Dopo un’esauriente disamina su tutti i particolari che forse non avevate notato nel precedente trailer, eccovi una nuova lista con 9 dettagli emersi dall’ultimo recentissimo trailer finale di Captain America: Civil War.

Hydrobase.

La Hydrobase, o Avengers Island, costruita in origine dal supercattivo ecologista Dr. Herman Frayne, è stata per un breve periodo il quartier generale degli Avengers, dopo la distruzione della loro base newyorkese. Nel film potrebbe avere lo stesso utilizzo, o magari sostituire il carcere 42, situato nella Zona Negativa.

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Un sacco di antagonisti.

Chi ha letto il fumetto sa per certo che il vero conflitto della Civil War ha luogo tra Steve Rogers e Tony Stark, ma qui, nello Cinematic Universe, chi più ne ha più ne metta e quindi ecco comparire nel trailer anche Crossbones, il più fedele discepolo del Teschio Rosso, che potrebbe contribuire nella prima parte del film all’accendere il dibattito sulla pericolosità dei supereroi. Inoltre, anche se ancora non si è visto, non ci dimentichiamo che il vero villain di questo film è un altro: il Barone Zemo, interpretato da Daniel Bruhl.

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Visione e Scarlet, un amore mai nato.

Nell’universo fumettistico canonico, Wanda Maximoff e l’androide Visione sono stati sposati per lungo tempo, e anche in Age of Ultron sembravano esserci solide basi per una love story tra i due. In questo trailer, però, li vediamo scontrarsi violentemente. Visti poi gli schieramenti del fumetto, poi, viene da chiedersi se Visione resterà fedele alla linea per tutto il film.

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Qui ci scappa il morto e la colpa è sempre del maggiordomo.

Nel trailer vediamo James Rhodes inerme e sanguinante a terra. Potrebbe essere lui il primo caduto della Civil War? Il raggio che lo colpisce in volo sembra di quelli che abbiamo visto sparare solo da due personaggio: Iron Man e Visione.

Che War Machine sia colpito dal fuoco amico?

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Qualcuno tradirà.

E quel qualcuno potrebbe essere Black Widow, o anche no.

Certo è che il suo essere una spia, quel dialogo con Tony e il feeling da sempre dimostrato con Steve, per ora la rendono l’indiziata numero uno.

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Arriva il Bimbo-Ragno.

O Underoos, in inglese. Il modo in cui Iron Man chiama Spidey, fa pensare che lo abbia tenuto in serbo come asso nella manica nella lotta contro Steve.

Il fatto, poi, che appena comparso riesca a disarmare il Super Soldato, non lascia presagire niente di buono per il team Cap.

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Same old Spidey.

Costume vecchio, attore nuovo. Se questo trailer non è di nessun aiuto per valutare le doti recitative di Tom Holland, possiamo però parlare a lungo del nuovo outfit dell’Uomo Ragno.

Una tutina classica, così classica che ricorda il costume ideato nel 1966 da John Romita Sr., senza linee plasticose in rilievo e di un rosso più acceso rispetto a quelli indossati da Maguire e Garfield. Anche il logo sulla schiena (che si vede, se siete molto bravi a stoppare il video al momento giusto), è più piccolo del solito e ricorda la Silver Age del fumetto Marvel. Gli spara ragnatele sono gli stessi già visti su Andrew Garfield, aderenti allo Spider-man di terra 616, mentre per le lenti oculari, evidente omaggio alle macchine fotografiche usate dal giornalista Parker, il design sembra ispirato a quello del co-creatore del supereroe, Steve Ditko.

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Una finezza per gli anglofili.

Nel trailer americano, un sanguinante Captain America in posizione di guardia sbeffeggia il suo avversario, Stark, con la frase “I Could Do This All Day”. Stessa frase che un mingherlino e sopraffatto Rogers rivolge ai bulli che lo stanno pestando nel suo primo film, pochi secondi prima che Bucky irrompa sulla scena.

Un esempio di citazionismo perso nella versione italiana, che passa dal “ho tutto il giorno libero” di Captain America: The First Avengers al “io non sono stanco” di questo trailer.

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Toscana emigrata a Torino, impara l'uso della locuzione "solo più" e si diploma in storytelling, realizzando il suo antico sogno di diventare una freelancer come il pifferaio di Hamelin. Collabora con case editrici, riviste online e enti pubblici, scrive post polemici su Facebook, abbandona la carriera di bookfluencer perché non riesce a fotografare i libri senza prima averli letti. Si trova a suo agio ovunque ci sia qualcosa da leggere o da scrivere, o un cane da accarezzare. Amante dei dinosauri, divoratrice di mondi immaginari, resta in attesa dello sbarco su Marte, anche se ha paura di volare. Al momento vive a Parma, dove si lamenta del prosciutto troppo dolce e del pane troppo salato.