Dalla carriera militare a quella di modella fino al debutto al cinema: Gal Gadot tra Fast and Furious e Wonder Woman, lei che sarà da oggi in poi un’icona

Di Gal Gadot abbiamo un’unica visione: divina, guerriera, mitologica. È quella condizionata dal ruolo che, seppur non per competenze recitative, le calza ormai a pennello, ovvero l’Amazzone dell’Isola Themyscira catapultata nel regno degli uomini, portata a condurli su una via di luce e verità. Non esattamente quella rappresentata dai toni scuri dei film di Zack Snyder in cui è stata diretta dal regista e sceneggiatore, che diventano invece brillanti benché sempre sullo stile action e rocambolesco nelle pellicole di Patty Jenkins.

Gal Gadot è Wonder Woman, è l’immagine fattasi corpo per un personaggio imprescindibile della schiera di fumetti DC e che trova nella donna il perfetto esempio di manifestazione iconografia, rendendo l’attrice il fulcro stesso di questa supereroina diventata negli ultimi anni nuovamente contemporanea. È assolutamente lei, solo lei, nient’altro che lei. La quale omaggia la Lynda Carter della serie anni Settanta, ma si fa nel presente unica degna di rappresentarla.

L’esordio al cinema: Fast & Furious – Solo parti originali

Parte del successo della Wonder Woman della Gadot, oltre ad un aspetto che richiama alla perfezione un essere sovrumano, è quella fisicità agile e combattiva che appartiene al background dell’attrice, il cui passato prima di approdare al cinema spazia dai più diversificati ambiti, dal contesto militare ai concorsi di bellezza, dallo sport agonistico alle cinture nere di karate.

Due anni di servizio nelle Forze di difesa israeliane, altrettanti come istruttrice di combattimento e, al contempo, modella e studentessa di legge. Un titolo da Miss Israele conquistato ed uno da Miss Universo mancato.

L’approdo dell’interprete sul grande schermo non poteva perciò avvenire se non nel modo più esplosivo possibile: è il 2009 e Gal Gadot appare nei panni di Gisele Yashar in Fast & Furious – Solo parti originali di Justin Lin. È stata la conoscenza delle armi a contribuire alla scelta dell’attrice, che intraprende la sua carriera al ritmo dell’azione, senza mai abbandonarla.

Non era però il primo tentativo cinematografico quello dell’allora ventiquattrenne Gadot, che non riuscì al tempo ad ottenere il ruolo della bond girl Camille Montes, andato nel 2008 a Olga Kurylenko per il film Quantum of Solace. Ma nemmeno la prima esperienza davanti a una camera da presa, viste le comparse dell’attrice in tv da Entourage a The Beautiful Life.

L’arrivo nel mondo DC

Da lì la carriera d’attrice le si è aperta davanti, coinvolgendola in seguito in ben altri due progetti della saga automobilistica (un terzo la conterebbe in alcune scene tagliate dal film) e attendendo solamente il 2016 perché tutti non potessero più fare a meno di lei.

È indubbio che il ruolo che le ha cambiato la vita è quello ideato nel 1941 da William Moulton Marston e che Gal Gadot veste per la prima volta nel blockbuster Batman v Superman: Dawn of Justice, riprendendolo l’anno successivo per il primo film stand-alone.

Quello di Wonder Woman nel 2017 è un successo eclatante che fa rumore per i nuovi modelli femminili che, finalmente, anche Hollywood sta integrando e che possono trovare in una figura fumettistica incastonata da sempre nell’immaginario collettivo un revival che abbia tutto il sentore del progresso e del desiderio di cambiamento.

È dunque inseparabile il lavoro svolto da Gal Gadot sulla sua protagonista da quello imbrigliato dall’autrice Patty Jenkins, un duo che ha acceso letteralmente la miccia nell’industria cinematografica, collaborando per la creazione di un respiro nuovo che appartenesse tanto all’universo maschile, quello perpetrato dall’inizio della storia del cinema all’interno degli studios, quanto quello femminile.

Gal Gadot è Wonder Woman

Successo che ha portato l’opera a un riconoscimento che andava oltre la sola fattura del film e così anche al di fuori della semplice performance dell’attrice. Non è solamente Diana Price a diventare un simbolo, come vediamo dagli sguardi ammirati che le vengono riservati ogni volta dai bambini, ma Gal Gadot stessa, ora eroina di tantissime giovani e giovanissime che possono continuare a godere della collaborazione tra l’attrice e la sua regista anche per il Wonder Woman 1984 uscito nel 2020 in America e il terzo capitolo prossimamente in produzione.

Proprio come in una delle sequenze iniziali di Zack Snyder’s Justice League, Wonder Woman si fa salvatrice di una scolaresca all’interno di un edificio e assieme fonte di ispirazione per una bambina che le chiede se da grande potrà diventare come lei. Un impegno che Gadot si è assunta con entusiasmo, calandosi sempre più in profondità non solo nel ruolo da riprodurre in forma filmica, ma nel significato che va assumendosi in un contesto esterno all’audiovisivo.

Che la si guardi indietro o rivolta in avanti, quella di Gal Gadot è una strada segnata da un personaggio più grande di qualunque altro. Un faro che oltrepassa la qualità o fattura stessa delle produzioni aprendo a tutto un altro spiraglio. Una supereroina da cui non potrà mai più staccarsi, su cui tutti noi abbiamo stampato chiaramente il suo volto.

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