Condividono l’ambientazione, ma davvero Assassin’s Creed e God of War sono così simili? Ne parlano gli autori dei due giochi.

L’annuncio di Assassin’s Creed Valhalla ha stuzzicato i fan della serie, ma ha anche generato un po’ di discussioni su Internet per via della sua ambientazione: il gioco infatti racconterà eventi avvenuti nel IX secolo, all’epoca dell’invasione norrena dell’Inghilterra, e proprio per questo motivo e per il tipo di mitologia trattata, in molti hanno subito pensato a God of War, che sembra piuttosto affine al nuovo capitolo della saga Ubisoft.

Ma sarà davvero così? Ne hanno parlato gli autori. Da parte di Ubisoft ecco le dichiarazioni di Darby McDevitt, narrative director di Assassin’s Creed Valhalla:

“God of War è fantastico, l’ho giocato. Non direi che siamo preoccupati perché la maggior parte dei giochi, quando toccano questo argomento, virano sempre verso la mitologia. Per cui diventa una delle caratteristiche principali: giochi a God of War per prendere Baldur a pugni in faccia, incontrare questi personaggi mitologici e vedere ambientazioni fantastiche.

Pochissimi giochi invece trattano l’esperienza Vichinga dal punto di vista storica. Credo che tutti pensino prima al lato mitologico, ma noi vogliamo davvero farti sentire come se vivessi nell’epoca buia dell’Inghilterra, che esplori le rovine dei Romani lasciate 4-500 anni prima dall’Impero, e i resti delle tribù della Britannia prima di allora, e perfino i pagani Sassoni prima che tutti si convertissero al cristianesimo”.

assassin's creed god of war

Insomma, un approccio più storico che mitologico quello di Ubisoft.

È arrivata poi anche la risposta di Cory Barlog, director proprio di God of War, del 2018:

“Nessuno dovrebbe preoccuparsi. I miti esistono da molto tempo e continueranno a farlo attraverso le età, dando a innumerevoli creativi un pozzo ben profondo da cui attingere, ammesso che intendano sacrificare un occhio per la conoscenza”.

Che ne pensate delle loro parole?

(Fonte: Game Spot)

 

Diplomato al liceo classico e all'istituto alberghiero, giusto per non farsi mancare niente, Gabriele gioca ai videogiochi da quando Pac-Man era ancora single, e inizia a scriverne poco dopo. Si muove perfettamente a suo agio, nonostante l'imponente mole, anche in campi come serie TV, cinema, libri e musica, e collabora con importanti siti del settore. Mangia schifezze che lo fanno ingrassare, odia il caldo, ama girare per centri commerciali, secondo alcuni è in realtà il mostro di Stranger Things. Lui non conferma né smentisce. Ha un'inspiegabile simpatia per la Sampdoria.

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