Palm Springs – Vivi come se non ci fosse un domani, tra amore, loop temporali e amare riflessioni sulla quotidianità, vi aspetta su Prime Video

Molto spesso, nei tempi avversi in cui viviamo, ci sentiamo imbottigliati in un loop temporale senza fine, in una routine quotidiana sempre uguale e dalla quale non riusciamo a uscire. Nulla in confronto a quel che accade ai protagonisti di Palm Springs – Vivi come se non ci fosse un domani, film che ha avuto uno straordinario successo negli Stati Uniti, dove è stato distribuito su Hulu, segnando il record del più visto di sempre nel primo weekend di programmazione sulla piattaforma.

Nelle sale italiane arriva solo per pochi giorni, dal 22 ottobre, in piena “seconda ondata” di pandemia di Covid-19 e per questo ben presto vittima del Dpcm che ha disposto la chiusura dei cinema.

Niente paura, perché Palm Springs viene lanciato così anche su Prime Video, dal 9 novembre (che è anche il giorno in cui inizia il loop), permettendo a tutto il pubblico di godere di questa intrigante e divertente commedia prodotta dal trio comico/musicale The Lonely Island e diretta da Max Barbakow, che sa donare al concetto di loop temporale nuove sfumature, trattando con un’ironia un tema che avevamo sempre visto in altre vesti.

A Palm Springs si sta celebrando il matrimonio di Tala (Camila Mendes), e sua sorella Sarah (Cristin Milioti) sembra incuriosita da quello stravagante ragazzo di nome Nyles (Andy Samberg), in realtà fidanzato della damigella della sposa, ma poco interessato sia al matrimonio che alla sua ragazza. Il giovane, con un look hawaiano e anticonvenzionale, con una lattina di birra in mano e l’atteggiamento ciondolante di chi sta bevendo già da un po’, stupisce tutti con un incredibile discorso di augurio agli sposi, mentre continua a guardare dritto negli occhi Sarah. Tra i due sta per scattare qualcosa, ma all’improvviso un bagliore riporta la ragazza alla mattina appena trascorsa. È di nuovo il 9 novembre. Cosa è successo?
Sarah è finita in un anello temporale, in quello stesso loop in cui vive ormai già da molto tempo Nyles. Ma perché? E come riusciranno a uscirne?

Ricomincio da Palm Springs

palm springs

Guardando Palm Springs è impossibile non pensare a Ricomincio da capo, ma certe dinamiche nel cinema non muoiono mai, soprattutto se si ha la capacità renderle attuali e divertenti. Cosa che di certo riesce allo sceneggiatore Andy Siara e alla troupe di Barbakow, dandoci immediatamente quella sensazione di trovarci di fronte ad un grosso scatolone che i nostri protagonisti potranno riempire a loro piacimento. In fondo, un loop di questo tipo, pur essendo una sorta di incubo è al contempo il sogno inespresso di molti di noi, con la possibilità di provare ogni tipo di esperienza sapendo che poi, dopo poche ore, ci si sveglierà e tutto sarà come prima, e soprattutto nessuno si ricorderà delle nostre azioni.

Eppure fingere un attentato in un matrimonio, conquistare una ragazza o un ragazzo conoscendo già i suoi segreti, persino lanciarsi contro un camion a tutta velocità o farsi arrestare, sono esperienze adrenaliniche che non si possono vivere all’infinito, perché prima o poi arriva quel naturale desiderio di andare avanti.

È quello che succede ben presto a Nyles e Sarah, e ancor prima a Roy (un eccezionale J.K. Simmons), il terzo uomo finito nella trappola del loop temporale e che serba un profondo rancore per Nyles, al punto da volerlo morto. Peccato però che nell’universo di Palm Springs non si può morire. Si può fare qualsiasi cosa, si può provare molto dolore, ma la morte non è un’opzione.

Di certo tutti questi non sembrano gli ingredienti tipici della commedia, ma Palm Springs – Vivi come se non ci fosse un domani è in grado di toccare più generi, qualificandosi come una sorta di rom-com atipica dove comunque il sentimento dell’amore è più predominante di quanto si potrebbe pensare.

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Le morti di Nyles e Sarah, non sono quelle di Ian Stone, e i risvegli non sono nemmeno quelli di Phil Connors, così come la loro storia non è paragonabile a quella tra Henry Roth e Lucy Whitmore, dato che a differenza del personaggio interpretato da Drew Barrymore, la Sarah di Cristin Milioti è consapevole del loop in cui si trova insieme a Nyles. Nel suo affidarsi a un concept già visto infatti Palm Springs sa rendersi originale, alternando momenti di estrema demenzialità e un intrattenimento divertente con un ritmo serrato – anche grazie alla perfetta alchimia tra i protagonisti – a riflessioni amare sulla monotonia di una vita quotidiana che ormai ci appare come un loop anche nella sua normalità, perché forse è la vita “normale” ad essere sempre troppo ripetitiva.

Ma una soluzione a tutto questo sembra esserci, e lo script di Siara ci ricorda che per uscire da questo anello temporale, in fondo, dobbiamo soltanto ribellarci a una routine che ci sta rendendo schiavi e credere che un futuro migliore, al di là della grotta, possa esistere.

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