Un po’ punta e clicca, un po’ RPG: Sunday Gold, sviluppato da BKOM e pubblicato da Team17, sarà disponibile dal prossimo 13 ottobre su Steam

sunday gold

ondra 2070. Una volta rimesso piede al pub The Jolly Hangman, sembra quasi di poter sentire odore di birra acida e rancore. Di sottofondo, le chitarre stonate di un gruppo brit rock suonano dal juke-boxe. Sin da subito, Sunday Gold sprizza un forte carattere. Il merito va in primis all’art direction, che guarda sia a Disco Elysium che a Persona 5 per reinterpretarli in chiave comics. Non è poi secondario il carismatico trio di protagonisti criminali – composto da Frank, Sally e Gavin – finito per errore a indagare contro un losco miliardario corporativo dedito alle corse di cani cibernetici. Un trio che parla attraverso una scrittura cinica, sguaiata, simpaticamente british.

In breve, Sunday Gold utilizza un setting dalle vibes cyberpunk per raccontare una storia investigativa dalle tinte pulp, divisa in tre capitoli. Il tutto inserito in una struttura di gioco che diventa punta e clicca nelle fasi esplorative, classico RPG a turni nei combattimenti contro i nemici.

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Una particolare doppia anima, basata sull’attento consumo di Punti Azione (PA). Ogni personaggio ne ha un numero limitato da spendere in interazioni, ciascuna con un suo costo. E ciò vale sia per cercare dentro un cassetto durante l’esplorazione, sia per attaccare con un manganello uno scagnozzo della mafia. Una volta esauriti i PA, il personaggio si ritroverà in uno stato di fatica, per cui sarà necessario ripristinarli o tramite oggetti di recupero come siringhe di adrenalina oppure ricorrere al “fine turno”, che negli scontri si traduce nell’assumere una posizione di difesa, nella fase punta e clicca nel rischio di aumentare l’allerta nemica.

C’è dell’altro: un ulteriore parametro a cui prestare attenzione è l’autocontrollo. Del resto, è normale provare tensione mentre si indaga in luoghi di massima sicurezza o dopo aver scoperto un raccapricciante risvolto, il che impatta sull’autocontrollo. Perdendone, si subiscono dei malus: si va da modifiche degli attributi in combattimento, passando a disturbi latenti come alterazioni visive e uditive, fino ad arrivare ad attacchi di panico negli scontri, che limitano il tempo a disposizione per effettuare un’azione.

Il tutto forse è un po’ complesso da spiegare, ma queste meccaniche funzionano bene tra loro, stimolando il cervello ad adottare la migliore strategia per consumare il minor numero di PA per il massimo delle interazioni, oltre a tenere a bada l’autocontrollo.

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Se quanto scritto finora sembra tanto, in realtà rappresenta soltanto la superficie di Sunday Gold. In particolare, l’anima punta e clicca è caratterizzata da articolati puzzle da risolvere, dove – a parte una buona dose di ragionamento – diventano centrali le abilità dei tre protagonisti: Frank può scassinare le serrature; Sally può spostare ostacoli ingombranti; Gavin può hackerare macchine e computer. Un espediente per arricchire l’offerta ludica con tre minigiochi da superare.

A margine vi sono poi alcune decisioni da prendere, che non cambieranno l’esito della storia ma semplicemente la linea d’azione da adottare. Una sfiziosa aggiunta che permette tra l’altro di assistere a simpatici siparietti del trio protagonista, i quali arricchiscono il carattere già forte di Sunday Gold.

Passando ai combattimenti della fase RPG, anche qui le abilità dei personaggi sono differenziate, il che rende obbligatoria una strategia contro i nemici – che variano di capitolo in capitolo – e ancor di più contro i boss. Frank, Sally e Gavin possono imparare e migliorare nuove tecniche e attacchi dopo essere saliti di livello. Dipende da dove si decide di piazzare i gradi guadagnati dopo ogni level up. Inoltre, gli effetti di alcune capacità combattive possono essere modificati o potenziati dagli oggetti equipaggiabili che è possibile trovare in giro. Per il resto, gli scontri nemici ricalcano la classica impostazione a turni dei JRPG vecchia scuola.

Fin qui sembra che i diversi nonché numerosi elementi di gioco di Sunday Gold siano ben oleati tra loro. E in effetti all’inizio è così: storia, personaggi, estetica e gameplay catturano sin da subito. I nodi però vengono al pettine con la progressione, dando l’idea che Sunday Gold spinga sul grado di sfida a discapito dell’equilibrio generale.

Partendo dai minigiochi prima menzionati, gli hacking di Gavin risultano davvero problematici, in quanto la loro risoluzione non si attiene alle spiegazioni date dal gioco. E senza capire la logica dietro, i tentativi a disposizione risultano incredibilmente frustranti. Per fortuna anche il gioco lo sa, perché a un certo punto è possibile imparare una nuova tecnica che consente a Gavin di sbloccare il computer immediatamente, a costo di un gran numero di PA però.

Al di là di questo, il terzo capitolo – che dovrebbe rappresentare l’acme di gioco – risulta purtroppo diluito. La trama si conclude con alcuni cliché tipici del genere Sci-Fi e cyberpunk, lasciando in ballo alcune domande. Più che altro gli appigli narrativi su personaggi secondari e lore vengono poco sviluppati, dando all’epilogo un effetto generale sbrigativo.

Questo perché, nel capitolo finale, Sunday Gold punta l’accento sulla difficoltà in entrambe le fasi di gioco: gli enigmi, per quanto stimolanti, a volte portano a sessioni di tentativi a vuoto, causando ritmi altalenanti. Quanto ai combattimenti, diventa difficile gestirli quando il level cap – che è 10 – si raggiunge all’inizio del capitolo 3 ma i gradi abilità possono essere ripristinati e adattati solo quando si è al pub The Jolly Hangman. Non solo: il numero di combattimenti cresce sensibilmente, contro nemici la cui presenza a volte appare forzata all’interno delle vicende di gioco. Anche lo scontro con il boss finale risulta lungo senza un motivo valido. Insomma, per tutte queste ragioni la fine di Sunday Gold non si rivela del tutto appagante, anzi, lascia un velo di insoddisfazione dentro.

Ciò non vuol dire che l’avventura di BKOM sia brutta, tutt’altro. Pur non rispettando le ottime aspettative iniziali a causa di impennata della difficoltà a sfavore di trama e caratterizzazione, Sunday Gold risulta comunque un’esperienza interessante. Come detto sopra, il carattere ibrido ma ben definito del gioco convince, grazie anche a un’estetica fumettistica pulp e a una soundtrack un po’ brit rock, un po’ elettronica, un po’ vecchia scuola JRPG. Una buona riuscita stilistica e ludica che però non riesce ad andare oltre a una storia senza pretese e un grado di sfida crescente che alla fine sembra oscurare tutto il resto.

Deputy Editor, o direttigre se preferite, assieme a Luca Marinelli Brambilla. Scrivo su Stay Nerd dal 2017, per cui prendere parte delle redini è un’enorme responsabilità, perché Stay Nerd è un portale che punta a stimolare riflessioni e analisi trasversali sulla cultura pop a 360° tramite un’offerta editoriale più lenta e ragionata, svincolata dalle dure regole dell’internet che penalizzano la qualità. Il mio pane quotidiano sono i videogiochi, soprattutto di stampo storico. Probabilmente lo sapete già se ascoltate il nostro podcast Gaming Wildlife!