Il rinascimento di Twilight

No, tranquilli, non è un nuovo libro della saga di vampiri che fece il suo debutto al cinema nel lontano 2008, ma solo un nostro tentativo di replicare i titoli dei libri per introdurre l’argomento di questo articolo.

Una supernova, infatti, è un’esplosione stellare di enorme energia, tanto luminosa da causare un’emissione di radiazioni che può superare quella di un’intera galassia (grazie Wikipedia). Una delle sue numerose particolarità è il fatto che sia piuttosto imprevedibile e quindi è possibile osservarla solo quando è già in corso e raggiunge il suo picco di luminosità. Se la galassia di cui parliamo sono i mondi della letteratura e del cinema combinati insieme, possiamo identificare Twilight proprio in questo fenomeno astronomico poiché, ora forse più di allora, suscita una grande reazione mediatica tra fan e detrattori attraverso la rilettura e il rewatch di tutta la serie, che sta vivendo un momento di nuova popolarità.

L’anno scorso, infatti, Twilight ha compiuto dieci anni. All’epoca alcuni di noi andavano al liceo e soprattutto tra le ragazze ebbe un successo clamoroso, smorzato solo da chi lo sminuiva proprio in quanto prodotto creato apposta per far sognare orde di ragazzine che poi si dividevano in #TeamEdward e #TeamJacob. Per quanto in maniera più moderata, anche la sottoscritta ci è passata e scoprire della Twilight Renaissance non ha fatto che risvegliare vecchi ricordi, ma soprattutto quel senso di nostalgia e curiosità di rivedere qualcosa che, nel bene o nel male, ha segnato l’adolescenza di molti. Così, dopo un rewatch non privo di occhi alzati al cielo, siamo pronti a discutere di alcuni contenuti di Twilight sotto l’ottica sociale di oggi.

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Riconoscere gli aspetti negativi

Sorvolando sulla facilità con cui all’epoca la saga venne liquidata da molti poiché semplicemente adorata dalle teenager, la coscienza sociale dei giorni nostri è profondamente diversa rispetto a dieci anni fa. Riguardare la saga di Twilight in occasione dell’anniversario potrà anche aver suscitato ricordi più o meno piacevoli del periodo adolescenziale, ma ha fatto anche scaturire argomenti di discussione che, a dirla tutta, venivano piuttosto ignorati quando uscirono i film, vuoi per ignoranza, vuoi perché il target era, giustamente, ancora troppo immaturo per comprendere e fare critica su alcune tematiche presenti nelle varie pellicole. La consapevolezza attuale dei fan, ora cresciuti, ha messo in luce scene, frasi e comportamenti che ora vengono analizzati secondo i nuovi metri di valore che si sono sviluppati nell’ultimo decennio.

Il triangolo no

Uno degli aspetti della saga su cui i fan di Twilight ora discutono con fervore è il rapporto che Bella ha rispettivamente con Edward e Jacob, il triangolo amoroso che di fatto muove l’intreccio: Bella, innamorandosi di un vampiro e conoscendone la vera natura, attira l’attenzione dei Volturi, coloro che cercano di proteggere i propri simili mantenendo il segreto con ogni mezzo, anche violento. In queste condizioni, Jacob cerca a più riprese di convincerla ad allontanarsi dalla famiglia Cullen e di stare con lui, con cui non correrebbe alcun pericolo (almeno secondo la sua modesta opinione).

Cominciando da Edward, i fan hanno fin da subito fatto notare i lati più tossici e sbagliati della sua relazione con Bella. La ragazza è ammaliata dalla bellezza del vampiro e lui non fa granché per impedire la sua completa infatuazione; per citare un esempio eloquente, nonostante tentativi piuttosto scarsi di respingere l’interesse di Bella nei propri confronti, Edward la segue per le strade e la osserva mentre dorme, cosa su cui anche la sottoscritta soprassedette e che ora, come molti hanno fatto notare, viene vista per quello che è: un comportamento al limite dello stalking, contraddittorio, inquietante e per nulla romantico.

Senza contare che Edward non si sente attratto da Bella perché è solare, allegra e carina (figuriamoci, è proprio l’opposto), ma a causa dell’odore del sangue della ragazza che, a quanto pare, è per lui più profumato di altri. Il loro avvicinamento, perciò, avviene in maniera del tutto arbitraria e, soprattutto, mettendo da parte qualunque atteggiamento potesse essere percepito quantomeno strano, se Edward non fosse stato un vampiro.

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Tuttavia, Edward non è pericoloso per Bella solamente in quanto vampiro. Se non consideriamo la sua famiglia, nella quale alcuni membri fanno davvero fatica a mantenere il controllo anche davanti ad una goccia di sangue, possiamo constatare quanto il rapporto fra i due ragazzi sia dannoso per lei quando avviene la rottura nella quale la ragazza perde completamente il senno. Perciò i fan ora pongono l’attenzione su quanto Bella dipendesse da Edward e sull’idea di amore che trasmettono i film e i libri: un amore “malato”, che spinge Bella a compiere gesti spericolati per vedere solo una proiezione del suo amato, il quale invece crede che lei sia morta proprio in uno di quei suoi tentativi e decide con una facilità disarmante di suicidarsi, con una teatralità che vuole ricalcare piuttosto malamente le tragedie shakespeariane.

È chiaro come il sole sotto cui Edward e i vampiri sbrilluccicano quanto tutto ciò sia solo un modo disperato di romanticizzare la sofferenza in una relazione e l’ideale di un amore travagliato anche quando potrebbe portare a risvolti irreversibili.

Lo stesso avviene con Jacob, ma in modo diverso. Il licantropo tenta di avvicinare a sé Bella mettendosi direttamente a confronto con il proprio rivale, elencando spesso le presunte qualità che lo renderebbero una scelta migliore e sfruttando i momenti di debolezza e poca lucidità della ragazza, appena mollata. Questo comportamento non fa che degenerare quando Edward praticamente impone a Bella il matrimonio, e lei esprime il desiderio di diventare una vampira.

Jacob, come la sua controparte più fredda, cerca di monopolizzare Bella, credendo di agire per il suo bene e non facendo altro che mentirle e nasconderle le cose quando perfino lui non sa più come giustificarle. Potremmo andare avanti a lungo sul comportamento di Jacob, sbagliato tanto quanto quello di Edward, ma possiamo solo ricordarci che, prima di avere l’imprinting, stava meditando di uccidere la figlia appena nata della donna che diceva di amare?

Razzismo, sessualizzazione e altre leggende

Ci sarebbero tanti dettagli da elencare sulle singole azioni di Jacob, Edward e Bella ma ci hanno pensato i numerosi thread e meme creati ad hoc, sfruttando le varie situazioni “bizzarre” lungo i quattro film. Tuttavia, non possiamo non osservare almeno un altro caso di scrittura alquanto scadente, ovvero la rappresentazione della tribù di licantropi, i Quileute.

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Twilight e i suoi seguiti hanno causato non pochi problemi alla reale tribù Nativa Americana, che ha creato un progetto d’informazione culturale col Burke Museum per mettere una pezza alle rielaborazioni scorrette di Stephenie Meyer, autrice dei libri. Se è ovvio che i Quileute non si trasformino in lupi (come ci tengono a sottolineare sul sito dedicato), vengono anche sottolineate altre cose che peggiorano l’immagine finale dei Quileute nei romanzi e nei film e che ora anche i fan mettono in luce nelle loro discussioni online.

La prima che viene fatta notare è la sessualizzazione piuttosto evidente di questi ragazzi, con particolare enfasi sul loro fisico e il generale esotismo che dovrebbe contraddistinguerli, insieme a comportamenti da “selvaggi” che li fanno sembrare più degli animali selvatici che diventano umani, e non il contrario. È ovvio che queste caratteristiche servano per metterli in contrapposizione col clan dei Cullen, tuttavia questi ultimi escono esaltati da questo confronto perché sempre eleganti, controllati e comunque “civili” nel loro essere dei mostri.

Un ulteriore sbaglio compiuto dall’autrice è stato proprio il voler rendere i Quileute una tribù di creature magiche, a tutti i costi, a discapito della loro storia, rimaneggiata pesantemente per servire agli scopi della trama. I Quileute, infatti, non hanno mai ricevuto riconoscimento né tratto profitto dall’uso della loro comunità e delle loro leggende e, anzi, hanno visto l’industria cinematografica appropriarsi delle loro tradizioni, che sono state mescolate con quelle di altre tribù della costa nord-occidentale del Paese, contribuendo così ad un appiattimento culturale.

Perché rivederlo oggi?

È la domanda che sorge spontanea dopo questi spunti di riflessione, che sono solo quelli più evidenti. Come dicevamo all’inizio con la metafora della supernova, la rilettura di Twilight è avvenuta all’improvviso, facendosi notare solamente quando era al suo picco ed era ormai impossibile fermare il fenomeno, proprio come quando uscì nelle sale dieci anni fa (se ancora non ci credete, provate a cercare #twilightrenaissance su Twitter o Instagram). Inoltre, su internet le cose cominciano e si sviluppano in fretta, per poi diffondersi alla stessa velocità con cui corrono i vampiri in Twilight (ma volare non sarebbe più veloce?). L’occasione dell’anniversario ha quindi dato un’altra possibilità a questa serie di film, che ha riguadagnato linfa vitale grazie alla forza dell’ironia tipica dei meme con i quali noi oggi, cresciuti con questo e altri young adult “primordiali”, riusciamo ad alleggerire e al contempo stratificare di significato anche le tematiche più controverse.

La coscienza sociale che si è creata in questi ultimi dieci anni ha permesso ai fan di accettare e dichiarare senza più vergogna di apprezzare, un prodotto figlio del suo tempo, dimostrando tuttavia di saperne riconoscere i difetti. In tanti ora sono capaci di guardare Twilight in quanto classico esempio di so bad, so good, una storia così malriuscita da risultare comunque ridicolmente divertente, perché oggi siamo in grado di vedere le sue scene e i suoi contenuti per quello che sono: il risultato di un lavoro svolto male da principio, quasi intenzionalmente.

E così, possiamo finalmente riconoscerci di nuovo in Bella, così impacciata e comune, baluardo delle Mary Sue di tutto il mondo, e rivedere quell’ideale che un po’ tutti inseguivamo, ovvero l’amore eterno e perfetto. Sapendo però che possiamo avere qualcosa di meglio, qualcosa di autentico e “difettoso”, come lo è sempre stato anche Twilight stesso.

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