Arriva su Netflix Un padre (Fatherhood), il film di Paul Weitz con Kevin Hart tratto da una tragica storia vera

Dopo una lunga attesa dettata dalla pandemia, Sony decide di passare la palla a Netflix che distribuisce così sulla sua piattaforma il 18 giugno 2021 Un padre (Fatherhood), comedy-drama di Paul Weitz basata sul libro di memorie di Matthew Logelin Two Kisses for Maddy: A Memoir of Loss and Love. La storia vera alla base di Un padre è straziante e, come l’autore del libro, il suo personaggio Matt è costretto ad affrontare l’inconcepibile disgrazia di perdere sua moglie subito dopo aver messo al mondo la loro prima figlia, Maddy.

Questo delicato compito viene affidato nel lungometraggio di Weitz a Kevin Hart, una scelta per la quale non sono mancate polemiche soprattutto negli Stati Uniti, nonostante poi la sua performance sia stata elogiata da molti critici.

Il motivo principale delle perplessità della gente circa il ruolo di Hart deriva dalla bufera nella quale si è trovato l’attore un paio di anni fa a causa di alcuni vecchi tweet che hanno fatto infuriare la comunità LGBT. E invece eccolo qui – in un film la cui sceneggiatura va ben oltre l’anno di vita della bimba raccontato nel libro di Logelin – indossare una gonna mentre accompagna la figlia a scuola, per protesta contro le regole imposte dalla Preside che non vuole che Maddy entri in classe ogni giorno con i pantaloni.

Premesso che dei vecchi tweet di Hart in questa sede non ci interessa affatto e non siamo nessuno per giudicare gli altri, tantomeno vogliamo mescolare la professionalità con esternazioni sui social o con la vita privata dei protagonisti dello star system, tutto questo schema non può però non sembrare un goffo tentativo di riabilitazione di Kevin Hart nei confronti di una comunità ma più in generale del grande pubblico.

Al di là di questo, la performance dell’attore è stata giustamente apprezzata in patria poiché è riuscito a sfruttare la sua ironia e la sua attitudine da comedy in una storia che parte da un dramma straziante e ci porta all’interno della vita di un uomo sostanzialmente immaturo, che si trova all’improvviso a dover fare sia da padre che da madre alla sua piccola. Cambiare i pannolini, andare dal pediatra, farle da mangiare, sistemarle le trecce o più semplicemente giocare con lei e farla divertire sono tante piccole cose che potrebbero apparire facili e banali ma che richiedono il doppio della fatica quando una persona deve farle da solo. “È viva, ed è già tanto”, dice Matt tra il serio e il faceto ad un suo amico, sminuendo quasi il suo incredibile lavoro di padre svolto fino a quel momento, perché Maddy non è soltanto viva ma l’uomo è riuscito a farla crescere decisamente bene.

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Dal libro a Netflix

Ovviamente, come detto in precedenza, sono tutti aspetti che non hanno nulla a che vedere con libro da cui Fatherhood trae ispirazione e nonostante resti apprezzabile la struttura del film, il saper parlare di argomenti così drammatici e delicati sfumandoli con carattestiche da commedia, avvalendosi di un cast istrionico in cui figurano Anthony Carrigan e Lil Rel Howery nei panni dei bislacchi amici di Matt, tutte queste meccaniche ci sembrano già viste e riviste, condite da momenti di emozionalità intensa che resta però fine a sé stessa.

Non tutte le storie, per quanto dolorose, devono essere necessariamente adattate su grande o piccolo schermo, e possono anche restare su carta, a maggior ragione nel caso di una vicenda simile in cui le testimonianzie dell’autore di un libro di memorie sanno farci entrare decisamente di più nel vivo del racconto.

Un film con Kevin Hart che, nel 2021, vuole farci sapere che persino un uomo da solo può crescere una bambina non è quello di cui abbiamo bisogno. Anche perché fondamentalmente non c’è molto altro in Un Padre di Paul Weitz, e persino il percorso di crescita e maturità del protagonista, che sarebbe potuto essere uno degli aspetti più interessanti della storia, viene proposto in maniera avventata e sviluppato male in un finale troppo celere.

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Certo, nel suo fluido scorrere il film non affatica e non appesantisce mai il pubblico, grazie alla capacità del regista di About a boy di rendere pacato anche un sentimentalismo struggente, ma questo non può bastare a rendere un’opera intrigante.

Non ci resta così che consolarci con la buona performance di Hart, al netto di tutto in un ruolo fuori dai suoi standard, oltre alla solida interpretazione di una star come Alfre Woodard o la buona prova di DeWanda Wise, ma soprattutto di Melody Hurd nei panni della piccola Maddy.

Un padre (Fatherhood) è su Netflix dal 18 giugno 2021.

Nato e cresciuto a Roma, sono il Deputy Editor e Vice Direttore di Stay Nerd, di cui faccio parte quasi dalla sua fondazione. Sono giornalista pubblicista dal 2009 e mi sono laureato in Lettere moderne nel 2011, resistendo alla tentazione di fare come Brad Pitt e abbandonare tutto a pochi esami dalla fine, per andare a fare l'uomo-sandwich a Los Angeles. È anche il motivo per cui non ho avuto la sua stessa carriera. Ho iniziato a fare della passione per la scrittura una professione già dai tempi dell'Università, passando da riviste online, a lavorare per redazioni ministeriali, fino a qui: Stay Nerd. Da poco tempo mi occupo anche della comunicazione di un Dipartimento ASL. Oltre al cinema e a Scarlett Johansson, amo il calcio, l'Inghilterra, la musica britpop, Christopher Nolan, la malinconia dei film coreani (ma pure la malinconia e basta), Francesco Totti, i navigli di Milano (vabbè, so' un romano atipico), la pizza e la carbonara. I miei film preferiti sono: C'era una volta in America, La dolce vita, Inception, Dunkirk, The Prestige, Time di Kim Ki-Duk, Fight Club, Papillon (quello vero), Arancia Meccanica, Coffee and cigarettes, e adesso smetto sennò non mi fermo più. Nel tempo libero sono il sosia ufficiale di Ryan Gosling, grazie ad una somiglianza che continuano inspiegabilmente a vedere tutti tranne mia madre e le mie ex ragazze. Per fortuna la mia attuale sì, ma credo soltanto perché voglia assecondare la mia pazzia.