La famiglia Addams si rifà il trucco

Dalla sua creazione, nel lontano 1938, La famiglia Addams è diventato un franchise in grado di abbracciare, o per meglio dire toccare con Mano, medium di ogni genere, dal videogame alla letteratura, dal cinema alla TV, e non solo.
Concentrandoci soltanto sul cinema, abbiamo ad esempio due film per il grande schermo, gli storici lungometraggi degli anni ’90 diretti da Barry Sonnenfeld, mentre in TV ci si è sbizzarriti di più, tra serie televisive e speciali.

Adesso torna al cinema (dal 31 ottobre) in una nuova versione, nel film d’animazione La Famiglia Addams, diretto da Greg Tiernan e Conrad Vernon.

Il progetto preso in carico dalla Metro-Goldwyn-Mayer è ambizioso ed interessante, con un cast davvero di prim’ordine in cui figurano, tanto per dire, Oscar Isaac, Charlize Theron, Chloe Grace Morez e Snoop Doog (in un fantastico cugino IT!).

Sono loro quindi a dare le voci al racconto in stop motion che non può non ammiccare a Tim Burton, mantenendo però lo stile riconducibile al veterano dell’animazione Vernon.
Inevitabilmente, quando si parla degli Addams, si ha a che fare con un racconto dalle sfumature gotiche, dark, eppure i due registi scelgono di rifare al trucco alla celebre famiglia, regalandoci una storia moderna, che parla di uguaglianza ed inclusione, ma che sa far sorridere e riesce ad intrattenere grandi e piccini. E, soprattutto, ha il pregio di essere di fatto una nuova avventura della Famiglia Addams.

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La famiglia Addams: personaggi vecchi, storia nuova

La famiglia Addams è stanca di fuggire di città in città, ogni volta cacciata dai residenti che non vedono di buon occhio le loro stravaganti abitudini. Decidono allora di stabilirsi in New Jersey, in un vecchio manicomio criminale abbandonato e sostanzialmente in mezzo al nulla. Dopo qualche anno però la palude sottostante diventa una città, la nebbia si dirada e il vecchio manicomio, ora castello e residenza degli Addams si rivela ai cittadini che non sapevano nulla della loro esistenza.
La Famiglia si trova allora costretta a confrontarsi con gli abitanti del luogo e soprattutto con da Margaux Needler, una subdola conduttrice di reality televisivi consumata dal desiderio dell’assoluta perfezione color pastello della vita suburbana.

È proprio del perenne contrasto tra le tinte accese e shocking della città ai piedi della residenza Addams e quelle dark e funeree della loro dimora che si nutre il film, con il cromatismo che diventa l’allegoria di un concetto ben più ampio legato alla diversità e a come viene vissuta dalla nostra società. Non è un caso che infatti ci sia anche spazio per tutta una serie di temi a ciò collegati, come l’omologazione – soprattutto dei più giovani – spesso fortificata dall’uso costante dei social, e il modo in cui i registi lo rappresentano è una sorta di monito su quanto possano essere pericolosi.

Ovviamente c’è anche, e soprattutto, molto intrattenimento, perché la Famiglia Addams deve saper far ridere grazie a gag ricche di black humour, e per farlo si serve di personaggi perfettamente riusciti. Tra tutti spicca senza dubbio Mercoledì, anima (nera) della festa e in grado di prendere per le redini il racconto e portarlo dove vuole. Molto fedeli agli originali gli altri protagonisti, tra cui non possiamo non menzionare gli eccellenti Gomez e Morticia, ma anche zio Fester, per il quale dobbiamo fare i complimenti a Raoul Bova che lo doppia in italiano, sorprendendoci davvero positivamente.

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Musica, maestro

La Famiglia Addams è un racconto moderno a tutti gli effetti, e per parlare ai giovani lo fa a suon di trap con una traccia fantastica, My Family, realizzata da Migos, Karol G, Rock Mafia e Snoop Dogg, ma nella colonna sonora figurano altri nomi importanti, come quello di Christina Aguilera. Anche la musica quindi è un elemento nevralgico di questo film, rispettando la tradizione del franchise ed inserendo naturalmente la storica traccia della Famiglia Addams.
Quando l’ascolterete suonata al piano da Lurch, schioccherete le dita e vi sentirete a casa.

Nato e cresciuto a Roma, sono il Vice Direttore di Stay Nerd, di cui faccio parte quasi dalla sua fondazione. Sono giornalista pubblicista dal 2009 e mi sono laureato in Lettere moderne nel 2011, resistendo alla tentazione di fare come Brad Pitt e abbandonare tutto a pochi esami dalla fine, per andare a fare l'uomo-sandwich a Los Angeles. È anche il motivo per cui non ho avuto la sua stessa carriera. Ho iniziato a fare della passione per la scrittura una professione già dai tempi dell'Università, passando da riviste online, a lavorare per redazioni ministeriali, fino a qui: Stay Nerd. Da poco tempo mi occupo anche della comunicazione di un Dipartimento ASL. Oltre al cinema e a Scarlett Johansson, amo il calcio, l'Inghilterra, la musica britpop, Christopher Nolan, la malinconia dei film coreani (ma pure la malinconia e basta), i Castelli Romani, Francesco Totti, la pizza e soprattutto la carbonara. I miei film preferiti sono: C'era una volta in America, La dolce vita, Inception, Dunkirk, The Prestige, Time di Kim Ki-Duk, Fight Club, Papillon (quello vero), Arancia Meccanica, Coffee and cigarettes, e adesso smetto sennò non mi fermo più. Nel tempo libero sono il sosia ufficiale di Ryan Gosling, grazie ad una somiglianza che continuano inspiegabilmente a vedere tutti tranne mia madre e le mie ex ragazze. Per fortuna mia moglie sì, ma credo soltanto perché voglia assecondare la mia pazzia.