Dopo tanta attesa è arrivata la versione rimasterizzata di Warcraft 3. Come si comporterà questo Reforged? Scopriamolo insieme. 

Con la voce fuoricampo di Medivh nel trailer del 2002, Blizzard annunciava il lancio di Warcraft 3: Reign of Chaos. Il capitolo, seguito a ruota dal sequel Warcraft 3: Frozen Throne nel 2003, si può definire una pietra miliare del mondo degli RTS. Pietra miliare che ha gettato le basi per il celeberrimo e successivo World of Warcraft, MMORPG che dal 2004 ad oggi ha segnato il genere con ben sette espansioni ed un picco massimo di iscritti ai server ufficiali di 12 milioni di utenti.

Quando si parla di Warcraft quindi, non si parla di un gioco ripescato dalla polverosa libreria dei ricordi a cui si vuole dare un nuovo slancio, ma un gioco che, sotto la forma del MMORPG prima, e del gioco di carte poi, ha continuato ad esistere. Arthas, Jaina, Sylvanas, Azeroth etc sono tutti nomi che i giocatori di Warcraft, anche i più giovani, conoscono assai bene.

Qui l’atmosfera è totalmente diversa dai vari remake o remaster che si sono visti negli ultimi tempi, perché parliamo di un gioco, ma soprattutto di un universo narrativo, vivo e vegeto che continua ad  avere diversi milioni di giocatori in tutto il mondo.

In questo periodo, che si potrebbe quasi iniziare a definire una primavera degli RTS, Blizzard già aveva presentato una versione rimasterizzata del primo Starcraft, anch’esso titolo imprescindibile per gli amanti degli strategici.

Un tentativo tutto sommato ben riuscito, senza infamia e senza lode, e senza grandi pretese, che ha riportato alla luce un grande classico e fatto reinnamorare alcuni vecchi affezionati ancora una volta. Ma stavolta per Warcraft le cose sono andate un pochino diversamente.

Al tempo l’RTS segnò il punto di arrivo della trilogia iniziata nel 1994, non solo dal punto di vista della trama molto fitta di eventi e sconvolgimenti, ma anche da quello della giocabilità e dell’evoluzione grafica che ha accompagnato la serie per tutto il tempo. Con un titolo così importante Blizzard ha voluto osare e fare le cose un po’ più in grande, avendo a disposizione un titolo molto più conosciuto, forse tra i più conosciuti al mondo, ma soprattutto con una trama ancora attiva e in divenire.

warcraft 3 reforged

Già dal BlizzCon del 2018 si è iniziato a parlare seriamente di Warcraft 3: Reforged come un gioco che sarebbe potuto uscire intorno al 2019. Da subito si è parlato di migliorie grafiche, aggiunte ed eventuali altri arricchimenti del vecchio titolo, che questa volta avrebbe incluso in un unico prodotto entrambe le espansioni: Reign of Chaos e Frozen Throne.

Sicuramente la voglia e la volontà di riforgiare un grande classico in forma molto più epica di certo non è mancata da parte della Blizzard e il pubblico è andato in visibilio: vecchi giocatori nostalgici che non vedevano l’ora di riprendere il gioco che li aveva fatti appassionare e nuovi giocatori che aspettavano con l’acquolina in bocca un titolo che li avrebbe catapultati agli albori della trama del gioco a cui si sono affezionati solo di recente.

Ma qui purtroppo arrivano le prime note dolenti: erano stati promessi molti contenuti extra che avrebbero dovuto arricchire il gioco del 2002, ma purtroppo a livello di aggiunte o migliorie i risultati non sono stati all’altezza delle aspettative.

Tutte le cinematiche sono rimaste identiche a quelle vecchie, nonostante fossero state promesse quattro ore di filmati nuovi di zecca, solo state ridoppiate da nuove voci, per lo più per un’esigenza onomastica in quanto dal 2012 tutti i nomi, toponimi etc sono stati tradotti in italiano. Per cui sarebbe stato molto strano sentire Arthas nominare la sua spada Gelidanima durante le missioni, per poi sentirla con il nome di Frostmourne nei filmati.

Per gli intermezzi invece non è stato aggiunto molto di rilevante: qualche piccola eccezione riguarda la prima campagna di Arthas come paladino di Lordaeron, dove i vecchi giocatori più attenti potranno accorgersi che molti degli intermezzi sono differenti, ma stiamo parlando di interventi tutto sommato minimi rispetto alle promesse.

Una piccola nota positiva invece per la campagna del Flagello va data: nella missione finale dell’assedio a Quel’Thalas dove bisogna far risorgere Kel’Thuzad, il Pozzo Solare degli elfi è stato migliorato di molto rispetto alla versione originale (dove era rappresentato con nient’altro che degli effetti luminescenti su di un modello grafico di una semplice fontana cittadina), qui invece il Pozzo, ma anche tutta la città e la missione assumono un ruolo molto più sontuoso e assolutamente a livello delle promesse fatte.

Andando invece sul pratico, per quanto riguarda le dinamiche di gioco anche qui non si può parlare di un vero e proprio successo. La prima criticità che salta agli occhi riguarda la gestione delle unità: a distanza di quasi vent’anni infatti non è cambiato minimamente il tipo di interfaccia della selezione, frustrando i giocatori con un limite di sole dodici unità selezionabili per volta, e oltre a questo non sono stati rivisti nemmeno i movimenti delle stesse, rendendo tutta la loro gestione estremamente legnosa e faticosa.

warcraft 3 reforged

Nemmeno per quanto riguarda la gestione dei lavoratori e della raccolta di risorse sono state fatte migliorie o cambiamenti di sorta, obbligando i giocatori a dover gestire tutto manualmente, senza nessun tipo di piccolo intervento di interfaccia che possa aiutare in tal senso. Idem anche per quanto riguarda l’intelligenza artificiale, che è rimasta sostanzialmente immutata, lavoro che invece con giochi vecchi rimasterizzati è stato fatto, basti pensare a Crash Team Racing o Age of Empires 2 Definitive Edition dove l’IA ha subito un miglioramento.

Alla luce di tutto ciò viene spontaneo farsi una domanda su Warcraft 3: Reforged: è un buon prodotto? Cosa ha da offrire a livello di esperienza di gioco in più rispetto la versione vecchia?

Per chi non ha mai giocato a Warcraft 3 sicuramente questo gioco costituisce un prodotto interessante, e per chiunque voglia approfondire la lore del franchise Warcraft: 3 Reforged costituisce un gioco sicuramente accattivante.

Certamente un giocatore che si approccia a questo gioco per la prima volta potrà godere appieno dell’esperienza di un RTS vecchio stile, avendo a disposizione le migliorie grafiche di un gioco di recente uscita, ma dal sapore un po’ vintage. Purtroppo però lo stesso giocatore potrebbe sentirsi un po’ frustrato nell’affrontare delle dinamiche di gioco che sono rimaste ferme di fatto al 2002. L’esempio più eclatante è la già menzionata gestione delle unità, che si muovono ancora come fossero animate da un motore grafico di quasi vent’anni fa.

Chi invece conosce l’originale, per quanto possa rimanere deluso nel vedere come queste già citate dinamiche non abbiano fatto passi avanti, è comunque abituato a questo tipo di esperienza, tutto il curriculum videoludico dei gamer che sono nati tra gli ultimi anni ’80 e i primi anni ’90 si basa infatti su un fattore chiave: fare i conti con i limiti grafici e tecnici del tempo.

warcraft 3 reforged

I vecchi giocatori andranno un po’ oltre queste magagne tecniche e si soffermeranno più sul fatto che molte aggiunte promesse, a partire dagli intermezzi e le scene tagliate, non sono state fatte, lasciando questo prodotto di fatto in un limbo tra il vecchio e il nuovo. Un legittima domanda che un “vecchio” giocatore potrebbe porsi è la seguente: perché dovrei comprare Warcraft 3 Reforged invece di reinstallare il vecchio gioco dal disco? Il dubbio è legittimo, e ad oggi è Blizzard stessa a fornire la risposta a questa domanda con le dichiarazioni pubbliche di scuse.

É palese che Blizzard non abbia voluto esporsi più di tanto nel riproporre questo grande classico, ponendosi a metà tra il rimanere fedele all’opera originale e dare nel contempo una svecchiata sostanziale all’anima del gioco. Purtroppo non sapendo che direzione prendere non ne ha presa nessuna: riuscendo a scontentare sia vecchi giocatori sia i nuovi; i primi rimarranno delusi nel vedere un prodotto che non aggiunge chissà quali innovazioni in grado di dare un sapore tutto nuovo al gioco, mentre i secondi si troveranno tra le mani un prodotto che purtroppo accusa gli anni che ha.

Articolo a cura di Valerio Tinalli
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