrando una visione delle donne e del femminismo (protofemminista, lo definisce Atwood) appartenente al passato, offre interessanti spunti di riflessione anche a chi si appresta a leggerlo oggi per la prima volta.

In Other Worlds: SF and the Human Imagination

Nei panni di saggista, Margaret Atwood ha contribuito alla critica letteraria canadese, riflettuto sul concetto di debito, e parlato di fantascienza – pardon, di narrativa speculativa – in questo volume che raccoglie scritti selezionati, frammenti di narrazione, recensioni – tra cui quella di Non lasciarmi di Kazuo Ishiguro – e riflessioni su utopia, distopia e dintorni. Disponibile solo in inglese, In Other Worlds è un must have nella libreria della persona appassionata di fantascienza, anche e soprattutto perché nell’introduzione viene raccontata della lunga diatriba tra Margaret Atwood e Ursula K. Le Guin sulla definizione che le due grandi scrittrici applicavano ai termini fantascienza e narrativa speculativa e che, nelle parole di Atwood si può riassumere in breve così: “quello che Le Guin considera fantascienza, è ciò che io chiamo narrativa speculativa, mentre ciò che per lei è fantasy può comprendere una parte di quello che io intendo come fantascienza.”

The Happy Zombie Sunrise Home

Se volete iniziare subito a leggere qualcosa di Margaret Atwood, ecco una buona notizia per voi: su wattpad – piattaforma che rende disponibili gratuitamente storie a capitoli da leggere e commentare con la community – trovate una zombie story scritta a quattro mani dalla scrittrice canadese con Naomi Alderman (che forse conoscerete per il suo romanzo più esplosivo, Ragazze elettriche). Protagoniste e voci narranti di The Happy Zombie Sunrise Home sono Okie, quindici anni, che da New York cercherà di raggiungere la nonna Clio a Toronto, e la nonna stessa, impegnata a scacciare i non-morti dal giardino a colpi di zappa e pala. Una Margaret Atwood non convenzionale, che non si lascia spaventare dalle nuove tecnologie e dalle nuove forme di fruizione della parola scritta.

Il rude Ramiro e altre storie

Saltuariamente, Margaret Atwood si è cimentata nelle storie per bambine e bambini, prediligendo racconti ai limiti del tautogramma. Ecco quindi che nell’unica raccolta uscita in Italia e tradotta con estrema cura da Ilva Tron e Mattia Diletti incontriamo il bizzarro bebè in borsa di bambù Bob, la derelitta Dorinda dai distanti ma decisamente danarosi parenti, la principessa Prunella – prepotente, presuntuosa e pigra – e il rude e rosso di capelli Ramiro. Le storie per l’infanzia di Atwood non aspirano certo a essere edificanti o indimenticabili, quanto piuttosto a divertire chi legge ma soprattutto chi ascolta, prestandosi molto bene, con le loro allitterazioni, alla lettura ad alta voce. Al momento questi racconti non si trovano nelle nostre librerie (potreste avere fortuna nelle biblioteche, però), ma potete consolarvi guardando gli episodi di Wandering Wenda, cartone animato tratto da una delle storie non ancora tradotte in italiano di Margaret Atwood, che fa anche un adorabile cameo nella sigla.

Scribbler Moon

Inutile che cerchiate questo romanzo nelle librerie, almeno in questo secolo. Scribbler Moon infatti è il testo che Margaret Atwood ha donato alla Framtidsbiblioteket, una Biblioteca del futuro attiva dal 2014, che ogni anno riceve in dono un manoscritto che verrà però stampato e pubblicato solo nel 2114, usando la cellulosa estratta dal bosco di abeti rossi piantati a questo scopo nel momento dell’inaugurazione del progetto. Margaret Atwood è stata la prima autrice a contribuire alla biblioteca – negli anni al suo romanzo si sono aggiunti, tra gli altri, quelli di David Mitchell, Elif Shafak e Han Kang – consegnando il suo romanzo in una scatola da archivio grigia avvolta da un nastro viola.

Toscana emigrata a Torino, impara l'uso della locuzione "solo più" e si diploma in storytelling, realizzando il suo antico sogno di diventare una freelancer come il pifferaio di Hamelin. Collabora con case editrici, riviste online e enti pubblici, scrive post polemici su Facebook, abbandona la carriera di bookfluencer perché non riesce a fotografare i libri senza prima averli letti. Si trova a suo agio ovunque ci sia qualcosa da leggere o da scrivere, o un cane da accarezzare. Amante dei dinosauri, divoratrice di mondi immaginari, resta in attesa dello sbarco su Marte, anche se ha paura di volare. Al momento vive a Parma, dove si lamenta del prosciutto troppo dolce e del pane troppo salato.

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