Godzilla vs. Kong: bentornato MonsterVerse. O forse no…

Il quarto capitolo del MonsterVerse, Godzilla vs. Kong, è arrivato finalmente sui nostri schermi. Non quelli grandi però, non quelli delle sale cinematografiche, ma sulle nostre TV tramite le principali piattaforme di streaming. Un vero peccato averlo atteso così tanto per poi non poterlo apprezzare al cinema, nonostante le riaperture che dovrebbero finalmente ridare un po’ di ossigeno a gestori e proprietari delle sale italiane.

Un peccato altresì mostruoso poiché Godzilla vs. Kong è l’emblema dell’entertainment più puro, la vera definizione di blockbuster, il trionfo della CGI, degli effetti, e di tutto ciò che dovrebbe essere ammirato esclusivamente al cinema, seduto su una comoda poltrona, e non in un pur confortevole divano casalingo.

Anche perché, per entrare subito in clima recensione, oltre a tutto ciò in Godzilla vs. Kong c’è poco altro. Anzi, praticamente nulla più.
Nel MonsterVerse avevamo visto finora tre film diretti da altrettanti registi, ed ora siamo passati colpevolmente al quarto: è di Adam Wingard infatti la regia di Godzilla vs. Kong, che ricorderete già per progetti fallimentari come Blair Witch, sequel del film del ’99, e il lungometraggio Netflix Death Note: Il quaderno della morte.

Dove eravamo rimasti

Cinque anni dopo la sconfitta di Ghidorah ad opera di Godzilla, Kong è tenuto sotto osservazione dalla Monarch su Skull Island, per mezzo di una tecnologia che replica il suo habitat. A capo della struttura c’è l’antropologa Ilene Andrews (Rebecca Hall), madre adottiva di Jia (Kaylee Hottle), una bambina sorda ultima nativa Iwi dell’isola, che riesce a comunicare con Kong sfruttando la lingua dei segni.

Nel frattempo però Godzilla attacca, apparentemente in modo inspiegabile, una sede della Apex Cybernetics in Florida.
Come mai? Cosa ha reso il titano Godzilla ostile? Madison (Millie Bobby Brown) crede ci sia qualcosa che lo stia provocando, e decide quindi di andare insieme al suo amico Josh (Julian Dennison) a trovare Bernie Hayes (Brian Tyree Henry), ex impiegato della Apex, entrato in possesso di informazioni compromettenti sulla compagnia.

godzilla vs kong

Pronti, via! E ci fanno vedere subito Kong, poi Godzilla. Dopo poco più di mezz’ora arriva il primo scontro tra i due titani. Siamo ormai abituati a film che ci mettono ore ad entrare nel vivo, ma non è il caso del lungometraggio di Wingard che parte subito in quarta.

Uno degli aspetti più interessanti riguarda proprio le performance dei due Kaiju, la maniera in cui si guardano, come interagiscono, in modo anche più umano che nei precedenti film, ed è piuttosto incomprensibile che gli attori che li hanno interpretati (Terry Notary è Kong, mentre T.J. Storm è Godzilla) non siano stati accreditati. I Kaiju non ci odiano, non ce l’hanno con noi ed anzi sono ancora una volta un baluardo a difesa del pianeta: è fantastico vedere Kong comunicare con la piccola Jia, e lo è ancor di più vederlo relazionarsi con Godzilla, più primordiale e meno umanizzato, meno sensibile, ma ugualmente intelligente.
I due si scrutano e si cercano con gli occhi in una lotta tra bestioni alfa in cui ognuno vuole avere la meglio ma in cui poi quello stesso sguardo di sfida si tramuta in uno d’intesa.

godzilla vs kong

E in effetti la banale e prevedibile sceneggiatura di Eric Pearson e Max Borenstein rende così tutto evidente che le uniche domande che ci lascia, già dopo pochi istanti, sono quelle che riguardano chi avrà la meglio nel primo scontro e quando Godzilla e Kong faranno squadra.

Perché l’unione fa la forza e sembrano comprenderlo anche gli altri personaggi, quelli umani, in un tripudio di relazioni similfamiliari che si innescano a catena, come dovranno fare Nathan Lind (Alexander Skarsgård), Ilene Andrews e Jia, oppure Madison che si lega a Bernie Hayes, fondamentale per la sua “missione”, insieme all’inseparabile amico Josh.

Oltre a questo, ci resta soltanto la possibilità di ammirare Godzilla e Kong che distruggono tutto e tutti in un’opera che, al di là dei difetti pronunciati, riesce a divertire e intrattenere, corroborata dalla carica delle musiche di Junkie XL, ottemperando quindi alla sua missione principale. Almeno in questo il film di Adam Wingard non delude.

Godzilla vs. Kong è disponibile su tutte le piattaforme digitali dal 6 maggio 2021.

Nato e cresciuto a Roma, sono il Deputy Editor e Vice Direttore di Stay Nerd, di cui faccio parte quasi dalla sua fondazione. Sono giornalista pubblicista dal 2009 e mi sono laureato in Lettere moderne nel 2011, resistendo alla tentazione di fare come Brad Pitt e abbandonare tutto a pochi esami dalla fine, per andare a fare l'uomo-sandwich a Los Angeles. È anche il motivo per cui non ho avuto la sua stessa carriera. Ho iniziato a fare della passione per la scrittura una professione già dai tempi dell'Università, passando da riviste online, a lavorare per redazioni ministeriali, fino a qui: Stay Nerd. Da poco tempo mi occupo anche della comunicazione di un Dipartimento ASL. Oltre al cinema e a Scarlett Johansson, amo il calcio, l'Inghilterra, la musica britpop, Christopher Nolan, la malinconia dei film coreani (ma pure la malinconia e basta), Francesco Totti, i navigli di Milano (vabbè, so' un romano atipico), la pizza e la carbonara. I miei film preferiti sono: C'era una volta in America, La dolce vita, Inception, Dunkirk, The Prestige, Time di Kim Ki-Duk, Fight Club, Papillon (quello vero), Arancia Meccanica, Coffee and cigarettes, e adesso smetto sennò non mi fermo più. Nel tempo libero sono il sosia ufficiale di Ryan Gosling, grazie ad una somiglianza che continuano inspiegabilmente a vedere tutti tranne mia madre e le mie ex ragazze. Per fortuna la mia attuale sì, ma credo soltanto perché voglia assecondare la mia pazzia.

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