Twilight incontra Independence Day

Dopo Harry Potter, Twilight, Hunger Games e Divergent, arriva (appropriatamente, quinto) La Quinta Onda, nuovo candidato alla corona di Young Adult al potere, dopo la tiepida accoglienza riservata a Maze Runner. Ovviamente, anche in questo caso, il film nasce da un libro, che in realtà è già trilogia, l’omonima distopia fantascientifica creata da Rick Yancey. La storia, in due parole? Invasione aliena. Wow, sono due parole davvero. Ma l’impalcatura dietro al film (e probabilmente dietro al libro) è più ricca di significati, merita quindi un piccolo approfondimento.

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Cassie Sullivan (la Chloe Grace Moretz già Hit-Girl in Kickass) è una liceale come tante, con le sue insicurezze e i suoi desideri, che vive una vita completamente nella media. Quando per i corridoi della scuola incontra Ben Parish (Nick Robinson), il ragazzo per cui ha una cotta, arrossisce, si imbarazza, dice qualcosa di stupido e le sembra che il mondo sia finito. Questi sono i suoi problemi, finché poi il mondo finisce davvero. Un’enorme navicella-città fluttuante inizia a martoriare la Terra con attacchi graduali, definiti “Onde“: la prima Onda priva gli umani dell’elettricità; la seconda Onda provoca giganteschi maremoti che spazzano la popolazione costiera; la terza Onda propaga una versione più letale e contagiosa dell’influenza aviaria; la quarta Onda consiste nell’invasione vera e propria degli “Altri” (così sono chiamati gli alieni misteriosi, originale no?), seppure camuffati da umani in tutto e per tutto.

Al di là della trama, i cui dettagli non vogliamo rivelarvi, possiamo invece dire che il film soffre di parecchi problemi fin dall’inizio. In primis, il ritmo narrativo. Vengono spesi, peraltro in flashback, parecchi minuti a spiegare l’attuale situazione disastrata della Terra, mostrandoci dettagliatamente come degenera Onda dopo Onda. Quello che poteva essere una sequenza più o meno veloce, viene invece raccontato come prima parte del film. E non sarebbe un problema se non fosse che il conflitto principale della pellicola non risiede affatto nella lotta tra umani e alieni, bensì negli sforzi di Cassie per non perdere la sua umanità, che significa aiutare, fidarsi ma anche e soprattutto desiderare. Questo conflitto è incarnato, in modo più coraggioso e meno banale di quello che si potrebbe pensare, dal rapporto tra Cassie e Evan Walker (Alex Roe, probabilmente un ex modello di H&M), solitario ragazzo di campagna, misterioso quanto belloccio, che salva la vita della ragazza da un cecchino alieno, prefiggendosi poi l’obiettivo di proteggerla e aiutarla nel ricongiungersi con il fratellino Sam (Zackary Arthur).

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Tale relazione, come già detto, inizia troppo tardi e, anche proseguendo, non riceve lo spazio che meriterebbe per risultare più credibile e convincente. La Quinta Onda, infatti, vuole prepotentemente essere considerato un film di fantascienza, e per fare questo ci mostra cataclismi e astronavi in abbondanza, ma non si accorge che il suo maggiore punto di forza (se adeguatamente trattato) sarebbe stato la storia d’amore.

Non pensavo che l’avrei mai detto in vita mia, ma constatando che ne La Quinta OndaTwilight incontra Independence Day“, in realtà mi sarei augurato che ci fosse più del primo e meno del secondo. Il libro è stato giudicato positivamente per il mix di generi che mette in scena, e forse si è voluto riprodurre lo stesso effetto nel film. Ma un film non è un libro, e l’operazione, se riuscita, risulta controproducente. Perciò si assiste per tanto tempo a un film di fantascienza piuttosto banale, osservando qui e là scene di puro Teen Drama che però, non essendo debitamente sviluppate, risultano inevitabilmente strane e stonate con il resto. Ed è un peccato mortale, visto che il Teen Drama è molto più interessante e meno banale dello Sci-fi de La Quinta Onda.

Alex Roe, left, and Chloë Grace Moretz star in Columbia Pictures' "The 5th Wave"

Altro evidente problema è quello del budget. La Quinta Onda, pur mostrando effetti speciali buoni nel primo tempo, batte clamorosamente in ritirata nella ripresa. Semplici tremori sostituiscono esplosioni, lasciate fuori campo; gli ambienti interni ed esterni (che mostrano un’evidente infatuazione per The Walking Dead) si impoveriscono e incominciano ad assomigliarsi; si abusa di campi stretti e primi piani, quasi a voler risparmiare energie, oltre che soldi, in cabina di regia. Sembra quasi che tutto il budget sia stato sperperato per l’inizio del film, che poi ironicamente è la parte meno fondamentale, cioè il “Set-Up”.

E poi ci sono tante trame e personaggi, portate avanti come se fossero di eguale importanza, mentre è evidente che non lo siano. Una trama è molto debole, e conduce a colpi di scena super-telefonati; l’altra è quella di Cassie, ha dei colpi di scena non altrettanto prevedibili (a meno che non abbiate guardato la pubblicità in tv, che rivela spietatamente il più importante) ed è sicuramente capace di suscitare più interesse. Anche se, allo stato attuale, la love-story è talmente bistrattata da sembrare il difetto più grande del film. Persino nel finale, dove tantissimo viene lasciato agli eventuali seguiti. La Quinta Onda (libro e film) deve essere stato concepito con la Trilogia già bene in testa, e si conclude quindi come una prima parte, più che primo capitolo.

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Gli attori protagonisti sono quelli già menzionati, coadiuvati da tanti (troppi) altri, poco più che comparse, e da Liev “Sabretooth” Schrieber, anche detto “dov’è che l’ho già visto questo?“, nei panni del Colonnello Volsch. La recitazione, sempre per sottolineare il problema del genere di film, non è da buttare, se consideriamo La Quinta Onda un Teen Drama in salsa Sci-fi (nonostante i numerosi tentativi del film stesso di convincerci del contrario). Se lo si prende invece come vero film di fantascienza con protagonisti adolescenti, ovviamente, il giudizio si abbassa.

Ce ne rendiamo perfettamente conto: non si può eliminare in toto parti del libro da cui ci si ispira, per farne un film. Ma scoprire, dentro quel libro, dov’è che sta il nucleo della trama, il conflitto principale, e dare più peso a quello, rispetto a tutto il resto, è d’obbligo, quando si fa cinema di trasposizione. La Quinta Onda ha tanti problemi, in reparti differenti, ma siamo del parere che se non avesse nascosto la sua vera natura, se non avesse preteso con tanta caparbietà di essere qualcosa che fatica molto a essere… tutti quei difetti si sarebbero notevolmente assottigliati.

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