Storie di Paperi, ma che bei Paperi

L’Operazione nostalgia è sempre più in atto sulle nostre console e non solo: stanno tornando in voga numerosi brand a tutti i livelli, dai gelati alle automobili, dai film alle serie tv, passando per quasi tutti gli aspetti della vita quotidiana. Insomma, quello che il mondo del commercio ha capito è che c’è tanta voglia di tornare indietro nel tempo.
Anche Capcom coglie la palla al balzo, regalando a tutti quelli che sono cresciuti a pane e NES una remastered di alcuni gioiellini (sebbene non tutti ugualmente brillanti) dei platform/action degli anni a cavallo tra gli ’80 e i ’90.

Ecco allora The Disney Afternoon Collection: 6 giochi, restaurati dallo stesso team autore della Megaman Legacy Collectionpronti a catapultarvi nell’epoca d’oro del genere, con alcuni aggiornamenti per venire incontro alle modalità del gaming odierno.

In primis, come è ovvio, la grafica, con un lavoro di tiratura a lucido dei vari titoli senza dubbio egregio. Fluidità, pulizia e fedeltà alle origini: chi possiede un Mini-NES sa di cosa sto parlando.
Ci sono poi due aiutini che i giocatori dell’epoca potevano solo sognare: la possibilità di salvare il gioco, e quella di riavvolgere il tempo per riprovare a superare sessioni particolarmente ostiche (da segnalare anche una chicca in quest’ultima feature, mentre il gioco si riavvolge, anche la musica è riprodotta al contrario).

I Magnifici Sei

Ma veniamo ai giochi: quelli che meglio hanno superato la prova del tempo sono senz’altro Ducktales 1 e 2, abbastanza simili nella sostanza (cambiano – oltre ai livelli di gioco – alcune meccaniche, come la possibilità per Zio Paperone di afferrare e trascinare degli oggetti con il bastone) e con una colonna sonora chiptune fantastica (più del primo, che del secondo episodio), che in un attimo ti porta ai tempi dei cabinati e delle prime home console.

Si tratta di platform vecchio stile in cui dovremo esplorare vari livelli alla ricerca dei tesori nascosti, aiutati proprio dal bastone di Paperone che è in grado di rompere alcuni oggetti del mondo di gioco. Se siete amanti del genere e soprattutto del cartone animato, e magari siete improvvisamente tornati in fissa a causa dell’imminente ritorno di quest’ultimo, vale sicuramente la pena dargli una chance.

Interessanti riproposizioni della raccolta sono poi anche i due Chip N Dale Rescue Rangers, i nostrani Cip & Ciop, sfiziosi platform anch’essi, nei quali i ben noti agenti speciali dovranno cavarsela in ambientazioni che giocano con le ridotte dimensioni dei protagonisti. Ecco che dunque dovremo raccogliere mele gigantesche per sfuggire a dei cani robot, ad esempio, o esplorare una cucina con tanto di tavola imbandita e sfuggire a famelici topolini, per combattere stavolta avversari di dimensioni simili alle nostre.

Ciò che distingueva la saga di Cip & Ciop era la possibilità di giocare in co-op con un amico, possibilità che, soprattutto per i platform, era all’epoca offerta da pochi titoli. Se avete un amico con cui fare questo tuffo nel passato, può dunque essere un motivo di interesse, insieme al fatto che il secondo capitolo è uscito nel 1994, praticamente al canto del cigno dell’era 8-bit, e non tutti – proprio per il passaggio alle nuove generazioni di console (leggasi PlayStation) – lo hanno giocato.

Presente nella raccolta anche Darkwing Duck, altro platform da molti considerato affine alla serie di Mega Man, della stessa Capcom, e basato sull’indimenticato protagonista del cartoon di inizio anni ’90. Il gioco presenta un sistema più frenetico rispetto agli altri citati finora, con alcune caratteristiche interessanti, come la possibilità di farsi scudo col mantello e di cambiare tipo di munizioni per la propria pistola. Niente di particolarmente rivoluzionario a dire il vero, e onestamente per tipologia di gioco è praticamente identico a decine di altri prodotti del genere usciti in quell’epoca, ma può attrarre i fan del personaggio e chi cerca un livello di sfida (soprattutto per le boss fight) piuttosto alto, anche se mitigato un bel po’ dalla possibilità di usufruire del rewind.

Più o meno lo stesso discorso vale anche per TaleSpin, ultimo titolo dell’esalogia che prendiamo in esame, uno sparatutto a scorrimento laterale nel quale dovremo pilotare un aeroplano nei panni dell’Orso Baloo e sconfiggere i vari nemici che ci si pareranno davanti nei diversi livelli. Tratto distintivo del gioco, rispetto agli shooter tradizionali, è la possibilità di cambiare la direzione in cui ci muoviamo con la semplice pressione di un tasto, dando vita a battaglie un minimo più vivaci dove i nemici ci attaccheranno da entrambi i lati.
Per la verità, nulla di sconvolgente neanche in questo caso, anzi probabilmente si tratta del titolo più monotono dei sei.

Verdetto:


Tuffarsi nella nostalgia o resistere alla tentazione? Dipende.
The Disney Afternoon Collection ha sicuramente dalla sua il prezzo allettante, 20 euro per 6 giochi, restaurati in maniera egregia. Sei giochi che se avete già completato all’epoca vi faranno sicuramente tornare alla mente piacevoli ricordi, fosse anche solo grazie alle colonne sonore, e che se non avete mai provato può essere l’occasione giusta per dare il giusto tributo a un genere che ha fatto la storia del videogame.
Di contro però si tratta di sei titoli piuttosto simili tra di loro, e per la verità non tutti invecchiati bene, nonostante l’ottimo lavoro che c’è dietro. Il rischio è che dopo l’entusiasmo iniziale gli dedicherete giusto il tempo di un pomeriggio, come da titolo.

The Disney Afternoon Collection – Recensione
6.5Voto
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