Relayer Advanced porta su PC la versione perfezionata di un titolo dello scorso anno che difficilmente scontenterà i fan dell’animazione mecha

orse, e dico forse, ci siamo: i mecha stanno tornando. Se negli ultimi anni abbiamo visto solo progetti indipendenti avere per protagonisti i robottoni tipici dell’animazione giapponese qualcosa sembra si stia muovendo anche presso gli sviluppatori più in vista. Square-Enix ha appena pubblicato il remake di Front Mission (e usciranno anche quelli del secondo e del terzo capitolo), mentre From Software ha annunciato che a breve rivedremo Armored Core. Bene, anzi benissimo per chi come me ha molta nostalgia di pilotare (o muovere su una scacchiera) questi giganti metallici.

In realtà la cosa è un po’ più complessa di così, perché la narrativa sci-fi mecha porta spesso con sé diverse tematiche molto importanti che vanno ben oltre il piacere di combattere a bordo di macchine da guerra antropomorfe. Front Mission ne è forse l’esempio più calzante, con i suoi complessi racconti di guerra.

Negli ultimi mesi però, prima di quest’infornata di annunci e uscite, ho particolarmente apprezzato Relayer Advanced, versione 2.0 di Relayer, uscito qualche tempo fa su console Sony. Parliamo di un titolo dai valori produttivi piuttosto bassi che però riesce da una parte a sopperire alla mancanza di giochi di robottoni, e dall’altra a gettare le basi per una potenziale serie interessante.

Siamo nel futuro: una specie aliena chiamata Relayer ha fatto la sua comparsa generando una guerra interplanetaria. La Terra, già in possesso di tecnologie per l’esplorazione spaziale entra così in conflitto con gli alieni, ma questa è solo la punta dell’iceberg: nel mondo di Relayer ci sono alcune persone, chiamate con il nome dei pianeti, che hanno capacità superiori che gli conferiscono speciali poteri. Sotto al tappeto c’è anche altro oltre al semplice scontro di superficie: ci sono diverse fazioni in lotta, intrighi politici e sotterfugi. Insomma, quello che ci si aspetta da un anime mecha ben costruito. Il tutto è narrato attraverso porzioni à la visual novel in cui i nostri si confrontano in dialoghi dal tono grave che si mischiano con situazioni da slice of life.

La direzione è quella del fan service su tutta la linea, essendo un gioco che mette tutti i flag in quelli che sono i topoi dell’animazione robotica giapponese, prendendo anche la direzione un po’ più contemporanea e prevalentemente asiatica di far abitare il gioco a (praticamente) soli personaggi femminili, anche questi che rispondono ai principali archetipi dell’anime. Chiaramente, quindi, lo scopo non è quello di scrivere il nuovo Mobile Suit Gundam con tutto il suo bagaglio di tematiche, ciononostante Relayer non evita momenti più seri e situazioni più profonde.

Se verrebbe da dire quindi “bene, ma non benissimo”, questa sarebbe un’opinione personale da parte di una persona che apprezza un certo tipo di animazione robotica, quella più “adulta” à la Tomino o à la Mamoru Oshii, piuttosto che le storie con target più ampi.

Il risultato è però apprezzabile da entrambe le tipologie di pubblico a patto di voler passare sopra ad alcune ingenuità, che peraltro non è chiaro se attribuire alla traduzione. Relayer Advanced è infatti (incredibilmente!) tradotto in italiano, ma anche passando alla traduzione inglese il risultato è lo stesso: i personaggi sono un po’ piatti e la scrittura è ingenua in più frangenti.

Lato gameplay ci troviamo di fronte a un buon prodotto, che prende molto da Fire Emblem dandogli un twist spaziale che certamente poteva essere esplorato meglio ma che comunque diverte e intrattiene. Si tratta di un SRPG piuttosto canonico, con movimenti su una scacchiera e un design delle mappe che non fa certamente gridare al miracolo, ma che recupera molto grazie a un job system ben pensato e un sistema di debolezze e resistenze che, combinato con una piacevole personalizzazione dei propri mecha e un sistema di crescita costruito su più skill tree, rende la preparazione agli scontri interessante.

Durante i combattimenti è quindi fondamentale gestire gli spazi e il posizionamento delle proprie unità, spargendole sul campo a seconda delle loro classi di appartenenza. Non si tratta di uno dei sistemi più complessi mai visti, ma funziona molto bene e restituisce scontri veloci e divertenti grazie anche alle rapidissime animazioni che si attivano durante i singoli combattimenti.

Se uniamo a questo un ottimo mecha design e alcune scelte registiche anche interessanti vien da sé che la relativa povertà di meccaniche complesse viene facilmente compensata da una freschezza e velocità di praticamente ogni situazione di gioco, che guadagna quindi un ritmo invidiabile all’interno di un genere solitamente lentissimo o almeno molto ingessato.

Se è quindi chiaro che Relayer Advanced non reinventa la ruota, è altrettanto chiaro che si tratta di un prodotto onesto e piacevole indirizzato a un target specifico. Le peculiarità narrative, che non ho voluto qui esplorare più del minimo necessario, gettano anche le basi per una serie di possibile successo nel momento in cui alcune ingenuità verranno sistemate. Costa un po’ troppo forse, ma in fondo di offerte è pieno il mondo (dei videogiochi) e la pazienza è una virtù.

Nato a Roma nel 1989, dal 2018 riveste la carica di Direttore Editoriale di Stay Nerd. Laureato in Editoria e Scrittura dopo la triennale in Relazioni Internazionali, decide di preferire i videogiochi e gli anime alla politica. Da questa strana unione nasce il suo interesse per l'analisi di questo tipo di opere in una prospettiva storico-politica. Tra i suoi interessi principali, oltre a quelli già citati, si possono trovare i Gunpla, il tech, la musica progressive, gli orsi e le lontre. Forse gli orsi sono effettivamente il suo interesse principale.