Netflix ha puntato moltissimo su serie tv europee. Ecco quali sono quelle meno conosciute, che meriterebbero una visione!

Negli ultimi anni Netflix ha cambiato rotta, spostando le sue attenzioni e, soprattutto, produzioni, dagli USA al resto del mondo. La piattaforma on-demand si è popolata di serie e film provenienti dai più disparati angoli del pianeta. In particolar modo sono esplose su Netflix alcune serie tv europee, che premiano eccellenze differenti da quelle a cui siamo stati abituati per anni. 

Da Dark a La casa di Carta, moltissime serie hanno avuto fortuna fuori dai propri confini. Ma Netflix non è popolato da soli prodotti dal nome altisonante, è anche un luogo pieno di piccoli e tortuosi vicoli, in cui è difficile addentrarsi e trovare prodotti di nicchia. Eppure, scavando a fondo, insinuandosi negli antri meno battuti dello streaming, al di là dei titoli più noti e messi in evidenza, ci sono tantissime serie di cui probabilmente non avete mai sentito parlare.

In questa guida troverete 10 serie tv europee poco conosciute su Netflix, ma che meritano una visione!

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Bordertown (Finlandia)

I paesi del nord Europa hanno un legame particolare con il genere poliziesco. La letteratura gialla contemporanea in particolare ha visto un exploit degli scrittori provenienti dal freddo nord, che ben si presta come perfetta ambientazione di crimini efferati e indagini cervellotiche. Negli ultimi anni Netflix ha allargato i propri confini ad una miriade di serie tv europee e ha inserito nel proprio palinsesto notevoli produzioni scandinave e finniche. Una di queste ha spopolato nel proprio paese, la Finlandia, e sta lentamente facendo breccia anche nel resto d’Europa tramite passaparola. La serie segue da vicino le vicissitudini legate all’improvviso trasferimento dell’ispettore di polizia Kari Sorjone, che lasca il dipartimento nazionale per diventare il capo di polizia della cittadina di Lappeenranta, per stare vicino alla moglie malata di cancro. Kari crede di godere della quiete di questa pittoresca cittadina, al confine con la Russia, ma la calma apparente viene interrotta da una sequela impressionante di crimini misteriosi. Che ovviamente Kari dovrà risolvere.

The Rain (Danimarca)

Ci troviamo ancora nel freddo Nord Europa, stavolta in Danimarca. Terra della sirenetta, di verdi vallate e di tanta, tantissima pioggia. Ed è proprio un’anomala e letale precipitazione la causa della decimazione della popolazione nella serie. In seguito a questo evento catastrofico due fratelli, Simone e Rasmus, rimangono chiusi per sei anni, al sicuro, dentro un bunker. Dopo questo lungo arco di tempo i due escono finalmente all’esterno, alla ricerca dei resti di una civiltà ormai estinta. I due trovano altri sopravvissuti, con cui girano in una spettrale Danimarca post-apocalittica dal grandissimo impatto visivo. L’ambientazione nordica ben si presta al genere survival, donando pennellate orrorifiche ad un racconto di sopravvivenza e speranza. Senza dubbio Dark è una delle più interessanti serie TV europee presenti su Netflix.

Ultraviolet (Polonia)

La Polonia da sempre ha una tradizione cinematografica eccelsa e negli ultimi anni ha regalato lo splendido Cold War di Pawlikowski. Per quanto riguarda il piccolo schermo il paese è salito alla ribalta grazie alla trasposizione dei romanzi di Andrzej Sapkowski, The Witcher. Oltre a Geralt di Rivia, c’è un’altra serie polacca che merita attenzione e visione. Ultraviolet segue le vicende di Ola Serafin, che torna nella sua città natale, Lodz, da Londra e ben presto assiste ad una donna che si lancia da un ponte e muore. La polizia archivia il caso come suicidio, ma Ola ha intravisto un uomo accanto alla donna e vuole vederci più chiaro. Così intercetta un gruppo chiamato Ultraviolet, che si occupa di risolvere casi trascurati dalla polizia. Aiutata da un hacker, da influencer e da esperti di tecnologia, Ola riesce ad arrivare laddove la polizia non ha mai osato arrivare. Un poliziesco atipico, in cui i privati cittadini surclassano forze dell’ordine mai all’altezza.

Novine (Croazia)

Questo viaggio nelle serie tv europee griffate Netflix ci porta in Croazia. Novine è un thriller politico che dosa sapientemente azione e torbidi giochi di potere. Le due stagioni ruotano intorno alla losca mossa imprenditoriale del magnate Mario Kardum che decide di acquistare la testata giornalistica Novine, per insabbiare un’inchiesta del reporter Andrej Marinković e per influenzare le scelte politiche dell’amministrazione locale. L’inaspettato cambio di proprietà crea malumori e lotte interne nella redazione, travolta da scandali e corruzioni. Novine è ambientata a Rijeka, l’antica Fiume, i cui vicoli tortuosi e la sua malinconica anima balcanica immergono lo spettatore in un’atmosfera allo stesso tempo poetica e maledetta.

La barriera (Spagna)

La Spagna negli ultimi tempi ha dettato legge in campo televisivo con il successo mondiale de La Casa di Carta. Ma questo viaggio nelle serie tv europee da scovare su Netflix viaggia su rotte molto meno battute e conosciute. La Barriera, prima di sbarcare in streaming, ha conquistato l’audience in Spagna con quasi due milioni di spettatori. La barriera è ambientata in un futuro che ha il forte e amaro retrogusto dell’attualità che stiamo vivendo: ci troviamo a Madrid nel 2045 e in seguito ad un virus mortale, la popolazione è stata decimata. Ad esacerbare la situazione, un regime totalitario ha preso il potere e ha diviso la città in due zone: il Settore 1 popolato dall’upper class e il Settore 2, comprendente il resto della popolazione. A dividere i due blocchi è stata creata una barriera insormontabile. Lotta al potere, sopravvivenza e continui colpi di scena caratterizzano una delle novità made in Spain più interessanti degli ultimi anni.

Chiami il mio agente! (Francia)

Ci sono serie capaci di catturarti sin dalle prime sequenze. Bastano pochi dialoghi e già si intuisce il livello eccelso della produzione. E sai che non ne vorrai più fare a meno, fino all’ultimo episodio. Questo è il caso di Chiami il mio agente!, serie francese che segue le spassose vicende di  dell’agenzia cinematografica ASK, i cui agenti rappresentano attori di caratura internazionale. Dix Pour Cent (titolo originale) è la percentuale che gli agenti guadagnano sul compenso degli attori a cui sono legati. Più una maledizione che un compenso, come dice uno dei protagonisti, stanco dei capricci e delle assurde richieste delle star. Oltre ad avere una scrittura e una recitazione oltre la media, la serie presenta un numero incredibile di cameo: Jean Dujardin, Juliette Binoche, Monica Bellucci, Sigourney Weaver sono solo alcuni esempi!

Rebellion (Irlanda)

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Rebellion ha segnato un record: è la serie più costosa mai realizzata dalla tv irlandese. Divisa in cinque episodi, la miniserie segue le vicende avvenute durante la rivolta di Pasqua del 1916, il tentativo dei militanti repubblicani irlandesi di ottenere l’indipendenza dal Regno Unito. La serie inizia con lo scoppio della prima guerra mondiale e racconta i tumultuosi eventi di quell’anno attraverso gli occhi Elizabeth, May e Frances, tre donne appartenenti a realtà sociali completamente differenti, ma tutte importanti per la causa rivoluzionaria. Rebellion vuole andare oltre il fervore nazionalistico, raffigurando i dolori, le contraddizioni e le estreme difficoltà che hanno contraddistinto un momento fondamentale per la storia irlandese.

Quicksand (Svezia)

La prima produzione originale Netflix svedese è una tra le più belle sorprese tra le serie tv europee. Tratta dall’omonimo romanzo di Malin Persson Giolito, la miniserie è composta da sei episodi e narra di una sparatoria avvenuta nel liceo di Djursholm e per cui viene arrestata la diciottenne Maja Norberg. É’ stata realmente lei a compiere la strage? Ma, soprattutto, cosa l’ha portata a commettere un gesto del genere? Quicksand si sposta su due linee temporali differenti, per tracciare il percorso che ha portato una semplice ragazza perbene di un quartiere benestante all’uccisione dei suo compagni. Il destino di Maja sembra essere cambiato quando ha conosciuto e iniziato a frequentare Sebastian Fagerman, un ragazzo ricco e problematico, dipendente dalla droga e protagonista di una violenta relazione con il padre. Il processo e i flashback scaveranno a fondo sul loro rapporto e sul cambiamento psicologico di Maja.

Dogs of Berlin (Germania)

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Oltre a Dark, la Germania è stata particolarmente attiva sul piccolo schermo. Unorthodox, Barbari, Freud sono un esempio lampante di come i tedeschi siano particolarmente attivi su Netflix. Dogs of Berlin è meno conosciuta rispetto alle altre più fortunate serie, ma merita decisamente un repentino binge watching: i dieci episodi da 40 minuti l’uno voleranno. Il crudo crime teutonico prende vita con l’omicidio della stella calcistica turco-tedesca Okram Erdem. Gli agenti Erol Birkan e Kurt Grimmer indagano sull’uccisione della star, ma la lista dei potenziali omicidi si allarga ad ogni loro passo. In una Berlino immersa nel crimine, i sospettati sono tanti e appartengono alle più disparate gang e classi sociali: tifosi di calcio, mafiosi, nazisti, nazionalisti turche. Per risolvere il crimine i due agenti si muoveranno nei vicoli più malfamati, sprofondando nei tetri bassifondi berlinesi. Cruda e senza troppi fronzoli, Dogs of Berlin è un viaggio sporco di sangue nella multietnica malavita tedesca.

Unità 42 (Belgio)

Il Belgio si sta affacciando con decisione sulla scena televisiva internazionale e, dopo aver coprodotto con l’Olanda Undercover, torna su Netflix con un solido police procedural. Unità 42 si focalizza su un argomento e su personaggi poco considerati dal punto di vista narrativo: una squadra di polizia informatica. Ogni puntata affronta un caso diverso e mette in primo piano un problema sociale e politico che affligge il Belgio: dalla radicalizzazione religiosa agli abusi sessuali. In particolar modo si seguono i punti di vista di due personaggi: il poliziotto Samuel Leroy e la ex hacker Billie Webber. Per chi ama i procedurali vecchio stile è un bel ritorno al passato, con argomenti però estremamente attuali. 

Secondo la sua pagina Wikipedia mai accettata è nato a Roma, classe 1983. Come Zerocalcare e Coez, ma non sa disegnare né cantare. Dopo aver imparato a scrivere il proprio nome, non si è mai fermato, preferendo i giri di parole a quelli in tondo. Ha studiato Lettere, dopo averne scritte tante, soprattutto a mano, senza mai spedirle. Iscritto all'Ordine dei giornalisti dal 2006, ha collaborato con più di dieci testate giornalistiche. Parlando di cinema, arte, calcio, musica, politica e cinema. Praticamente uno Scanzi che non ci ha mai creduto abbastanza. Pigro come Antonio Cassano, cinico come Mr Pink, autoreferenziale come Magritte, frizzante come una bottiglia d'acqua Guizza. Se cercate un animale fantastico, ora sapete dove trovarlo.