Alla scoperta degli autori delle storie originali su cui si basano gli episodi della nuova serie animata Netflix Love Death + Dreams

Love Death + Robots è piaciuta un po’ a tutti. La formula della serie antologica sta tornando in auge, da Black Mirror a Electric Dreams fino all’imminente ritorno di Twilight Zone. In questo caso il successo è sicuramente dovuto anche alla presenza dei diversi stili di animazione e di storie brevi e fulminanti, spesso con plot twist finale, che si compiono nello spazio di una decina di minuti, per lasciare poi spazio alla successiva, che può essere completamente diversa in termini di temi, registro, tempi narrativi, impianto visivo.

Ma da dove vengono le storie che sono state incluse in questi diciotto episodi? In realtà molti sono adattamenti di racconti di scrittori piuttosto affermati a livello internazionale nella narrativa di genere. Per chi avesse la curiosità di saperne di più, ecco una panoramica degli autori che stanno dietro a Love Death + Robots, e quali sono le loro opere più famose e reperibili in italiano.

love death robots autoriJoe Lansdale (autore di La discarica, La notte dei pesci)

Cominciamo dal più facile. Joe Lansdale è un autore statunitense attivo fin dalla metà degli anni Ottanta. Scrive un po’ di tutto, dal noir alla fantascienza, dal thriller al weird, dal pulp all’horror. Tra le decine di romanzi e le centinaia di racconti, le sue opere più famose sono la serie di Hap e Leonard, romanzi pulp/noir con protagonista una coppia di avventurieri dal cazzotto facile che si muovono nell’America rurale di redneck e mafie locali. Il ciclo conta a oggi dodici romanzi, tra i quali i più apprezzati sono i primi, Una stagione selvaggia, Mucho Mojo e Bad Chili. Dai libri è stata tratta anche una serie tv distribuita su Amazon Prime, intitolata appunto Hap e Leonard, arrivata nel 2018 alla terza stagione e poi cancellata. Sul versante horror/weird, Lansdale ha scritto innumerevoli racconti, e due esempi sono proprio quelli visti in Love Death + Robots, oltre alla serie del Drive-in, in cui mostruosità di ogni genere (cannibali, mutanti, dinosauri), curiosamente simili a quelli che ricorrono nei B-movie anni 80, si concentrano in una cittadina texana. Altra serie di successo è quella weird western con elementi steampunk che inizia con Fuoco nella polvere, che vede tra i personaggi principali Buffallo Bill (o almeno la sua testa mantenuta in vita in un corpo meccanico a vapore), Toro Seduto, il Barone Rosso, Jules Verne, Dracula, il mostro di Frankenstein e tanti altri. La buona notizia è che in Italia si riesce a trovare la maggior parte della produzione di Lansdale, spartita tra Einaudi e Fanucci; la cattiva notizia è che ha scritto davvero tanto e recuperare tutto è una grossa impresa, che però merita lo sforzo. Per i più appassionati, a Firenze esiste anche la libreria Mucho Mojo, punto di riferimento per il suo fan club, che è stata inaugurata in presenza dall’autore stesso.

John Scalzi (autore di Tre robot, Il dominio dello yogurt, Alternative storiche)

Altro autore americano, John Scalzi scrive fantascienza e ha ricevuto numerosi premi nella sua carriera. I suoi romanzi più famosi sono quelli della serie Old Man’s War, fantascienza militare che si inserisce nel solco di classici come Fanteria dello spazio di Robert Heinlein e Guerra eterna di Joe Haldeman. La serie conta una decina di libri, ma in Italia sono stati tradotti solo i primi due, Morire per vivere e Le brigate fantasma. Come si vede anche dagli episodi in Love Death + Robots, Scalzi scrive spesso storie dai toni leggeri, cariche di umorismo e satira. A questo filone appartiene anche Uomini in rosso, romanzo vincitore nel 2013 del Premio Hugo, una space opera parodistica sul tema delle redshirts di Star Trek, ovvero quei personaggi secondari dell’equipaggio destinati a essere sacrificati nelle missioni più pericolose. Sempre al genere space opera, ma stavolta più seriosa, appartiene la serie dell’Interdipendenza, i cui primi due libri Il collasso dell’impero e Lo stallo dell’impero sono stati portati in Italia da Fanucci.love death robots autori

Alastair Reynolds (autore di Oltre lo squarcio di Aquila, Zima Blue)

Alastair Reynolds è un autore della cosiddetta new space opera, una corrente di autori principalmente britannici (tra cui si possono inquadrare ad esempio Peter F. Hamilton, Iain M. Banks, Stephen Baxter, Vernor Vinge) che a partire dalla fine degli anni 90 hanno ripreso la classica “avventura nello spazio” dell’età dell’oro della fantascienza per aggiornarla con tematiche nuove e nozioni scientifiche recenti. Le sue opere più famose appartengono al ciclo della Rivelazione, iniziato nel 2000 appunto con il romanzo Rivelazione e proseguito negli anni successivi con La città del cratere, Redemption Ark, Absolution Gap, Il prefetto. Si tratta di un’epica spaziale che si espande per tutta la Galassia e migliaia di anni, sullo sfondo di un conflitto molto più ampio che cerca di prevenire la catastrofe che deriverà dalla collisione tra la Via Lattea e la Galassia di Andromeda. La serie comprende protagonisti umani e alieni, decine di mondi e sistemi solari, salti temporali e tecnologie di ogni tipo, salvo il viaggio a velocità ultraluce, reputato dall’autore non realizzabile. Le due storie adattate in Love Death + Robots in effetti non fanno parte di questa serie, ma sono racconti autonomi comparsi in altre raccolte. In italiano i suoi romanzi sono stati pubblicato per lo più nei volumi da edicola di Urania, e in parte minore da Fanucci e Delos.

Peter F. Hamilton (autore di Il vantaggio di Sonnie)

Come accennato sopra, Peter F. Hamilton è un altro autore ascrivibile alla new space opera inglese. Anche lui si dedica principalmente a descrivere scenari complessi che abbracciano l’intera Galassia colonizzata, nello spazio di millenni di storia. Le sue saghe più importanti sono quelle della Confederazione (o Alba della notte) e del Commonwealth, a loro volta suddivise in cicli composti da due-tre romanzi ciascuno, che si focalizzano su un determinato periodo storico, che si integra nella storia dell’intera saga grazie anche ad alcuni personaggi ricorrenti. Hamilton è noto anche per la mole ragguardevole dei suoi romanzi, tanto che nella collana Urania che ha pubblicato buona parte dei libri, molti sono stati suddivisi in due, tre, anche quattro parti. Proprio per questo forse non è facile rintracciare i suoi libri disponibili in italiano, a meno di non fare il giro delle bancarelle dell’usato: La crisi della realtà (in quattro parti), L’alchimista delle stelle (in quattro parti), Il dio nudo (in due parti), Il sogno del vuoto, Il tempo del vuoto, L’evoluzione del vuoto (in due parti).love death robots autori

Michael Swanwick (autore di L’era glaciale)

Michael Swanwick è un autore piuttosto atipico, che ama mischiare tra loro i generi. Lo si può definire uno scrittore di fantascienza, fantasy e weird, ma tracciare confini precisi è più problematico, come d’altra parte non è facile inquadrare la storia adattata in Love Death + Robots. Uno dei suoi lavori più famosi sono i romanzi dei Draghi del Ferro e del Fuoco (La figlia del drago di ferro e I draghi di Babele): una storia steamfantasy, con protagonista una changeling, una ragazza rapita dalle fate e costretta a lavorare nelle fabbriche di draghi meccanici da guerra. Molto apprezzato anche il suo Ossa della terra, che tratta di viaggio nel tempo, dinosauri, e dimensioni storiche alternative in cui l’uomo si è estinto e il pianeta è dominato da creature aviane intelligenti. Più recente Gli dèi di Mosca, pubblicato in Italia nella collana Vaporteppa, che riprende il cane antropomorfo geneticamente modificato del racconto E il cane disse bau, che si trova coinvolto negli intrighi politici di una Russia postapocalittica.

Ken Liu (autore di Buona caccia)

Nato in Cina, Ken Liu si è stabilito negli USA a undici anni, e qui è diventato autore e traduttore. Ha scritto numerosissimi racconti e ricevuto decine di premi. Il suo contributo più importante però è stato forse quello di ambasciatore della fantascienza cinese nel mondo occidentale. Si deve infatti a lui la “scoperta” e traduzione di autori come Liu Cixin (che con Il problema dei tre corpi, portato in Italia da Fanucci, è stato il primo autore cinese a vincere il Premio Hugo), Chen Qiufan (intervistato da Stay Nerd durante il suo tour in Italia), Hao Jingfang, Xia Jia. La sua produzione si concentra soprattutto su storie brevi, che sono state poi raccolte in varie antologie. Come già si può vedere nell’episodio di Love Death + Robots, Liu ama intrecciare tradizione e futuro, suggestione e tecnologia, partendo da uno spunto fantascientifico per arrivare a trattare temi sociali o etici, alcuni di estrema attualità. Molti suoi lavori sono pervasi da un certo senso di nostalgia, non tanto per i bei tempi andati quanto per una dimensione umana e un senso di identità che forse la tecnologia porta a mettere da parte. In italiano i suoi racconti si trovano principalmente tradotti da Future Fiction, come avviene per la maggior parte degli autori cinesi contemporanei. Le raccolti più importanti sono Mono No Aware e la recente Le onde, ma si trovano anche altri racconti singoli presso altri editori come Il serraglio di carta (pubblicato su Robot 66) e L’azzeccagarbugli e il Re delle scimmie.love death robots autori

… e gli altri

Non tutti gli autori degli episodi di Love Death + Robots sono scrittori affermati a livello internazionale. Dolci tredici anni è basato su un racconto di Marko Kloos, autore di military science fiction con una manciata di romanzi all’attivo ma certo non di primo piano. Tra gli altri autori ce ne sono alcuni ancora poco conosciuti, come Steven Lewis e David W. Amendola, di cui si possono trovare racconti in lingua originale, mai tradotti in Italia. E infine ci sono anche un paio di episodi che sono stati scritti appositamente come storie animate.

In ogni caso, Love Death + Robots ha forse contribuito a riportare l’attenzione del grande pubblico verso la narrativa breve, troppo spesso considerata ingiustamente una forma inferiore rispetto al romanzo. La verità è che, come queste piccole ma intense storie dimostrano, la brevità può essere anche un punto di forza.

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