Voti, commenti, recensioni. Parliamo di fatti.

Nintendo Switch è arrivata nei negozi e, di conseguenza, nelle case di moltissimi videogiocatori di tutto il mondo. La console è bella, è ben costruita e ben presto vi diremo la nostra sull’hardware con cognizione di causa. Questa premessa è d’obbligo, perché l’errore che potreste fare leggendo questo articolo è di considerarlo come un palliativo ad una recensione più tecnica e precisa. La verità è un’altra: moltissimi utenti ci hanno scritto per chiederci se valga la pena o meno acquistare la Switch. Un parere che, al di fuori di ogni logica “da gamer” si scontra con qualcosa di più concreto: la disponibilità economica. Perché c’è dell’ovvio: la console è bella e tutti la vorrebbero, ma bisogna anche dire che il suo prezzo poco abbordabile e una serie di altri fattori possono scoraggiare (o incoraggiare) all’acquisto forsennato. Non siamo allora qui per rispondere a domande tecniche, a parlare di potenza di calcolo o a dirvi se valga o meno i vostri soldi. Siamo qui per rispondere alla domanda: “dovrei comprare Nintendo Switch?”. Una domanda che val la pena farsi ora come nei prossimi mesi.

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La lineup

Primo e fondamentale scoglio della console è la sua lineup al lancio, che conta quattro o cinque  giochi in versione retail, e forse una quindicina di titoli digitali scaricabili dallo shop online. Il punto ora è molto semplice: la lineup ha giochi divertenti, ma non sono adatti a tutti i palati. A guardare bene la console e la sua scuderia di lancio sembra che si sia fatto di tutto per imporre l’attenzione del giocatore su The Legend of Zelda: Breath of Wild. Ci sta, forse per qualcuno sarà anche corretto ma no, è semplicemente troppo poco. Badate: non vi si sta dicendo che questo Zelda sia un gioco da poco o che esso sia sopravvalutato. Vi si sta semplicemente dicendo che a fronte della spesa dell’hardware, Zelda è praticamente l’unico gioco di spessore disponibile (a meno che non siate seri nel considerare titoli comparabili cose come Bomberman o Just Dance). Zelda inoltre, nella sua magnificenza, non è nemmeno un titolo in esclusiva ed è bellamente disponibile al lancio anche sulla più sfortunata Wii U. Una console che allo stesso modo potreste non possedere, ma che ha l’impareggiabile vantaggio di costare la metà, pure meno se la si ricerca tra i leciti canali dell’usato. Quel che c’è oltre Zelda, senza voler contestare la bontà delle singole uscite che pure recensiremo non è, a dire di chi vi scrive, SUFFICIENTE per il compratore medio. Se poi vogliamo proprio essere schietti, dobbiamo dire che nella sua magnificenza, Zelda non è nemmeno un gioco per tutti, ma questo non dovrebbe stupire nessuno. La serie non è mai stata alla portata di tutti. Magnifica, bellissima, imponente ma per tutti? No.

Nessun bundle

E visto che lo abbiamo detto: Nintendo Switch arriva nei negozi priva di qualunque forma di bundle, laddove Nintendo aveva invece fatto molto bene sia con Wii che con Wii U. La giustificazione è che “non si vuole dare limiti agli acquisti degli utenti, lasciandoli liberi di comprare la console con il gioco che preferiscono”. Sì, lallero Nintendo. La verità è che un gioco in bundle non solo avrebbe reso il prezzo (329.99 Euro) più digeribile, ma forse avrebbe anche invogliato l’utente ad acquistare un secondo gioco in virtù del “non farsi bastare” quello offerto nella confezione. Per dire, se 1,2, Switch fosse uscito con la console, invece che nei negozi ad un prezzo da scaffale (prezzo ridotto rispetto agli altri, ma pur sempre sui 50 euro) ne saremmo stati ben felici, anche solo per la facile associazione tra questo ipotetico bundle e quello che fu Wii Sport per Wii. L’assenza di un bundle è invece un po’ limitante, e volenti o nolenti vi costringe ad aumentare notevolmente la spesa del primo acquisto.

I pro dell’hardware

Nintendo Switch è bella. Ma bella davvero. L’hardware nel suo piccolo è quasi miracoloso e per performance e miniaturizzazione si confronta con pochissimi competitor, nessuno dei quali parte integrante del mercato del videogame (diciamoci la verità: Raspberry fondamentalmente). La qualità costruttiva è eccezionale e risponde ad una delle più accese critiche che si potevano fare a Wii U, quella proprio relativa alla qualità delle plastiche e quella dello schermo. Si tratta di una costruzione solida, accattivante e progettata per essere un meraviglioso oggetto di design che funziona correttamente in ognuna delle sue tre formule: casalinga, portatile, portatile con joycon staccati. In questo senso non vogliamo dirvi che il prezzo di vendita sia giustificato, ma semplicemente che il gioco vale la candela. Revisioni future, quanto meno nella catena costruttiva di Nintendo, ne abbasseranno sicuramente il prezzo, ma questo è ovvio per praticamente qualunque hardware del pianeta.

I contro dell’hardware

Ovviamente veniamo alla parte meramente tecnica o, se vogliamo, numerica. Switch non può in alcun modo essere accostata alle performance della concorrenza, né per quanto riguarda il presente né il futuro noto (Scorpio su tutti). La console è la meno performante e si costruisce una fetta di mercato tutta sua. Se questo sarà o meno un successo per Nintendo è difficile dirlo. Per Wii lo fu, per Wii U no. A fare la differenza c’è, come sempre, il supporto delle terze parti. Ossia di tutti quelli che decideranno di pubblicare sulla console aumentando esponenzialmente il parco titoli che, altrimenti, sarebbe demandato solo a Nintendo. I limiti hardware lasciano già riflettere su quello che potrebbe essere il futuro delle conversioni, il cui avanzare tecnologico della concorrenza renderebbe ideologicamente difficile l’adattamento di uscite multipiattaforma (mettiamo il caso: Assassin’s Creed) sulla console Nintendo. D’altro canto potremmo vedere nascere anche nuove ed innovative IP terze parti, ad uso e consumo dell’utenza Switch. Una situazione francamente imprevedibile, che dipende quasi esclusivamente da come (e se) Nintendo saprà vezzeggiare team esterni per portarli in qualche modo sulla sua console. Infine, e questo è davvero inspiegabile, la console arriva con un deficit in termini di spazio veramente imbarazzante, specie in un’era in cui lo spazio digitale è sempre più compromesso dall’ingombro dei contenuti di questo tipo. Ok lo slot SD, ma lo spazio riservatoci dalla memoria interna è veramente ridicolo.

La prima home console portatile…

Non si può sottovalutare un aspetto della macchina: la sua “portabilità”. Switch è una home console, che è anche una console portatile. Se la cosa vi crea qualche problema dal punto di vista di una vaga collocazione “mentale” del mercato di riferimento, non dovete preoccuparvi: è normale. Il punto è che Switch è il primo vero ibrido tra i due modi di giocare, ed in questo senso la console si comporta egregiamente ma è anche dannatamente efficiente nel passare agilmente tra le sue 3 diverse conformazioni. C’è qualcosa di magico, e se vogliamo “innovativo” nello smontare Switch per giocare con un amico ovunque si voglia, e questo è un qualcosa che detto in soldoni: non ha prezzo. Non solo, Switch annulla quel limite che sussisteva tra il gioco in casa e fuori casa, permettendovi tanti piccoli sfizi, come quello di giocare a Zelda senza sosta, uscendo di casa, portando la console in metro, riaccendendola per una pausa in ufficio. Stessa esperienza, stessa partita, stesso gioco. Nessun problema di cross platforming (pratica che, pensando ad esempio a PS Vita, non ha lasciato alcun segno), solo un’unica esperienza da espandere oltre i confini delle mura di casa.

…ma con dei limiti

Detto ciò ci sono dei limiti ovvi: la console ha una batteria ridicola, che viene ulteriormente minata dalle performance richieste dal gioco. Parliamo di un tempo attorno alle 3 ore, che sarà forse sufficiente, ma che è decisamente sotto la media di qualunque dispositivo per il gaming portatile. Ora voi mi controbatterete dicendo – giustamente – che questa non è una console portatile. Come ho detto io stesso è “un ibrido”, che nella sua natura di ibrido si scontra comunque con un problema tecnico non da poco. C’è da dire che il cavo che alimenta la dock station ha lo stesso connettore presente sotto lo schermo, per cui basta smontarlo dalla dock e portarlo con noi per caricare la console, qualora optassimo per un uso in giro. Scomodo, ma possibile. Altrimenti una volta scaricata, Switch va riposta nel suo “blocco” home console per essere ricaricata (potete ovviamente continuare a giocare in casa a questo punto, senza attendere alcuna ricarica). Certo la mancanza di un apposito cavo da portare con sé, simili ad un caricabatterie per cellulari, e che non preveda il montare e smontare il posizionamento casalingo è tutto dire, e rende comunque la questione spinosa. Altro limite, ma questo meno incisivo, per il gioco portatile sono i joycon, piccoli e poco ergonomici, e con una posizione dei tasti un po’ scomoda nella loro configurazione stand alone. Fintanto che sono ancorati allo schermo, si comportano bene ed il feeling è piuttosto comodo. Ma da soli non sono proprio per tutti, e molti di voi potrebbero faticare a trovarli realmente comodi, specie per quei giochi che richiedono un effettivo uso dei tasti e non il semplice movimento in stile wiimote.

More to come, more to lose

Questo è un punto spinoso. Switch arriva sul mercato con alcune feature di base, progettate per l’hardware al suo lancio. Altre arriveranno più in là, ed in futuro chissà cosa altro potrebbe riservare agli utenti Nintendo. Pensate ad esempio alla Virtual Console. La funzione permetterà, tramite lo shop digitale, di giocare moltissime vecchie glorie, costruendo un parco titoli imponente e, per certi versi, unico. Chi vi scrive immagina un futuro di Zelda in 8 bit, ma anche una chance per rigiocare a buon mercato titoli perduti ma meravigliosi dell’epoca GameCube (giusto per dire). Eppure Virtual Console arriverà solo più in là, ed anche la sua offerta è avvolta nel mistero. Lo stesso dicasi per feature che molti potrebbero trovare superflue, ma che viaggiano di pari passo con l’idea di una tecnologia smart che ci ha abituato ad avere tanto in un unico dispositivo: basti pensare ad un browser web che di norma non troverebbe largo uso, ma in virtù delle qualità portatili sarebbe comunque un’aggiunta interessante, nonché eventuali applicazioni per servizi come Netflix, (quest’ultima presente anche su 3DS, ma che non sembra ancora in programma per Switch). Questo per dire che la console ha davanti a sé le possibilità per un futuro roseo e per ridimensionare l’immagine di una Nintendo post Wii U non proprio sulla cresta dell’onda. Allo stesso modo, proprio perché c’erano speranze simili per Wii U, tutto potrebbe trasformarsi in una delusione. Che siate veggenti, statisti o semplici fan, è semplicemente troppo presto per rispondere a tutto ciò OGGI, specie con lo spettro del fallimento di Wii U ancora dietro l’angolo.

Perché dovresti comprare Switch allora? Nessuno può dare una risposta concreta. Tra chi fa calcoli e chi acquista per passione, il lancio della nuova console Nintendo sembra promettere un futuro roseo che, tuttavia, potrebbe scontrarsi con mille incognite. Io intanto vi dico questo: ASPETTATE. La console è bellissima, non ci sono dubbi e forse vale anche i soldi che costa. Insomma, spacca. Ma la lineup al lancio è semplicemente risicata e, SOPRATTUTTO, non mi sembra sia in grado di soddisfare tutti i palati. Il che, unito ad un prezzo poco intrigante ed all’assenza di un bundle, potrebbe risultare veramente scoraggiante, specie se in fondo non siete né fan di Zelda, né fan dei mastodontici titoli open world. La verità è che in queste situazioni si dovrebbe lavorare più di buonsenso che di passione, e fermarsi un attimo con pazienza, aspettando magari qualche mese quando, non dico molto, ci saranno almeno un altro paio di giochi con cui divertirsi, e quando forse avremo le idee un po’ più chiare su come sfruttare al massimo la console al di fuori delle mura di casa. Diamoci un appuntamento, magari a fine anno, quando Nintendo metterà a nostra disposizione quella bomba che sicuramente sarà Mario Odyssey. Non compreremo la console solo per quello, ma presumibilmente nel tempo che sta per venire la console troverà una sua posizione sul mercato, e molti dei nostri dubbi saranno dissipati dalla stessa Nintendo. PAZIENTATE!!!

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