The Gold Rush

Quello che il sottoscritto prova per Wipeout è un amore viscerale, profondo. Un amore che è stato negli anni martoriato e, infine, quasi del tutto ucciso dalla chiusura del mai troppo lodato Studio Liverpool, compagine inglese dello sviluppo made in Sony che aveva dato natali e successo alla serie. Un colpo duro per chi, come me, sperava che il racing game a tema navette e aerofreni potesse, prima o poi, arrivare su PlayStation 4. L’attesa è stata lunga e, per dovere di cronaca, non possiamo effettivamente dire che Wipeout sia arrivato su PS4, come non possiamo neanche smentire la cosa. Questo dualismo “schrodingeriano” è dovuto a un semplice fattore: Wipeout Omega Collection non è un nuovo episodio della serie, ma è una summa, una sorta di enciclopedia, che raccoglie in sé praticamente tutta la storia del marchio attraverso 3 titoli fondamentali: Wipeout HD, Fury e 2048. Una collection che contiene dunque al suo interno edizioni tecnicamente aggiornate di episodi già usciti e, nel caso specifico di Wipeout HD, persino un’altra collection, essendo già questo capitolo una summa, a sua volta, di Pure e Pulse, straordinari capitoli usciti su PSP.

Eppure limitarsi e dire che sia finita qui, che Omega Collection sia l’ennesima remastered, sarebbe troppo riduttivo. Non solo perché il gioco viene venduto ad un titolo che per rapporto qualità/prezzo non ha eguali, ma anche per lo straordinario ed invidiabile lavoro effettuato sul gioco da Clever Beans, il team che si è occupato, per conto di Sony, di riconsegnarci questo atto d’amore verso la serie. Tutto è stato rinnovato, quasi riassemblato. Il lavoro fatto dagli sviluppatori, specie per i titoli più vecchi, ha un che di superlativo.

L’eclettismo, la velocità, e la futuristica bellezza di Wipeout, in ognuna delle sue tre incarnazioni, è riportata su PS4 con invidiabile perizia, complici un lavoro di ricostruzione da zero delle texture delle navi ed una poderosa aggiunta di poligoni a praticamente ogni aspetto del gioco. Omega Collection ha così l’enorme pregio di essere una sorta di vero e proprio remake, condensando oltre 15 anni di storia su di un solo disco che, come detto, offre tra l’altro un compendio di attività da capogiro: 26 tracciati, 46 vetture, 9 modalità di gioco. Il tutto diviso ovviamente nei tre giochi secondo quello che era il canone della loro uscita.

Wipeout HD è il titolo più squisitamente arcade e dinamico, adatto a partite mordi e fuggi nella misura in cui discende, come avrete capito, da due titoli portatili. Pure e Pulse, del resto, sono i capitoli per certi versi più asciutti e sintetici, praticamente a servizio della sola velocità, portata qui all’estremo. HD propone insomma l’arcade asciutto e minimalista, in cui la ricerca della velocità massima diventa ambizione irrefrenabile del giocatore, alla costante ricerca del conseguimento dell’estasi: il giro perfetto. Fury, che proprio di HD era un’espansione (ma una volta tanto il termine gli sta decisamente stretto) aggiunge ulteriore carisma ad una formula, di per sé, già galvanizzante, accostando alle basi del gameplay delle caratteristiche più spiccatamente aggressive in cui non è tanto importante arrivare primi, quanto infliggere il maggior numero di danni ai nemici, in quelle che restano comunque varianti e variazioni di una formula fortemente improntata al racing. Le gare diventano mattanze. L’accelerazione, cuore fondamentale dell’esperienza, si lascia così accompagnare da una “furiosa” violenza, tra plasma e missili, occasionalmente anche in specifici eventi a Zone in cui oltre alla velocità massima occorre schivare insidiosi ostacoli.

2048, infine, oggi come allora resta il titolo più squisitamente sperimentale e appagante, complice una modalità carriera dal bilanciamento eccellente che tuttora non sembra aver archiviato i suoi pregi. Il single player di 2048 va ad esplorare le origini delle corse mozzafiato raccontate dalla serie, in una storyline che, coprendo un arco di tre anni, ci vedrà correre dapprima sull’asfalto, poi sui vorticanti percorsi da capogiro tipici di quelle atmosfere stile “Neo-Tokyo” tanto care ai fan. 2048, forse l’apice dell’intera carriera del brand, mette da parte l’arcade per offrire al giocatore un’esperienza veloce, viscerale, non più scandita dai punti ma da una lore silenziosa e spettacolare. Le megalopoli sono ancora lontane nel tempo, e le corse Zero-G sfrecciano su strade ancora invase dalla segnaletica orizzontale, in un mix immaginifico che ha un sapore appagante e autenticamente retro-futurista.

Sotto la scocca

Dal punto di vista tecnico Wipeout Omega Collection si dimostra potente e sconquassante come il suo stesso gameplay. Il titolo viaggia veloce e granitico a 60 frame al secondo, poco importa lo vogliate giocare o meno in 4K. Lo spettacolo offerto da Clever Beans è estatico. Tutto scorre velocissimo, a malapena intaccato da un effetto blur doveroso e mai invasivo. L’HUD contorna lo schermo con impareggiabile pulizia, e nulla è in grado di intaccare l’incredibile sensazione di velocità che vi conquisterà praticamente dal primo tracciato. La bontà del restauro è tale che si fa davvero difficoltà a pensare che il titolo più vecchio contenuto nella collection è di oltre quindici anni fa (2005). Dai poligoni alle texture, passando per una qualità eccellente dei particellari. Omega Collection è più di un restauro, è quasi vicino ad un lavoro fatto da zero come è stato, giusto per offrirvi un esempio, per il recente Ratchet & Clank.

La maestria è davvero impagabile, ed è impreziosita dalla colonna sonora originale, anche questa tirata in gran lustro per sposarsi perfettamente con i più recenti sistemi di diffusione surround. Dalla modellazione all’audio, Omega Collection non mostra, insomma, il fianco ad alcuna incertezza. Certo, i più cinici lamenteranno la sostanziale assenza di novità, e forse non senza ragione. Così come sono i titoli proposti sono praticamente identici, se non per impianto tecnico, alle loro controparti originali. In tal senso alcune modalità soffrono ad esempio delle loro originali pecche, specie quelle di Fury, forse il capitolo meno digeribile per il giocatore più purista della velocità.

Verdetto 

A chi si rivolge Wipeout Omega Collection? Magari qualcuno penserà che si tratta di una mossa per presentare il brand ai giocatori di primo pelo, troppo giovani per ricordare le origini del marchio PlayStation. Forse è così. Ma dal nostro punto di vista questo non è il gioco per loro. Omega Collection è un titolo fatto ad uso e consumo dei fan. Di quanti sono cresciuti tenendo tra le mani il leggerissimo pad della prima PlayStation, ai tempi in cui non aveva alcun senso specificare che la console fosse la prima di una lunga serie. È a quei giocatori che si rivolge questo titolo, attraverso non una raccolta, non un compendio, ma un profondo e accorato atto d’amore verso un franchise che ha fatto la storia del marchio Sony PlayStation e che ha riscritto le regole del racing game arcade. Difficile dire se questo sia solo l’antipasto per un più solido e rinnovato ritorno di Wipeout sulle nostre console, intanto godiamoci questo viaggio. Così nitido nella nostra memoria quanto sui nostri schermi grazie alla magia del 4K.

Wipeout Omega Collection - Recensione
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