Giappone, patria dei distributori automatici

vrete visto tutti almeno un video su YouTube dedicato all’assaggio di bevande giapponesi prese ai distributori automatici. In questo tipo di contenuto, si dà risalto alla grande varietà di gusti e prodotti, mettendo in secondo piano quanto siano diffusi i distributori in Giappone in primo luogo. Chiamati in giapponese jidohanbaiki 自動販売機, si possono trovare non solo nelle grandi città ma ormai anche lungo strade di campagna mezze deserte o in montagna. Ma cosa ha fatto in modo che si diffondessero così tanto da trovarne di tantissimi tipi?

La grande fiducia nella tecnologia

In Giappone vi sono più di 5 milioni di distributori automatici sparsi per tutto il Paese, tantissimi se messi in proporzione al rapporto tra popolazione e territorio. Le ragioni di questa crescita esponenziale sono varie: innanzitutto, costa molto meno l’acquisto e la manutenzione di un distributore rispetto alla manodopera di un dipendente; consente una varietà di prodotti sufficiente a soddisfare le voglie immediate degli acquirenti, 24 ore su 24, senza dover aprire un intero negozio; sono facilmente utilizzabili, perché in Giappone le transazioni avvengono ancora principalmente tramite contante e lo dimostra, ad esempio, il distributore automatico più usato con le sue 25mila bevande vendute al mese; essendo posizionati in modo così capillare, vengono anche sfruttati per le pubblicità delle aziende che vi mettono i propri prodotti all’interno e non solo.

Tuttavia, la ragione principale per cui i distributori automatici in Giappone sono ormai presenti ovunque è molto più semplice: i giapponesi si fidano della tecnologia e delle comodità che può apportare. Per quanto riguarda i distributori, l’elemento centrale è proprio l’automazione che rende il tutto semplice e veloce e perciò si cerca di integrarla sempre di più ove possibile: basti pensare alla tecnologia impiegata durante le Olimpiadi, dai traduttori simultanei al robot Pepper per il customer service. Inoltre, per evitare l’uso improprio da parte dei minorenni, esistono distributori con un sistema in grado di riconoscere card che fungono da carta d’identità, a volte addirittura attraverso il riconoscimento facciale!

Ma d’altronde, la stessa tecnologia può proliferare in Giappone grazie a un’altra caratteristica del Paese che tutti quanti già conosciamo, ovvero il ridottissimo livello di criminalità. I distributori automatici sono un esempio molto semplice di quanto il Giappone possa essere un posto sicuro: al contrario di come avviene in Italia o in altri Paesi, possiamo trovare distributori sia all’interno che all’esterno degli edifici, direttamente in strada con tanto di cestini (e per questo le strade sono pulite pur non essendovi altri cestini in giro); sono pur sempre macchine che contengono del denaro, tuttavia non vengono quasi mai scassinati. Forse contribuisce anche il fatto che in molti distributori sia installata una piccola videocamera di sorveglianza collegata alla più vicina centrale di polizia…

L’imbarazzo della scelta

Lo sviluppo dei distributori automatici in tutto il Giappone ha portato ad alcune macchine che, oltre a sottolineare il loro progresso tecnologico, consentono di vendere praticamente qualsiasi genere di prodotto. Sicuramente finora vi sarete immaginati i classici distributori automatici di bevande, visti in tanti video dove si provano i gusti più strani; la faccenda si fa però più interessante quando si acquista del cibo pronto e non si tratta solo di sandwich o merendine preconfezionate, ma di ramen cotto sul momento dal distributore e servito caldo!

distributori automatici giappone

Non mancano poi i distributori di oggetti e prodotti più o meno utili: dagli ombrelli – spesso poi lasciati proprio a fianco degli stessi distributori per consentire una sorta di umbrella-crossing nei giorni di pioggia –, sigarette o alcol, fino agli occhiali o addirittura gli omikuji su cui viene “predetto il futuro” ed eventuali amuleti, gli omamori. I più strani, poi, permettono di comprare nail art, abbigliamento intimo, mazzi di fiori, libri e fumetti e perfino voli a sorpresa!

Il massimo è stato probabilmente raggiunto con i novanta distributori automatici radunati e messi in fila in una sorta di ex negozio di pneumatici, situato a Sagamihara nella prefettura di Kanagawa. Qui si trova un labirinto di macchinette in stile vintage tra le più curiose: ci sono quelle di cibi e snack come il distributore che vende e cuoce popcorn, un altro che serve hamburger, o ancora quello per gustarsi una kakigori, ma si trovano anche kit di modellini da costruire e tanto altro, insieme a qualche vecchio gioco arcade.

distributori automatici giappone

Sembra ci siano solo fattori positivi nell’avere a disposizione così tanta scelta, tuttavia la maggior critica a una tale diffusione dei distributori è senza dubbio l’enorme consumo di energia elettrica. Ma anche in questo senso sono stati compiuti dei passi avanti per cercare delle soluzioni, come è avvenuto con l’Eco-Vender: questo distributore in particolare scalda e raffredda le bevande al suo interno in base al periodo dell’anno e all’orario, riducendo il consumo energetico annuale del 10-15%.

Nonostante questo “eccesso” di disponibilità di cose in vendita, alla fine, i giapponesi concordano nel ritenere i distributori automatici estremamente necessari per la loro quotidianità. Per quale ragione la pensino così, non sta a noi deciderlo in fondo, che sia la sicurezza, la comodità, addirittura l’estetica o la loro originalità nel rendere anche una giornata grigia un po’ più divertente; ma certamente è bello sapere che in Giappone, sia che vogliate un semplice caffè o direttamente un pasto caldo oppure molto, molto di più, i distributori automatici saranno in grado di soddisfare immediatamente le vostre esigenze.

Torinese, classe '94, vive dal 2014 a Treviso e si è laureata all'università Ca' Foscari di Venezia in lingua e cultura giapponese, con la fatica e il sudore degni di un samurai. Spende e spande nella sua fumetteria di fiducia comprando manga, graphic novel e fumetti vari; inoltre è appassionata di giochi da tavolo, tra i quali non manca di provare anche quelli a tema Giappone. Entra in Stay Nerd nel luglio 2018 e qui comincia la sua prima esperienza come redattrice e caposezione anime e manga, nella quale cerca di trasmettere il proprio interesse per la cultura e le tradizioni giapponesi grazie alle conoscenze acquisite. Dal 2019 è anche host del podcast di Stay Nerd Japan Wildlife.