Abbiamo avuto il piacere di parlare con Davide Dessì, socio fondatore di TakeOff, un portale di crowdfunding dedicato al sostegno e alla promozione delle migliori idee imprenditoriali.

takeoffCiao Davide! Su tutto grazie per l’occasione! Ti andrebbe, giusto per rompere il ghiaccio, di raccontarci un po’ di te e delle tue esperienze?

Ciao e grazie a voi per l’occasione. Ho 33 anni, sono di Milano e fin da piccolo ho sempre avuto una grande passione per i videogames, manga e per tutto quello che può essere considerato ”NERD”. All’età di 22 anni ho aperto la mia prima società e da allora non ho mai smesso di fare impresa nonostante le tante difficoltà. Adesso ho ancora attive due società, una di queste è TakeOff srl con la quale gestisco, insieme ai miei due soci Davide Pesce e Thomas Iacchetti, il sito www.takeoffcrowdfunding.com

Come nasce il progetto Take Off Crowdfounding?

Il progetto nasce da un mio sogno. Leggevo quello che stava avvenendo in America grazie al crowdfunding e volevo ricrearlo anche qui da noi. La crisi ha limitato economicamente le persone con idee ma certo non ha eliminato la loro forza creativa!

Su tutto togliamoci un dente: perché un utente dovrebbe scegliere il crowdfounding, sia per proporre un’idea che per acquistarne una?

Un utente dovrebbe valutare l’uso del crowdfunding in quanto è sicuramente un’alternativa efficace al classico prestito bancario, sempre più difficile da ottenere. Per quanto riguarda l’acquisto di prodotti su piattaforme crowdfunding lo consiglio perché si ha la possibilità di acquistare nuovi prodotti a prezzi vantaggiosi aiutando una o più persone a realizzare il proprio sogno e progetto.
C’è una componente sociale che aiuta la crescita del prossimo unita a un qualcosa di più materiale come l’acquisto di un nuovo prodotto. Mica male direi!

Ci sono dei limiti o dei controlli che attuate sulle idee da mettere su Take Off, o qualsiasi progetto è ben accetto?

Non si possono pubblicare progetti riguardanti pornografia, armi da fuoco, alcolici, nessun progetto legato alla politica o inneggianti a qualsiasi forma di violenza. Per il resto accettiamo tutto. Kickstarter è ormai una consolidata realtà in territorio americano.

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Come vedi il crowdfounding, invece, nel nostro paese, dove da sempre gli utenti sono legati ad una certa “materialità” degli acquisti?

Il problema più evidente da noi non è tanto il legame dell’utente con la materialità dell’acquisto. Il problema più evidente secondo noi è nell’approccio che il progettista ha nei confronti del crowdfunding. Mi spiego meglio: negli USA il crowdfunding è affrontato con professionismo e attenzione, spesso con dei budget destinati alla comunicazione per far conoscere il progetto al mercato di riferimento e con video stupendi a corredo del progetto stesso. Qui da noi invece è affrontato con superficialità, con progetti caricati in poche ore e spesso con pochissimo appeal. Lo si affronta con l’idea che “tanto pubblicare un progetto è gratis, vediamo come va…”. Non funziona così, la gente non è stupida e nessuno regala soldi. È vero che pubblicare un progetto è gratis ma questo non significa che non richieda un grande lavoro sia prima della pubblicazione sia durante l’intera raccolta. Il crowdfunding in Italia ha bisogno di un salto di qualità notevole, serve ancora tempo ma ci stiamo lavorando.

Proprio in tal senso, c’è chi ama rappresentare il concetto di crowdfounding come un supermercato in cui paghi per non comprare nulla. Tu cosa ne pensi di questa associazione e come ti piacerebbe invece immaginare Take Off?

Penso al crowdfunding come a un supermercato dei sogni. Sta all’utente valutare e decidere su cosa investire senza obbligo alcuno. Ricordo che grazie al crowdfunding sono nati e stanno nascendo moltissimi prodotti che sono entrati o entreranno presto nelle nostre vite. Pensate ad esempio a Oculus Rift….

crowdfunding su kickstarter

Negli ultimi tempi sta nascendo oltreoceano la necessità di trovare una giusta dimensione legale al fenomeno del crowdfounding che, soprattutto per mezzo di Kickstarter, ha permesso a tanti cialtroni di accaparrarsi ingiustamente il denaro altrui. Tu come lo vedi questo aspetto, e come pensi (se lo ritieni utile) che il sistema debba essere legislato?

Sicuramente la tutela del consumatore è un punto importante. Ad oggi, per dirla tutta, non sono stati poi così tanti i casi di truffe attraverso il crowdfunding proprio per le tante difficoltà che si devono affrontare per raccogliere i fondi necessari (esistono sistemi di truffa via web più semplici e veloci). Ricordo che comunque un progettista che “scappa con la cassa” è denunciabile e perseguibile. La truffa è truffa e la legge punisce queste persone. Sarebbe utile comunque avere assicurazioni a copertura di eventuali truffe, staremo a vedere.

Quali sono i principali limiti del crowdfounding e come eventualmente speri di superarli?

In Italia i limiti sono l’approccio dei progettisti al crowdfunding, come ho spiegato sopra, e la limitata conoscenza del fenomeno da parte della popolazione. In realtà il crowdfunding è ancora un fenomeno di nicchia anche a livello mondiale, figuriamoci in Italia. Esserci oggi è un investimento per domani dal nostro punto di vista.

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Take Off Crowdfounding è una realtà italiana, e parlando di “realtà italiana” non possiamo che pensare al generale “impoverimento di idee” di cui sembra vittima il nostro paese. Quale pensi sia il problema in Italia, e qual’è il problema principale per una start up italiana?

Non credo ci sia un vero impoverimento di idee nel nostro paese. Noi con TakeOff siamo incubati all’interno di Polihub, l’acceleratore di impresa del Politecnico di Milano. Qui siamo sempre a stretto contatto con tanti ragazzi pieni di idee, tante startup e tanta gente che ha voglia di fare. Parlo di Polihub perché è la mia realtà ma sono certo ci siano tante idee vincenti in tutto il nostro paese. Le idee non mancano quindi, ma vediamo che iniziare nel nostro paese è veramente dura a causa delle tante, troppe, tasse che devi affrontare ancor prima di aver iniziato a fatturare. All’estero investono milioni sulle startup (ad esempio in Cile, Israele, USA per citare alcuni esempi). Da noi si fa un gran parlare del fenomeno, si organizzano conferenze sempre con le stesse persone che parlano ma poi, alla fine, di aiuti concreti non ne arrivano mai.

Cosa dovrebbe fare, quindi, il nostro paese per dare alle piccole e giovani idee (e imprese) il giusto assetto per cominciare?

Le idee e di conseguenza le nuove imprese andrebbero sostenute, detassate, aiutate a crescere. In Italia se si fiuta che una nuova realtà possa funzionare viene subito tassata fino a rovinarla (vedi le sigarette elettroniche).

crowdfunding social ideasAbbiamo parlato di start up e Take Off è, in fin dei conti, un progetto che spinge le idee delle persone nella giusta direzione economica. Quale pensi sia la ricetta per l’idea perfetta? E cosa definisce la vittoria o il fallimento di un progetto?

Non esiste l’idea perfetta, non c’è una ricetta. Esiste però l’idea vincente. Un’idea vincente è un’idea che va a colmare una necessità, anche banale, che il mercato non sapeva ancora di avere. Se vuoi vendermi una penna non descrivermi le sue tante qualità o i materiali pregiati con cui è fatta, crea una situazione nella quale io abbia bisogno della penna e la comprerò. Nella vittoria o nel fallimento di un progetto ci sono tanti fattori ma sicuramente uno è il più importante. L’atteggiamento mentale del progettista: se affronterà la cosa con serietà e con un minimo di spirito imprenditoriale le possibilità di successo aumenteranno notevolmente.

Chiudiamo divagando: qual è stata, ad oggi, l’idea che più ti è piaciuta sulle pagine di Take Off, e quale invece (se puoi dircelo) quella che ti ha entusiasmato di meno?

L’idea che mi è piaciuta di più? Molte devo dire, tra quelle sul sito attive in questo momento credo il robot Myzharbot, lo trovate a questo link: http://www.takeoffcrowdfunding.com/it/projects/216/myzharbot-piattaforma-robotica-di-sviluppo.
Il più brutto? Non mi permetto di giudicare negativamente l’idea e il sogno di nessuno, quelli che però mi hanno deluso di più sono stati e sono quelli caricati senza attenzione alcuna. Testi mal scritti, senza video, senza impegno. Quelli sono tutti, pari merito, i più brutti.

Caro Davide grazie mille per il tuo tempo e la tua disponibilità!

Grazie a voi e mi raccomando, Stay Nerd! Aspetto voi e i vostri progetti su www.takeoffcrowdfunding.com, se volete proporci qualche idea scriveteci a [email protected]!