Ecco la sigla iniziale di Stone Ocean, cantata da Kishida Kyōdan & The Akeboshi Rockets

Si è tenuto nella giornata di oggi un evento dedicato a Stone Ocean, sesta parte de Le Bizzarre avventure di JoJo, durante il quale è stata rilvelata la sigla iniziale cantata da Kishida Kyōdan & The Akeboshi Rockets. Per i fan dell’anime tratto dall’opera di Hirohiko Araki non è certo cosa da poco, visto che ancora oggi alcune delle sigle di opertura di JoJo sono considerati dei veri e propri cult. Riuscirà la nuova sigla a far breccia nel cuore dei fan? Lasciamo il giudizio ai nostri lettori.

Qui di seguito vi riportiamo il video dell’opening, caricato attraverso il canale YouTube di Warner Bros. Japan. Diteci che cosa ne pensate voi lettori! Lasciateci un commento e partecipate insieme a noi a questa discussione sul nuovo anime di JoJo!

Il ritmo c’è, cos’ come le animazioni di Kamikaze Douga, che ancora una volta tornano a realizzare le opening di Jojo. Un primo assaggio di quel che vedremo in questa sesta parte dell’anime, in attesa della messa in onda, ormai vicina.

Stone Ocean verrà distribuito attraverso Netflix a partire dal Primo dicembre. La piattaforma di streaming diffonderà i primi dodici episodi, rilasciando poi quelli successivi a cadenza regolare. Non è noto se il rilascia avverrà in contemporanea in tutti i paesi in cui è disponibile il servizio e, quindi, anche in italia. Sarà nostra cura informarvi appena avremo novità.

Stone Ocean sigla iniziale

Un inizio a ritmo di musica con la nuova sigla di apertura di Stone Ocean

La sesta serie delle Bizzarre Avventure di Jojo ci presenta, come al solito, un protagonista differente. Per la prima volta a ricoprire il ruolo di erede della famiglia Joestar è una donna, Jolyne Kujo, figlia del protagonista della terza serie, Jotaro. Gli eventi sono ambientati dieci anni dopo quelli descritti in Vento Aureo e mostrano la giovane rinchiusa nel carcere di Green Dolphin Street, in seguito a un’accusa di omicidio.

Il nuovo avversario è Enrico Pucci, cappellano della prigione un tempo seguace di Dio Brando, e ora deciso a creare un mondo perfetto grazie all’uso delle ossa del suo mentore. Per farlo riesce in un’impresa non da poco: sconfiggere Jotaro, privandolo del suo Stand e dei suoi ricordi. Toccherà quindi a Jolyne trovare il modo di evadere e salvare il padre, prima che il piano di Pucci vada a buon fine.

Al centro dei filmato spicca ovviamente la figura di Jolyne. L’ultima nata della dinastia dei Joestar è dotata del potere dello Stand Stone Free, capace di mutare in un filo che le permette di passare attraverso gli stretti spazi della prigione e ascoltare le conversazioni. Come i suoi predecessori, lo stand della nuova JoJo ha delle potenti capacità a corto raggio, a cui si unisce tuttavia anche la possibilità, superati i due metri, di compiere diverse azioni grazie alla sua trasformazione.

Altra protagonista del filmato di apertura è Hermes Costello, portatrice dello stand Kiss, che si mostra insieme ad altri detenuti di Green Dolphin Street. Insieme a lei vediamo anche Narciso Anasui e Weather Report, fratello gemello del villain della saga, Enrico Pucci. La panoramica ci mostra la vita all’interno del carcere e le realazioni tra i personaggi creati da Araki.

Ultimo, ma non ultimo, vediamo comparire nell’opening anche uno dei volti più noti dello show, Jotaro Kujo, ovvero uno dei “Jojo” più longevi della serie. La sua prima comparsa risale al 1989, con al terza serie Stardust Crusaders. Accompagnato dal suo fidato Stand Star Platinum, Jotaro è certo una delle presenze più importanti e ricorrenti nell’opera di Araki. Non si può dire altrettanto della figlia, dato che il rapporto tra i due è fortemente conflittuale, dovuto alla scarsa presenza di Jotaro nella vita di Jolyne.

Genovese, classe 1988. Laureato in Scienze Storiche, Archivistiche e Librarie, Federico dedica la maggior parte del suo tempo a leggere cose che vanno dal fantastico estremo all'intellettuale frustrato. Autore di quattro romanzi scritti mentre cercava di diventare docente di storia, al momento è il primo nella lista di quelli da mettere al muro quando arriverà la rivoluzione letteraria e il fantasy verrà (giustamente) bandito.