Forza Horizon 5 è l’ennesimo centro della serie, al punto che non dovrebbero nemmeno più servire le nostre parole per convincervi

Non perdiamo troppo tempo: Forza Horizon 5 è un gioco eccezionale e chi dice il contrario o odia le automobili o mente in maniera spudorata. Potrei passare ore a scrivervi un wall of text dove elenco le caratteristiche del gioco in modo meccanico, ma è un lavoro che ho già svolto per i precedenti episodi e stavolta, complice l’arrivo del gioco su Xbox Game Pass, sarebbe un esercizio di stile fine a sé stesso.

Libertà

Come descrivere con una sola parola Forza Horizon 5? Libertà.
Questo è il modo migliore per sintetizzare l’esperienza che Playground Games ha confezionato per la quinta volta di seguito: non esistono regole nel gioco se non ciò che decide il giocatore. Volete fare una gara? Cimentarvi in una sfida personale contro un autovelox? Gareggiare contro un treno in corsa (di nuovo)? Nessun problema, Forza Horizon 5 è qui per voi, ma soprattutto il Messico. La terra che tutti noi conosciamo principalmente per una cucina piccante da star male e una delle feste dei morti più belle ed emozionanti di sempre (grazie anche a Coco), si rivela essere il setting perfetto per questo nuovo capitolo. A conti fatti, la mappa di gioco sembra sia stata ragionata per essere un vero e proprio “best of” per tutte le trovate che nei circa dieci anni della serie hanno accompagnato milioni di giocatori, dividendo tutto in zone ben distinte e rendendo il l’Horizon Festival ancor più capillare rispetto al passato ma anche più ordinato. Ogni sezione mostra la sua peculiarità: ad esempio le zone cittadine saranno un ottimo pretesto per cimentarsi in gare clandestine, ma c’è anche spazio per poderose cavalcate fuoristrada in mezzo alle foreste e, questa sì che è una novità, una zona desertica che un po’ strilla pure “Dakar!”, se non fosse per la musica dei mariachi di sottofondo.

Per questo motivo, coloro che apprezzeranno di più questo capitolo sono quelli che non hanno mai toccato un Forza Horizon prima d’ora, quelli che magari hanno giocato soprattutto titoli arcade di fattura altalenante come i passati Need for Speed, oppure quelli che hanno abbracciato il lato simulativo dei giochi di guida, o sono cresciuti esclusivamente a pane e Gran Turismo. Ne ho lette a bizzeffe di scontri tra fan sfegatati (per non dire fanboy) in merito a quanto Horizon sia meglio del simulatore di guida di Kazunori Yamauchi e viceversa, discussioni perlopiù sterili che a mio avviso non comprendono le filosofie dietro le opere (per non dire che generalmente una fazione non ha giocato il titolo avversario e viceversa). 

Cercando di rimanere sui binari, Forza Horizon 5 mantiene la sua promessa di essere un gioco estremamente scalabile in termini di difficoltà: la radice di partenza è ovviamente arcade, ma vi basterà disattivare controllo della trazione e ABS per rendervi conto che le abilità di pilota virtuale all’occorrenza contano, al punto che pensare di giocarlo con un volante non è assolutamente una cretinata. Resta però valido il principio di libertà esposto prima: Forza Horizon 5 è giocabile in qualunque modo si desideri, senza limiti per nessuno. A sottolinearlo sono anche le impostazioni dedicate all’accessibilità: forse tra le più complete in assoluto, anche rispetto a un The Last of Us Parte II che già aveva mostrato quanto un gioco possa essere inclusivo non solo nei temi. Per darvi un’idea, oltre alle opzioni ormai standard dedicate al daltonismo, è possibile modificare la velocità di gioco (in single player) e tutta una serie di parametri, fino ad arrivare alle cutscene doppiate nella lingua dei segni americana e britannica con un interprete in sovrimpressione in arrivo con un prossimo update.

Forza Horizon 5
Uno dei tanti murales di artisti messicani sparsi nelle città del gioco.

È così piacevole perdersi, soprattutto su Forza Horizon 5: magari voi che state leggendo questo marasma non lo avete ancora scoperto, ma le cose da fare nel gioco sono sinceramente soverchianti. Ogni avanzamento della campagna corrisponde ad un numero spropositato di eventi da completare, tra gare e minigiochi ce n’è abbastanza per andare avanti pressoché all’infinito e anche in grado di adattarsi alla vostra vita. Lo dimostra il fatto che questo articolo esca con ampio ritardo rispetto a tutti quanti: purtroppo ho una vita da gestire e capita di fermarsi tra una gara e l’altra per andare a fare la spesa, ma anche cercare di dormire un numero di ore decente. Non per questo però non sono stato in grado di perdermi nel gioco e le sue attività, e non solo.

È giusto infatti sottolineare un altro aspetto importante: a livello tecnico Forza Horizon 5 fa venire i brividi, di quelli che arrivano quando sei in una gara contro due monster truck e senti la musica tuonare dalle casse, e tu sei lì a velocità smodata a divertirti (sì, succede anche questo, Ndr). Come sempre, i possessori PC hanno libertà d’azione senza apparenti limiti, mentre chi ha acquistato una Series X (console sulla quale ho provato il gioco) ha a disposizione i due settaggi classici, la cui differenza sostanziale è il framerate, 30 in Qualità e 60 in Prestazioni: in entrambi i casi il gioco gira in 4K nativi. Quale scegliere spetta come sempre a voi, ma mi permetto di dirvi che giocando non ho risentito particolarmente del calo di framerate, anche dopo aver giocato diverse ore in Prestazioni e dunque abituato a una fluidità maggiore. Va anche detto che in Qualità alcuni dettagli come effetti particellari e riflessi beneficiano di una qualità visiva generale ancor più impressionante e per nulla scontata, soprattutto se vi è capitato di provare la patch next-gen dedicata al precedente capitolo. La qualità visiva decresce man mano che si passa a console sempre meno potenti, leggasi da One X a scendere, ma nulla che sia in grado di compromettere l’esperienza complessiva.

Forza Horizon 5
Il dettaglio generale è impressionante: se non ci credete, mettete mano al Photo Mode!

Ora, se state ancora qui a leggermi, il mio primo istinto è quello di ringraziarvi: avete tollerato i miei deliri in cui non sono nemmeno stato in grado di mantenere la promessa di non spiegarvi cosa offre Forza Horizon 5. Ma d’altronde anche questa è una forma di libertà: scegliere di leggere un articolo su un gioco piuttosto che giocare. Fare quel che ci dice il cuore piuttosto che il cervello. E quindi ve lo dico col cuore: giocate Forza Horizon 5 e godetevi il Messico, fosse anche un quarto di miglio alla volta, ma giocate. In libertà.

Pur essendo del 1988, Francesco non ha ricordi della sua vita prima del ’94, anno in cui gli regalarono un NES: da quel giorno i videogiochi sono stati quasi la sua linfa vitale e, crescendo con loro, li vede come il fratello maggiore che non ha mai avuto. Quando non gioca suona il basso elettrico oppure sbraita nel traffico di Roma. Occasionalmente svolge anche quello che le persone a lui non affini chiamano “un lavoro vero”.