Il Medioevo sta arrivando. L’inverno è già passato

Con la fine di Game of Thrones molti di noi spettatori si sono sentiti delusi e abbandonati. Le attese non rispettate per l’ultima stagione si sono accompagnate all’addio di una serie che tanto ha mostrato e tanto ha cambiato la televisione degli ultimi anni.

Eppure, a ben vedere, ci sarebbe ancora molto da dire su Game of Thrones e i suoi protagonisti. Questo senza considerare che George R.R. Martin è ancora ben lungi dall’aver terminato la saga letteraria. Westeros ed Essos promettono di dirci ancora moltissimo. O forse ci hanno già detto molto e non siamo stati in grado di ascoltarli.

A darci una mano in questo è il libro di Carolyne Larrington, pubblicato dalla Mondadori, L’inverno sta arrivando. Il nome della Larrington per molti sarà del tutto ignoto, eppure parliamo di una valida studiosa della letteratura medievale. Tra le sue pubblicazioni ci sono alcuni ottimi saggi sui miti norreni e sul ciclo arturiano, senza mai far mancare uno sguardo sulla contemporaneità.

l'inverno sta arrivando

Ed è questa la forza di Carolyne Larrington: la capacità di ricordarci che il passato non muore mai davvero. Eventi che ci sembrano distanti da noi, cronologicamente ed emotivamente, nascondono in realtà una vicinanza per certi versi allarmante al mondo contemporaneo. Il tutto per una ragione molto semplice: al centro ci sono sempre gli esseri umani, uomini e donne intenti a vivere le proprie vite, nel 2019 come nei secoli del Medioevo.

E il mondo delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco non fa differenza. Tanto più che Martin non ha mai nascosto la sua passione per la letteratura e la storia medievale, primo fulcro del suo lavoro di mitopoiesi. Il libro della Larrington diventa così l’occasione di sviscerare serie televisiva e romanzi, arrivando rispettivamente fino alla quinta stagione e al quinto libro, in modo da trovare i riferimenti ai miti, alle ballate e alle storie che hanno dato vita a Westeros.

Il lavoro dell’autrice non si limita tuttavia alla mera condivisione di alcune nozioni alla base del testo. Senza mai dimenticare che il fulcro di una storia sono le persone. La Larrington ci consegna perciò un lavoro capace non solo di essere rispettoso nei confronti dell’opera e delle sue fonti, ma anche del cosmo di personaggi e persone storiche che lo compongono.

L’inverno sta arrivando traccia una strada ben precisa: quella di analizzare regione dopo regione il Mondo Conosciuto, il pianeta di cui fanno parte Westeros ed Essos. Lo fa partendo da un’introduzione sulle tradizioni, sugli amori, la guerra e la religione dei Sette Regni e delle città libere, per poi spostarsi nei vari luoghi che animano la storia narrata da Martin.

E lo fa con uno sguardo a 360 gradi. Non solo guardando al passato, alle saghe che sono state ispirazione per i libri e la serie, ma anche al presente che lettori e spettatori conoscono, quello fatto a sua volta di migrazioni, di guerre e di politiche che possono essere spezzate da un momento all’altro.

l'inverno sta arrivando

Come nelle sue produzioni precedenti l’autrice si dimostra abile soprattutto a trattare temi scarsamente noti, proponendoli con estrema semplicità ed efficacia. L’inverno sta arrivando si dimostra così un libro facile da leggere anche da chi non ha mai aperto e apprezzato testi di storia e letteratura medievale.

Lo fa riprendendo le radici delle Cronache, da quella Guerra delle Due Rose a cui Lannister e Stark devono i nomi e i colori delle casate (i rossi Lancaster e i bianchi York). Parlando del ruolo della donna e di come Margherità d’Angiò sia stata fonte d’ispirazione per alcune delle figure femminili del romanzo. Lo fa rammentando i draghi di Beowulf e Ragnar, le spade indistruttibili e le saghe in cui gli ospiti vengono crudelmente traditi e uccisi.

Per tutto il saggio è difficile provare una sensazione di noia. L’attenzione del lettore viene catturata da una serie di aneddoti dopo l’altro, in grado di tenere vivo l’interesse verso quanto viene narrato. Forse proprio per questo alcuni lettori più esigenti in fatto di ricerche filologiche potrebbero non gradire.

Siamo di fronte a un eccellente testo di divulgazione, che proprio per questo motivo lascia spesso da parte le fonti, concentrandosi più sul racconto dei fatti. Certo non manca un’imponente bibliografia finale e la stessa autrice esorta chi legge a non fermarsi al suo manoscritto, ma per lo scopo del libro risulta difficile riuscire a raccontare anche le origini delle storie, la loro provenienza e le loro trasformazioni.

Se siete appassionati delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco senza dubbio siete di fronte a un testo da non perdere. Ma anche i lettori di saggi sulla letteratura medievale potrebbero senza dubbio ritrovarsi in questo splendido testo dove l’autrice, ancora una volta, riesce a esprimere tutte le sue qualità di divulgatrice.

 

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