Ava: su Netflix il nuovo spy-action movie con Jessica Chastain, Colin Farrell e John Malkovich

Tra i film finiti vittime delle chiusure cinematografiche dovute alla pandemia c’è anche Ava, uno spy-action movie, con molta più azione che spionaggio, diretto da Tate Taylor e con Jessica Chastain protagonista.

Il film in realtà aveva già avuto una gestazione complicata a prescindere dal Covid-19, con Mattew Newton inizialmente scelto come regista ma rimpiazzato nel giro di un po’ di tempo – per via delle accuse di aggressione e violenza domestica – dal sovracitato Taylor, sebbene risulti comunque accreditato come sceneggiatore.

Le note problematiche delle uscite nelle sale hanno buttato quindi benzina sul fuoco a un progetto partito male, ed eccezion fatta per la distribuzione nei cinema statunitensi a settembre 2020, Ava è arrivato solo on demand in Regno Unito e Canada (già in precedenza, ad agosto) e in Italia il 15 gennaio 2021 grazie a Netflix.

Ava, come picchia

Ma dobbiamo davvero ringraziare la piattaforma della N rossa? Se, a proposito di rosse, considerassimo soltanto la performance di Jessica Chastain dovremmo dire indubbiamente sì, ma d’altronde su di lei i dubbi erano ben pochi.

Il girl power prende ormai sempre più piede e le quote rosa sono una presenza fissa degli action e degli spy movie, con protagoniste spesso interpretate da attrici di grande livello, alle prese con ruoli che fino a un po’ di tempo apparivano destinati soltanto a uomini, e per lo più sempre gli stessi.
Se l’Atomica Bionda di Charlize Theron aveva fatto in un certo senso da apripista, a puntellare peraltro un film a dir poco eccezionale come quello di Leitch, poco dopo anche Jennifer Lawrence si era fatta apprezzare con una grande interpretazione in Red Sparrow di Francis Lawrence (no, non è parente), nonostante il netto gap qualitativo tra i due spy movie, se messi a paragone.

Alla schiera delle wonder women, a cui tra l’altro vanno aggiunte – oltre a Gal Gadot e Brie Larson – anche altre protagoniste, come Matilda Lutz, si unisce ora pure Jessica Chastain, comunque non del tutto nuova a ruoli simili, considerando la sua Vuk in Dark Phoenix.

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Tra pregi e difetti

Ancor più del citato Red Sparrow, Ava non si può definire certo un film perfetto, ma ciò non toglie che non risulti godibile.
La trama è piuttosto standard: Ava è un’assassina professionista che un tempo ha avuto problemi di alcolismo e tossicodipendenza e, dopo esser sparita per circa otto anni dalla sua famiglia, cerca di riconciliarsi con essa, affrontando i pesanti strascichi lasciati dalla sua assenza, come il fatto che il suo ex fidanzato ora sia il compagno della sorella. Ma al di là delle beghe familiari, il vero problema di Ava adesso è nel campo lavorativo, dato che è diventata lei stessa un bersaglio dei suoi capi, i quali la vogliono eliminare.

Come detto, quindi, un plot non esattamente sconvolgente in cui tuttavia lo spettatore amante dell’action e dei combattimenti avrà pane per i suoi denti, anche grazie alla presenza sulla scena di attori come John Malkovic e Colin Farrell, oltre alla Chastain. Non capita certo tutti i giorni di vedere film di questo genere in cui ammirare interpreti di questo livello pestarsi di brutto e cercare di farsi fuori l’un l’altro, e questo è già un motivo per restare incollati allo schermo.

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Ci sono poi le dinamiche amorose ma soprattutto familiari che si rendono un po’ intriganti soprattutto grazie all’effetto sorpresa dettato dalla fuga e l’improvviso ritorno della protagonista. “Chi è davvero Ava?”, iniziano a chiedersi i parenti della donna, soprattutto quando vedono cosa sa fare e in chi si è trasformata.

Una risposta a questa domanda purtroppo, però, non siamo in grado di fornirla nemmeno noi, perché a livello di scrittura la pellicola non manca certo di difetti, e tra questi figura l’assoluto silenzio sulla compagnia per cui lavorano Ava & co. Chi sono? Per conto di chi operano? Quali sono i loro scopi? E soprattutto, quali sono i veri motivi per cui voglio far fuori Ava? La narrazione sembra proseguire con noncuranza e senza preoccuparsi di fornirci tutte le informazioni giuste per mettere a posto i pezzi di un puzzle che, nonostante non richieda chissà quale sforzi di comprensione, necessiterebbe almeno di un disegno di confronto.

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A rimettere in piedi la baracca ci pensano i sovracitati scontri fisici o d’arma da fuoco, avvalorati da un comparto tecnico che, come il cast artistico, è di grande livello e ci regala addirittura Zach Staenberg, il montatore di Matrix, particolarmente adatto per alcune sequenze e per di più un direttore della fotografia di tutto rispetto, come Stephen Goldblatt, che ci restituisce un lavoro apprezzabile.

Nel complesso quindi, tra pregi e difetti, Ava resta un film piacevole per i fan del genere, e anche in considerazione della scarsa qualità della concorrenza sulla piattaforma in tema di action o spy movie, gli sforzi fatti da Netflix per averlo in catalogo stanno già dando i suoi frutti.

Nato e cresciuto a Roma, sono il Vice Direttore di Stay Nerd, di cui faccio parte quasi dalla sua fondazione. Sono giornalista pubblicista dal 2009 e mi sono laureato in Lettere moderne nel 2011, resistendo alla tentazione di fare come Brad Pitt e abbandonare tutto a pochi esami dalla fine, per andare a fare l'uomo-sandwich a Los Angeles. È anche il motivo per cui non ho avuto la sua stessa carriera. Ho iniziato a fare della passione per la scrittura una professione già dai tempi dell'Università, passando da riviste online, a lavorare per redazioni ministeriali, fino a qui: Stay Nerd. Da poco tempo mi occupo anche della comunicazione di un Dipartimento ASL. Oltre al cinema e a Scarlett Johansson, amo il calcio, l'Inghilterra, la musica britpop, Christopher Nolan, la malinconia dei film coreani (ma pure la malinconia e basta), i Castelli Romani, Francesco Totti, la pizza e soprattutto la carbonara. I miei film preferiti sono: C'era una volta in America, La dolce vita, Inception, Dunkirk, The Prestige, Time di Kim Ki-Duk, Fight Club, Papillon (quello vero), Arancia Meccanica, Coffee and cigarettes, e adesso smetto sennò non mi fermo più. Nel tempo libero sono il sosia ufficiale di Ryan Gosling, grazie ad una somiglianza che continuano inspiegabilmente a vedere tutti tranne mia madre e le mie ex ragazze. Per fortuna mia moglie sì, ma credo soltanto perché voglia assecondare la mia pazzia.