Il primo cinecomics “ad litteram” dedicato a Spider-Man è un sorprendente tripudio visivo e uno dei migliori tributi al ragno-verso di sempre.

Poco importa quale sia il grande piano commerciale dietro il progetto Spider-Man: Un Nuovo Universo, nei cinema dal 25 dicembre. Che si tratti dell’intenzione di Sony di riappropriarsi della figura del ragnesco per lungo tempo ormai prestato ai Marvel Studio, o che si voglia lasciare Peter Parker dove sta per rimpiazzarlo con il giovane Miles Morales, quello che conta per noi umili spettatori è il risultato. E signori, il risultato è il cinecomic più bello dell’anno e uno dei migliori prodotti in assoluto dedicato allo stupefacente Uomo Ragno.

Il film dei registi Peter Ramsey, Robert Persichetti Jr. e Rodney Rothman, comincia subito in modo scoppiettante presentandoci (come se ce ne fosse bisogno) Spider-Man e mette subito le cose in chiaro: Spider-Man è un’icona dei tempi moderni che tutti noi conosciamo e il prologo serrato non fa che introdurlo in sequenza dal montaggio incalzante che riassume in un battibaleno la vita dell’eroe mascherato. La voce fuori campo del noto eroe ha familiarità con lo spettatore, sa che noi sappiamo, e con ironia e un pizzico di metareferenzialità, gioca con aneddoti sulla propria popolarità andando ad abbattere in qualche modo anche la quarta parete. Spider-Man è quindi conscio di essere oltre che un eroe, una star pop, un brand a cui si legano prodotti di ogni tipo, dai fumetti, alle canzoni o addirittura “gelati non ben riusciti”. Un cocktail di citazioni rese in maniera esilarante (tra cui rimandi a pellicole dedicate come quelle di Raimi) che setta da subito il ritmo e lo spirito del film.

Un nuovo Universo però non è la storia di Peter Parker ma di Miles Morales, personaggio ormai ben conosciuto dagli appassionati del fumetto e che qui viene presentato e in parte reinterpretato da zero. Per farlo, Un Nuovo Universo si prende il suo tempo per sviluppare il personaggio, e permetterci di conoscerlo meglio, per mostrarci la vita di questo spigliato ma insicuro adolescente di Brooklyn approfondendo il suo rapporto con il padre poliziotto e l’amato zio Aaron. Impossibile non rivedere in parte le stesse caratteristiche del Peter adolescente in Miles, quelle di un ragazzo leale, alla ricerca della propria strada, talvolta impacciato, legato alla famiglia, ma stavolta inserito in un contesto attuale, moderno e frenetico.

Ogni scena, ogni dialogo, ogni gestualità ci porta a conoscere e apprezzare la caratterizzazione del giovane in breve tempo, e altrettanto velocemente gli eventi capitolano verso l’azione. Miles viene morso da un ragno radioattivo ed entra in contatto con Spider-Man nel mezzo di una furiosa e spettacolare lotta contro alcune delle sue storiche nemesi, tra cui spicca quello che sarà il villain principale del film, Kingpin, intento ad attivare un congegno in grado comunicare con altre dimensioni, per i suoi folli scopi.

E parlando di dimensioni, è proprio qui che comincia quella più psichedelica e roboante del film tanto visivamente quanto narrativamente.

Dopo un incidente che coinvolge questo dispositivo, Miles incontra lo Spider-Man attempato, disilluso e fuori forma di un universo alternativo, creando un duo improbabile e irresistibile. Il merito è anche della particolare interpretazione di questa versione del Ragno, tra le più esilaranti mai concepite, la cui spiccata verve comica ed ironica risulta ancora più sottolineata e travolgente del solito. Non a caso a doppiarlo nella versione originale è stato chiamato Jake Johnson, un noto attore nella scena comedy americana che qui svolge un ruolo eccellente. Il nuovo Peter Parker diventa mentore di Miles e insieme si mettono alla ricerca della soluzione per ripristinare lo status quo delle cose.

Un film di formazione, sull’importanza dell’indentità, sulla figura dell’eroe e sulla ricerca del proprio ruolo che si rivelerà un trip audiovisivo incredibile e avvinghiante, un rollercoaster tra momenti genuinamente divertenti, carichi di comicità brillante e spiazzante, che spesso scherniscono i cliché e i topoi narrativi del linguaggio fumettistico, cinematografico e videoludico. Scene d’azione fatte di pirotecnici giri di camera, piani sequenza  vorticosi, momenti più introspettivi e un travolgente e sempre intelligente bombardamento di citazioni, accadimenti, e comparsate di personaggi relativi alla cosmologia di Spider-Man, che sempre con modi e tempismo perfetti, talvolta ci confondono e sorprendono giocando con la memoria del fan, e talvolta si mostrano fedeli e incredibilmente precisi. E il bello è che tutto funziona incredibilmente bene anche per chi non è un vorace conoscitore degli universi Marvel, giacché la contestualizzazione cinematografica dà una valenza autonoma praticamente a qualsiasi situazione, derivi essa o meno dal mondo fumettistico.

Ma come si può rendere coeso narrativamente un film in cui coesistono nella stessa realtà Miles, Spider-Gwen, Spider-Man Noir, Peter Parker e altre tra le più surreali versioni dello stesso? Se sul piano narrativo la risposta è un soggetto originale e fuori di testa con cui gli autori riscrivono le origini di Miles Morales, su quello estetico la soluzione è uno dei film in CG più coraggiosi, accattivanti e avanguardistici di tutti i tempi.

C’è poco da fare, una cosa come Un Nuovo Universo, non si era vista mai. Le immagini del film sembrano dare vita alle pagine di un albo Marvel. Il dinamismo delle scene e la funambolica regia prende in prestito gli stilemi del fumetto, comprese onomatopee, suddivisione in vignette, linee cinetiche. Soluzioni squisitamente vintage -come l’effetto retinato che dà quel tocco da tavola puntinata in stile pop art- si mischiano con colori vibranti ed eccentrici. Il tutto crea il più riuscito connubio tra cinema e fumetto visto fino ad oggi e si presta perfettamente a plasmarsi in funzione della specifica cifra stilistica dello Spider-Man di turno che si appropria della scena, andando, per esempio, a declinare in un istante forme e colori attorno al mood “mistery” di Spider-Man Noir, per poi passare alla surreale “cartoonizzazione” dell’azione con Spider-Ham, con disinvoltura e senza stranirci. A sublimare la formula vincente del film, ci pensa la colonna sonora che in maniera armoniosa si fonde con le immagini in movimento con la stessa versatilità del comparto estetico.

Verdetto

Spider-Man: Un Nuovo Universo è, senza mezzi termini, la migliore opera sul personaggio Marvel, con buona pace degli ultimi film deglio Studios e i tentativi precedenti della stessa Sony. Ma è molto più di questo, si tratta di un film d’animazione che se la gioca con le più riuscite pellicole Pixar, stilisticamente estroso e magnetico, con una trama semplice ma originale. Un film incredibilmente divertente, che non si prende sul serio ma trova spazio nel mezzo di questo trip audiovisivo, per mostrarci come l’eroismo si manifesti attraverso volti diversi animati dagli stessi ideali. Fan sfegatati o meno del Ragno, è questo il film di Natale che non potete assolutamente perdervi. 

Spider-Man: Un Nuovo Universo - Recensione
9Overall Score
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