Poco tempo e tanta voglia di perdervi in un buon libro? Ecco alcuni tra i migliori romanzi brevi del fantastico per una lettura breve ma intensa

Tra le faide che costellano la vita delle persone che leggono, da ebook vs. cartaceo a fantasy vs. fantascienza, spesso salta fuori anche la questione del volume (inteso come spazio occupato da un corpo solido): c’è chi preferisce i mattonazzi, in cui trama e personaggi vengono minuziosamente descritti, in cui gli eventi coprono intere dinastie, che permettono a chi legge di immergersi nella storia per molte ore, giorni, settimane, mesi, anni- e c’è chi preferisce i romanzi brevi, meno corposi a livello di pagine ma non per questo meno ricchi di contenuti, meno capaci di intrattenere, divertire, emozionare e far riflettere.

In inglese, questi romanzi brevi vengono definiti novellas, hanno standard più o meno definiti – per Writers of America la novella ha tra le 17500 e le 40000 parole, stesso intervallo che viene preso in considerazione dai premi esteri più importanti per il mondo del fantastico come lo Hugo, il Nebula e lo Shirley Jackson Award – e proprio per questo vengono di solito considerati una categoria diversa dai romanzi – novels – e dai racconti – a loro volta suddivisi, in alcuni casi, in novelettes e short stories.

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Nel panorama editoriale italiano, novellas e novelettes hanno spesso incontrato ostacoli nella pubblicazione proprio per la loro ridotta foliazione, che rende un azzardo la stampa come volume singolo; queste storie brevi ma non troppo, da noi, sono rimaste per lungo tempo legate alla pubblicazione antologica in volumi o riviste da edicola come Urania o la rediviva Fantasy & Science Fiction, la cui versione italiana è affidata a Elara Libri, ma negli ultimi tempi possiamo riscontrare un piccolo barlume di interesse da parte delle case editrici per queste piccole grandi storie. Vediamo insieme quali sono alcuni tra i migliori romanzi brevi del momento.

Così si perde la guerra del tempo – Amal El-Mohtar, Max Gladstone

migliori romanzi brevi

Mondadori scende in campo tirando fuori subito l’artiglieria pesante e pubblicando il romanzo breve vincitore del premio Hugo e Nebula 2020 come best novella. In poco più di 200 pagine, la storia d’amore tra le protagoniste, Rossa e Blu, riesce a conquistare tutte le persone che leggono, soprattutto quelle di solito restie ad approcciarsi alla fantascienza. Così si perde la guerra del tempo è infatti un romanzo breve con un setting da science fiction – due fazioni contrapposte, viaggi nel tempo, natura e tecnologia – che si concentra però non sugli aspetti tipici della hard sci-fi ma sui sentimenti e il vissuto delle sue personagge. Con questo titolo Mondadori ha inaugurato la collana Oscar Fantastica blink, dedicata proprio ai piccoli libri fantastici, anche se al momento non sono stati annunciati altri titoli di prossima pubblicazione.

Il mondo della foresta – Ursula K. Le Guin

Sesto romanzo del Ciclo dell’Ecumene, con un titolo originale – The Word for World is Forest – ben più evocativo di quello tradotto, questa novella del 1972 è stata pubblicata originariamente nell’antologia Again, Dangerous Visions curata da Harlan Ellison (anche lui presente in questa lista, ne parleremo a breve). Romanzo breve anticolonialista ed ecologista, nella cornice dell’ascesa dell’Ecumene Le Guin ci racconta una storia che potrebbe sembrare simile a quella del film Avatar, se non fosse che Il mondo della foresta precede l’uscita nei cinema del blockbuster di tre decenni abbondanti. Al momento questo romanzo è fuori catalogo, ma confidiamo che – dopo l’annuncio della nuova traduzione di La mano sinistra delle tenebreOscar Fantastica porti di nuovo nelle librerie tutti i più importanti titoli dell’autrice.

Il ciclo di vita degli oggetti software – Ted Chiang

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Ted Chiang è un autore dalla produzione piccola ma buona (direbbe Raymond Carver): in trent’anni di carriera non si è mai spinto oltre il romanzo breve, pubblicando meno di venti tra racconti e novellas – più che altro racconti, a dirla tutta. Il ciclo di vita degli oggetti software, del 2010, è una novella che indaga i confini della vita digitale, dell’amore intangibile che può nascere e crescere nei confronti di astrazioni come gli oggetti software e dei limiti e le consapevolezze del prendersi cura di un altro essere vivente. Pubblicata originariamente da Delos editore, Il ciclo di vita degli oggetti software è di nuovo in libreria all’interno della seconda raccolta di Ted Chiang, Respiro, edita da Frassinelli – volume che contiene anche la novella più recente di Chiang: L’angoscia è la vertigine della libertà.

Binti  – Nnedi Okorafor & Murderbot – Martha Wells

binti

Se pensiamo ai romanzi brevi come a episodi di una serie tv (di quegli episodi corposi da binge watching che sfiorano l’ora), possiamo considerare le raccolte di novellas come stagioni complete della nostra serie preferita; questo è il formato sperimentato con romanzi brevi seriali come il ciclo dedicato ai diari della macchina assassina immaginata da Martha Wells e alla studentessa interstellare Himba Binti creata da Nnedi Okorafor. Molto diverse per tematiche – una fantascienza militaresca e avventurosa per le vicende dell’intelligenza artificiale conosciuta come Murderbot, un coming of age afrofuturista in pieno stile hopepunk per Binti Ekeopara Zuzu Dambu Kaipka di Namib – le novellas che compongono queste due serie sono state pubblicate in Italia in volumoni contenenti – rispettivamente – i primi quattro romanzi brevi di Murderbot e i tre romanzi brevi più un racconto dedicati a Binti. Seppur comoda per il binge reading, questa forma di pubblicazione va a riunire testi singoli pubblicati in origine con cadenze annuali o semestrali – pensate cioè per essere lette con delle pause tra l’una e l’altra – e l’effetto è lo stesso – per restare in metafora seriale – dell’assistere al riassunto delle puntate precedenti dopo ore di visione delle stesse.

Nove ultimi giorni sul pianeta terra – Daryl Gregory & i 42 nodi

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Se pensate che sia impossibile commuoversi su un testo di meno di cento pagine, procuratevi questa novelette di Gregory e ricredetevi. In 88 pagine l’autore mette su carta l’intera vita del protagonista, scegliendo con cura episodi della stessa, intrecciandola agli eventi di un pianeta terra scosso dal colore verde venuto dallo spazio. Nel panorama della narrativa breve in Italia, la nuova collana di Zona 42, 42 nodi, è uno spazio sicuro in cui trovare alcuni tra i migliori romanzi brevi e racconti contemporanei, con testi tradotti – come questo di Gregory, ma anche il destabilizzante L’unica innocua meraviglia di Brooke Bolander e la favola macabra L’involo di Natalia Theodoridou – e autrici e autori italiani che spaziano dall’horror alla narrativa dell’antropocene come Silvia Tebaldi, Luigi Musolino, Matteo Meschiari e Antonio Vena.

Un ragazzo e il suo cane – Harlan Ellison

Oltre a curare antologie prestigiose come Dangerous Visions e Again, Dangerous Visions, Harlan Ellison è stato un prolifico autore di racconti, che non si è mai avventurato al di là dei confini del romanzo breve. Un ragazzo e il suo cane è forse la sua opera più lunga, vincitrice del Nebula Award come miglior romanzo breve nel 1969; una storia post-apocalittica che vede protagonisti – esatto – un ragazzo, Vic, e il suo cane senziente e telepatico, Blood. Sebbene le premesse potrebbero bene adattarsi a una storia scanzonata e leggera, trattandosi di Harlan Ellison le avventure del ragazzo e del suo cane contempleranno violenze sessuali, prigioni, incesti, atti di estrema crudeltà.

Finna – Nino Cipri

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Romanzo breve finalista agli Hugo e Nebula Award di quest’anno, Finna è – nelle parole di Amal El-Motharuna storia anticapitalista con una convincente, incasinata, realistica relazione queer. Cipri crea un mondo in cui la più grande catena di negozi di arredamento svedese – che non è quella a cui state pensando voi – nasconde portali multidimensionali in cui scompaiono anziane signore. Toccherà ovviamente a due commessi sottopagati – che hanno appena chiuso la loro relazione – vagare tra gli scaffali e i mondi alternativi per recuperare la cliente e salvare la reputazione del grande marchio.

Toscana emigrata a Torino, impara l'uso della locuzione "solo più" e si diploma in storytelling, realizzando il suo antico sogno di diventare una freelancer come il pifferaio di Hamelin. Collabora con case editrici, riviste online e enti pubblici, scrive post polemici su Facebook, abbandona la carriera di bookfluencer perché non riesce a fotografare i libri senza prima averli letti. Si trova a suo agio ovunque ci sia qualcosa da leggere o da scrivere, o un cane da accarezzare. Amante dei dinosauri, divoratrice di mondi immaginari, resta in attesa dello sbarco su Marte, anche se ha paura di volare. Al momento vive a Parma, dove si lamenta del prosciutto troppo dolce e del pane troppo salato.