Finisce la guerra del pipistrello: DC Comics e Valencia Club de Fútbol stringono un accordo

La guerra legale scoppiata tra DC Comics e il Valencia Club de Fútbol, nota squadra spagnola, è certo una delle vicende più curiose nel panorama del fumetto: tutta colpa di un pipistrello.

Il simbolo della città di Valencia, sin dal Secolo XIV, è infatti il pipistrello. Un emblema che, con l’avvento del calcio in terra spagnola, ha finito per essere ripreso anche dalla squadra locale. Negli anni il simbolo si è fatto via via meno realistico e più stilizzato, arrivando ad assomigliare “pericolosamente” a quello di un noto giustiziere mascherato di casa DC. Il risultato è che la casa editrice americana ha intrapreso una campagna legale contro il Valencia, andata avanti fino a momenti alterni fino al 2019, quando il discusso logo del centenario del club ha portato a una nuova “vetta” nella diatriba.

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Pace fatta tra DC Comics e Valencia CF: il compromesso sul simbolo del Pipistrello

Non potendo costringere il club a rinunciare al proprio stemma e simbolo cittadino, la DC Comics è giunta a più miti consigli. Ha infatti raggiunto un compromesso per cui il pipistrello potrà essere utilizzato per campagne di marketing, divise di gioco e gadget a tema sportivo. La sola eccezione a questo ampio ventagli di possibilità e contesti è rappresentato dall’editoria. Non sarà concesso al Valencia CF di creare personaggi di fantasia che utilizzino lo stesso logo che DC Comics ha scelto per Batman.

Se la cosa vi sembra una clausola troppo specifica è bene ricordarvi che, nel mondo del calcio, quasi tutto è possibile. Del resto anche Cristiano Ronaldo è diventato protagonista di un proprio fumetto in tempi abbastanza recenti.

(fonte)

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Federico Galdi
Genovese, classe 1988. Laureato in Scienze Storiche, Archivistiche e Librarie, Federico dedica la maggior parte del suo tempo a leggere cose che vanno dal fantastico estremo all'intellettuale frustrato. Autore di quattro romanzi scritti mentre cercava di diventare docente di storia, al momento è il primo nella lista di quelli da mettere al muro quando arriverà la rivoluzione letteraria e il fantasy verrà (giustamente) bandito.