Sean Astin ha parlato di una strigliata ricevuta da Peter Jackson sul set de Il Signore degli Anelli. Brutale, ma andò a segno

Quella de Il Signore degli Anelli è sicuramente una trilogia tra le più importanti e più amate della storia del cinema, e lo è non solo per il materiale di partenza di Tolkien, ma anche per la regia di Peter Jackson, che nonostante sia un tipo tranquillo, quando era il caso sapeva come farsi sentire: lo sa bene Sean Astin, che di recente ha ricordato una memorabile strigliata subita sul set.

L’attore, che interpreta il personaggio di Samwise Gamgee, ha raccontato l’episodio durante un’intervista, spiegando però che la strigliata di Peter Jackson gli è servita da lezione.

“La cosa più dolorosa che mi abbia mai detto Peter Jackson… sapete, è un uomo di poche parole. Un tipo molto stoico, che sa essere efficace quando vuole o ne ha bisogno. Può recitare, ed è anche eloquente e così via, ma su base quotidiana fondamentalmente è un tipo silenzioso. Lascia che il suo lavoro parli, e le sue indicazioni erano sempre molto minimali. Si limitavano a “Rifacciamola”, e così via.

Una volta però venne da me, mi guardò e disse: “Semplicemente non riesco a credere a questa scena”. Mio dio, sembrava come una fatality di Mortal Kombat. Mi sentii come se mi avesse strappato i capelli con tutta la colonna vertebrale. Ma era vero, era vero che non mi ero impegnato, che ero fuori dal personaggio, non ero dell’umore adatto. Insomma, non c’ero con la testa.”

signore anelli sean astin

Come dicevamo però, alla fine la strigliata si è rivelata efficace vista l’interpretazione di Sean Astin nella trilogia, e il successo che ha avuto:

“È stato brutale. E lui non voleva essere brutale, voleva semplicemente che il colpo andasse a segno. È stato un perfetto esempio di regia, ed aveva assolutamente ragione. E mi ha reso migliore, mi ha fatto concentrare di più”.

Insomma, alla fine ha funzionato, per la gioia di tutti i fan della saga.

(Fonte: Cinemablend)

Gabriele Atero Di Biase
Diplomato al liceo classico e all'istituto alberghiero, giusto per non farsi mancare niente, Gabriele gioca ai videogiochi da quando Pac-Man era ancora single, e inizia a scriverne poco dopo. Si muove perfettamente a suo agio, nonostante l'imponente mole, anche in campi come serie TV, cinema, libri e musica, e collabora con importanti siti del settore. Mangia schifezze che lo fanno ingrassare, odia il caldo, ama girare per centri commerciali, secondo alcuni è in realtà il mostro di Stranger Things. Lui non conferma né smentisce. Ha un'inspiegabile simpatia per la Sampdoria.