Lo stato di emergenza in Giappone verrà revocato in nove prefetture

A poche settimane dalle Olimpiadi di Tokyo il Giappone si prepara a riaprire, concludendo lo stato di emergenza causato dal Covid-19 in nove prefetture. Il governo del Sol Levante pare infatti deciso a sospetendere le disposizioni per il controllo della pandemia nelle zone di Tokyo, Kyoto, Osaka, Hyogo, Aichi, Fukuoka, Hokkaido, Okayama e Fukushima. L’unica regione che sembra vicina a mantenere la guardia alta è Okinawa, a causa di un sistema sanitario vicino alla soglia critica.

La decisione del governo giapponese dovrà prima essere approvata da un comitato sanitario. Se verrà dato il consenso, le disposizioni verranno applicate alle nove prefetture citata qui sopra a partire dal 20 Giugno del 2021. Una scelta che sembra dettata soprattutto da desiderio di dare ai giapponesi la possibilità di prepararsi per i Giochi Olimpici di Tokyo, che si svolgeranno a partire dal 23 Luglio del 2021.

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Come reagirà il popolo del Giappone alla fine dello stato di emergenza?

Può sembrare strano a dirsi, ma la decisione del governo giapponese ha creato un’intensa discussione nel popolo del Sol Levante. La maggior parte dei cittadini sembra infatti sia contraria all’allentamento delle misure di contentimento del virus. Soprattutto c’è chi, nella società del Giappone, ha chiesto di posticipare ulteriormente i Giochi Olimpici, inizialmente previsti nel 2020.

Una decisione che non sembra aver trovato l’approvazione del governo e del comitato olimpico, considerato che già nelle prossime settimane è previsto l’arrivo di altre formazioni di atleti sul suo giapponese. I primi ad arrivare in Giappone sono stati i giocatori della nazionale di softball australiana, i quali hanno preso sede a Gunma per la preparazione atletica già dal Primo Giugno.

(fonte: AnimeNewsNetwork)

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Genovese, classe 1988. Laureato in Scienze Storiche, Archivistiche e Librarie, Federico dedica la maggior parte del suo tempo a leggere cose che vanno dal fantastico estremo all'intellettuale frustrato. Autore di quattro romanzi scritti mentre cercava di diventare docente di storia, al momento è il primo nella lista di quelli da mettere al muro quando arriverà la rivoluzione letteraria e il fantasy verrà (giustamente) bandito.