Chi è Black Widow? Storia di una spia divenuta eroina

Un assunto, quando si parla dei personaggi dei fumetti, è sempre quello di contestualizzarne la creazione: l’hybris americana nella Golden Age ha creato Superman; l’orgoglio nazionale durante la guerra Captain America; la controcultura hyppie Doctor Strange. Ma, se guardiamo alla Guerra Fredda, sono molti gli eroi nati pensando a quel periodo di paura, di possibile annientamento, di terrore rosso. Nati per la maggiore come antagonisti, gli eroi russi negli anni hanno subito la trasformazione dei tempi, la caduta del Muro e la sconfitta delle ideologie sovietiche. Tra questi qualcuno ha però compiuto un percorso differente: è questo il caso di Black Widow, la Vedova Nera.

Ormai associata alla splendida Scarlett Johansson, Natasha Romanoff rappresenta la parabola del comunismo nei fumetti. Un tempo mostro da abbattere, in grado anche di sedurre alcune persone con i suoi ideali originali e più puri, nel tempo ha cambiato il suo schieramento e deciso di portare la sua battaglia su un campo diverso. Un salto della barricata, avvenuto con l’eleganza di una ballerina del Teatro Bol’šoj. O forse con un pizzico di ingenuità.

Perciò, mentre assistiamo all’ennesimo ritardo del film che vedrà Natasha protagonista, proviamo a ripercorrere la sua storia. Vediamo come una spia al servizio dell’URSS sia divenuta un’eroina al servizio prima dello S.H.I.E.L.D. e poi dei Vendicatori. Una storia che inizia quando la Vedova Nera non era ancora Natasha. E quando, in effetti, non era neppure così nera…

black Widow trailer

Storia editoriale: il Rosso e il Nero (più o meno)

Una tendenza della Silver Age del fumetto fu quella di utilizzare spesso alcuni vecchi personaggi dell’età precedente, dare loro nuovi costumi e identità e sottoporli a una sorta di reboot. Fu il Flash di Carmine Infantino a iniziare questa tendenza, che tuttavia ebbe maggiore utilizzo nella DC Comics.

La Marvel, appena rinominata dopo le parentesi come Timely e Atlas Comics, scelse una strada diversa. Nella maggior parte dei casi l’idea fu quella di realizzare dei personaggi nuovi. Gli anni Sessanta furono il periodo di maggiore fervore creativo per la Casa delle Idee. Nacquero i Fantastici Quattro, Spidey, Thor, Iron Man, Doctor Strange e molti altri. Ma ci furono anche un paio di casi in cui si decise di recuperare dei vecchi personaggi. Il caso più eclatante fu certo quello di Captain America, a cui poi si aggiunse Namor.

Più in sordina si trova invece il caso di Black Widow, la prima Vedova Nera dei fumetti Marvel. Nell’Agosto del 1940 George KapitanHarry Sahle crearono il personaggio della medium Claire Voyant, una donna che aveva stretto un patto col Diavolo, accettando di cacciare per lui delle persone malvagie per consegnargli le loro anime. Una storia più degna di Spawn o di Ghost Rider, ma che ha poco da spartire con Natasha. Banalmente la Marvel deve aver pensato che il nome, già sotto copyright, fosse adatto.

Black Widow

La prima comparsa di Natasha Romanoff avvenne nell‘Aprile del 1964, sulla pagine di Tales of Suspense #52. La spia apparve accanto a Dinamo Cremisi per combattere contro Iron Man. Al suo debutto si presentò con un costume decisamente diverso da quello “classico” divenuto ormai iconico. Una pelliccia, tacchi a spillo, cappellino e abito da sera… viola! Ma, soprattutto, i capelli erano neri, ben distanti dalla chioma rossa divenuta simbolo del personaggio.

Successivamente il personaggio di Natasha affiancò quello di Occhio di Falco, mostrandosi con il suo primo vero costume, su delle tinte nere e turchesi, con una maschera domino a coprirle il volto. Ci vorrà del tempo per vederla con il suo classico outfit. Sarà solo in The Amazing Spider-Man #86, nell’estate del 1970, che vedremo per la prima volta la Vedova Nera indossare il costume e l’attrezzatura con cui è divenuta famosa. Fatto abbastanza inusuale per un cambio di costume, assistiamo anche al momento in cui Natasha assembla la sua nuova attrezzatura, pur presentandosi già con la sua caratteristica capigliatura rossa.

Nel frattempo la Vedova ha già abbandonato l’URSS per schierarsi per la prima volta dalla parte degli Stati Uniti. Sono gli anni dell’escalation in Vietnam, il periodo in cui l‘Orologio dell’Apocalisse torna ad avvicinarsi alla mezzanotte dopo anni di distensione. Non sorprende nessuno che proprio questo sia il periodo della defezione di Natasha.

Pochi anni dopo il suo abbandono dell’Unione Sovietica alla Vedova viene affidata per la prima volta una propria miniserie in Amazing Adventures #1–8, nell’Agosto del 1970. Un’esperienza breve e chiusa per lo scarso numero di vendite, ma che segnò comunque il passaggio ufficiale della Romanoff da antagonista ad antieroina della Casa delle Idee.

Pochi anni dopo l’autore Gerry Conway introdurrà Natasha sulle pagine di Daredevil. Come lo stesso sceneggiatore ricorda “Fu una mia idea la collaborazione tra Devil e la Vedova Nera. Ero un fan di Natasha e pensai che tra lei e Daredevil ci sarebbe stata una chimica interessante”. Conway non si era sbagliato: il rapporto tra Nat e Matt diventa uno dei più solidi della Marvel, arrivando al punto di far rinominare la testata, per oltre un anno, Daredevil & The Black Widow.

Black Widow

Il progredire degli anni Settanta e il successivo declinare della Guerra Fredda nella sconfitta dell’Unione Sovietica ebbero un impatto anche sulla “carriera” di Natasha. Poco alla volta l’eroina fu posta in ruoli secondari, venendo sfruttata sempre meno dalla Marvel. Certo, furono anche gli anni del suo ingresso definitivo nei Vendicatori, oltre che in una mezza dozzina di altri supergruppi, ma poco alla volta Nat sembrò sparire, unendosi sempre più a delle collettività e diventando sempre meno individuo.

Nonostante alcuni tentativi di ridare lustro al personaggio in solitaria, come la miniserie in tre volumi scritta da Scott Lobdell nel 1998, ci furono poche occasioni di sfruttare al meglio Natasha. Tuttavia le cose cambiarono radicalmente con la nascita del Marvel Cinematic Universe. Con il casting di Scarlett Johansson nei panni di Natasha Romanoff, nel 2010 la Casa delle Idee commissionò anche la creazione di un fumetto con protagonista l’ex spia sovietica. Poco alla volta, complice il successo del personaggio sul grande schermo, Nat iniziò a essere una presenza sempre più importante nei fumetti, arrivando a diventare una dei principali Avengers dell’era Post-Civil War.

Conclusa la sua parentesi con i Vendicatori in Endgame, Natasha si prepara ora a figurare come protagonista nel suo primo stand-alone, Black Widow. Quando la crisi sarà passata e le sale cinematografiche riapriranno.

Biografia del personaggio: la danza della spia, il morso della Vedova

La famiglia e le origini di Natal’ja Al’janovna Romanova sono avvolte nel mistero. Nessuno conosce quale sia esattamente la sua età e chi siano i suoi veri genitori. Alcuni sostengono che possa discendere dagli ultimi Zar di Russia, ma queste voci non trovarono mai conferma. Uno dei pochi dati certi è il suo luogo di nascita, Stalingrado.

Proprio qui verrà salvata dal giovane soldato Ivan Petrovich, il quale la crescerà come sua figlia. Scoperta la sua connessione con la famiglia imperiale russa infatti Natasha, i suoi genitori e i suoi fratelli subirono un attentato. La confusione generata dalle diverse versioni rende difficile trovare una data precisa a questi eventi. Per alcuni autori tutto ciò avvenne nel 1928, con Nat ancora in fasce, a opera dello stesso regime sovietico. Altri fanno risalire l’attentato agli anni Trenta o Quaranta, opera dei nazisti o conseguenza della Battaglia di Stalingrado.

Più certo quanto avvenuto pochi anni dopo. La bambina, per via della sua ascendenza, risveglierà l’interesse del Barone Vor Struker e della Mano, la setta di assassini, che la rapiranno per portarla a Madripor ed essere sottoposta a un rituale di iniziazione. Sarà qui che il padre adottivo la salverà, con l’aiuto fondamentale di Captain America e di Logan, il futuro Wolverine.

Tornata in patria, con la fine della seconda guerra mondiale, la bambina crescerà mostrando eccellenti doti intellettive e atletiche, per poi distinguersi come ballerina. Proprio queste sue capacità attireranno le attenzioni del KGB che, con il consenso del padre adottivo, la inseriranno nel Black Widow Ops, un programma dell’intelligence sovietica destinato a trasformarla nella spia più letale della sua nazione.

Entrata nella famosa Red Room, Nat sarà l’unica sopravvissuta tra le ventotto ragazze destinate a questo programma, ottenendo il nome operativo di Vedova Nera. Il KGB sottoporrà la giovane non solo a un intenso addestramento, ma anche a sedute per il miglioramento fisico e clinico del suo corpo, cosa che le darà una maggiore longevità e un invecchiamento quasi azzerato, oltre a un potenziamento di forza, agilità e resistenza.

La sua prima vera interazione con il mondo dei superumani avvenne quando tentò di infiltrarsi nelle Stark Industries per recuperare lo scienziato defezionario Anton Vanko. Per farlo sedusse il giovane Clint Barton, Occhio di Falco, spingendolo alla lotta contro Iron Man. Proprio lo scontro con la “guardia del corpo” di Tony Stark metterà in crisi la fedeltà della Vedova alla causa sovietica. Ferita nel corso di un combattimento verrà salvata da Barton, iniziando a ricambiare i sentimenti verso di lui. Le strade della Vedova e del Falco si separeranno, con la donna che farà ritorno nella sua patria, venendo sottoposta a un lavaggio del cervello e scagliata contro gli Avengers.

Una volta libera dal condizionamento sceglierà di abbandonare l’URSS e aiutare i Vendicatori nella lotta contro i Figli del Serpente. In seguito a queste azioni riprenderà la relazione con Occhio di Falco, unendosi anche allo S.H.I.E.L.D., in qualità di suo unico agente di Livello 10, ovvero il braccio operativo di Nick Fury. Sarà anche in questo periodo che, per la prima volta, militerà ufficialmente nelle fila dei Vendicatori, nonostante le iniziali perplessità del gruppo in merito alla sua candidatura.

Black Widow

Le successive missioni, specie quelle con lo S.H.I.E.L.D., costringeranno Nat a separarsi dal gruppo, ponendo anche fine alla relazione con Occhio di Falco. Le divergenze di metodi e di opinioni tra i due porteranno a una fine prematura del rapporto, facendo anche ponderare a Natasha di abbandonare il mondo dei supereroi. L’orgoglio avrà tuttavia la meglio: dopo aver cambiato costume Nat sceglierà di dare prova di sé sconfiggendo l’Uomo Ragno, per poi trasferirsi a New York.

Sarà qui che inizierà il secondo grande sodalizio della sua vita di eroina, quello con Devil. I due formeranno una coppia sia nella lotta al crimine che nella vita reale. Una relazione strana tra due individui diversi, provenienti da mondi opposti: l’ateo soviet di Natasha e la comunità irlandese cattolica di Matt. Eppure la passione tra i due è travolgente, facendo quasi pensare a Nat di poter mettere radici. Ma, ancora una volta, emergerà l’orgoglio della Vedova Nera. Spaventata all’idea di essere solo una “sidekick” di Devil, Natasha decide di abbandonare il Rosso per tornare alle azioni sotto copertura con lo S.H.I.E.L.D., sotto il nome di Nancy Rushman.

Gli anni successivi videro Black Widow far parte di diversi gruppi, tornando anche a collaborare coi Vendicatori, ma sempre lasciando la collaborazione con Nick Fury in primo piano. Dopo la Guerra Segreta condotta in Latveria e la prima Guerra Civile dei supereroi, Natasha si unì all’Iniziativa comandata da Iron Man e tornò a far parte degli Avengers, salvo vedere questa nuova esperienza bruscamente interrotta dall’ascesa di Norman Osborn. Infiltratasi nei ranghi dell’H.AM.M.E.R., la spia sarà un’importante fonte di informazioni per gli eroi, tornando a essere parte degli Avengers dopo la caduta in disgrazia di Osborn.

Negli anni recenti, complice la popolarità dell’interpretazione di Scarlett Johansson, Black Widow è sempre stata parte delle formazioni dei Vendicatori, avendo anche ruoli di spicco in alcuni casi, come avvenuto nel corso di Secret Empire, dove ha addestrato la nuova generazione di Avengers nella lotta contro la controparte fascista di Captain America.

Poteri e abilità: il morso della Vedova

Considerata la più letale assassina dell’Universo Marvel, Nastasha Romanoff non deve le sue straordinarie abilità solo all’addestramento nella Stanza Rossa. Sin dalla nascita ha mostrato doti atletiche e intellettive fuori dal comune, che ne hanno fatto una eccellente stratega.

Negli anni di addestramento sotto il KGB il suo corpo è stato potenziato in modo da renderla più forte, più agile e resistente, facendo anche rallentare enormemente il processo di invecchiamento. Anche per questo Black Widow ha il fisico e l’aspetto di una ventenne, nonostante sia nata tra gli anni Venti e gli anni Quaranta.

Il suo stile di combattimento è unico tra gli eroi Marvel, integrando anche le sue capacità come ballerina classica. Al momento del suo addestramento il KGB le impiantò infatti alcuni ricordi di un passato come danzatrice del Teatro Bol’šoj. Un gesto utile per darle anche una copertura per il futuro. Nat ha sviluppato la capacità di utilizzare qualsiasi arma bianca e da fuoco, sviluppando pure eccellenti capacità da tiratrice sulla distanza.

Black Widow

Come agente dello S.H.I.E.L.D. Black Widow ha ottenuto un equipaggiamento variegato, inserito per lo più all’interno di una cintura multiuso. Tra questi fumogeni, esplosivi e, soprattutto, i Morsi di Vedova, due bracciali capaci di scaricare una gran quantità di elettricità sui nemici.

Ma prima ancora che una guerriera la Vedova Nera è una spia di alta categoria. Unica agente S.H.I.E.L.D. di Livello 10 (prima dell’ingresso di Quake), parla fluentemente diverse lingue, sa crearsi coperture e “sparire” tra la folla. Altre capacità, nate grazie al suo addestramento nella Stanza Rossa, hanno reso Natasha una profonda conoscitrice della tortura. Da un lato è capace di resistere al peggiore dei carnefici. Dall’altro sa ottenere informazioni da qualsiasi persona, compresi i superumani. Proprio questo aspetto l’ha spesso messa in rotta di collisione con alcuni degli Avengers più idealisti, come Captain America e Occhio di Falco. Nat non esita di fronte a niente pur di ottenere il suo scopo, facendosi molti meno problemi morali rispetto ad altri colleghi in costume. Più di molti altri eroi Marvel, per Black Widow il fine giustifica sempre i mezzi.

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