Ray Fisher annuncia la propria rimozione dal cast di The Flash e riassume gli eventi dietro di essa

Con un accorato messaggio postato sul proprio profilo Twitter, Ray Fisher ha annunciato ai fan la propria rimozione dal cast di The Flash, film nel quale sarebbe dovuto tornare nei panni di Cyborg.

Dietro alla scelta compiuta da Warner Bros. Pictures, troviamo la battaglia indetta da Fisher contro fenomeni di razzismo e discriminazione perpetrati da Geoff Johns e “coperti” dall’attuale Presidente di DC Films, Walter Hamada.

“Ho ricevuto la conferma ufficiale che Warner Bros. Pictures ha deciso di rimuovermi dal cast di The Flash.

Sono profondamente in disaccordo con la loro decisione, ma non è stata una sorpresa.

Nonostante i malintesi, il coinvolgimento di Cyborg in The Flash era molto più ampio di un semplice cameo e, nonostante rimpianga di aver perso l’occasione di portare nuovamente Victor Stone sul grande schermo, render note le azione compiute da Walter Hamada sarà un contributo molto più importante per il nostro mondo.

Il 30 Dicembre 2020 dissi chiaramente, con molta serenità d’animo, che non avrei potuto partecipare a nessuna produzione associata all’attuale Presidente di DC Films, Walter Hamada.

Le ragioni dietro tale dichiarazione sono due:

1- Walter ha intenzionalmente tentato di sabotare le indagini su Justice League al fine di proteggere l’amico ed ex-Co-Presidente, Geoff Johns.

2- Il tentativo di Walter di proteggere se stesso disseminando pubblicamente menzogne e disinformazione sulla mia persona e sulle indagini relative a Justice League comunicate da Warner Bros. Pictures e riportate il 4 Settembre da The Wrap.

Sia ben chiaro che l’interferenza di Walter Hamada nelle indagini su Justice League è una faccenda completamente separata rispetto alle stesse investigazioni. E nonostante l’atteggiamento di Walter non sia stato preso in esame durante le indagini sui reshoot di Justice League, le pericolose azioni che ha compiuto durante il processo devono esser prese in considerazione.”

Proseguendo la lettura della dichiarazione di Fisher, scopriamo vari retroscena sulla faccenda, in particolar modo alcune telefonate e incontri avvenuti tra lui e Hamada per cercare di risolvere la questione.

Al termine delle indagini compiute su Justice League, le accuse mosse da Fisher nei confronti degli atteggiamenti razzisti e discriminatori di Geoff Johns, si sono difatti dimostrate fondate e hanno coinvolto anche il regista della pellicola – o parte di essa almeno – Joss Whedon.

the flash ray fisher

Il tentativo d’insabbiare l’intera faccenda, inoltre, potrebbe esser stato solo l’ultimo di una serie di episodi simili già avvenuti in passato e dei quali non si è saputo nulla, e questo è uno dei motivi per il quali Fisher accetta di “pagare il prezzo di Cyborg” al fine di “portare alla luce le azioni perpetrate da Hamada” in questa vicenda.

Come prevedibile, i fan dell’attore si sono schierati unitamente dalla sua parte, in attesa di conoscere l’eventuale risposta delle parti coinvolte, a cominciare da Warner e DC Films.

Romano di nascita, nerd per passione, amante di Final Fantasy, di Batman e dei Cavalieri dello Zodiaco. Parla poco ma ascolta e osserva molto, sente un’affinità smodata con i lupi e spera di rincarnarsi in uno di loro. Cede spesso alle tentazioni della rabbia con picchi che creano terremoti in Cina per l’Effetto Farfalla e odia la piega che sta prendendo l’Universo-Videoludico negli ultimi anni.

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