Dopo Galveston, Mélanie Laurent dirige un altro ottimo film, disponibile ora su Prime Video: Le Bal des Folles – Il ballo delle pazze

Mélanie Laurent, attrice parigina salita alla ribalta con Bastardi senza gloria (ma prima del quale vantava comunque oltre 15 interpretazioni sul grande schermo), dimostra di avere una grande passione e vocazione, oltre che per il ruolo di attrice, anche per la regia.
In pochi forse lo sanno ma Le Bal des Folles – Il ballo delle pazze (The Mad Women’s Ball), disponibile su Prime Video, non è un caso isolato nella filmografia della Laurent, poiché si tratta del suo quinto lungometraggio, nonché il secondo presente sulla piattaforma, dopo Galveston, film con un cast di profilo internazionale e particolarmente riuscito.

In questo adattamento dell’omonimo bestseller di Victoria Mas, la regista torna in Francia ma indietro nel tempo, esattamente nella Parigi del 19° secolo, per raccontarci gli abusi perpetrati in quel periodo su molte donne, bollate semplicemente come isteriche ma vittime di diagnosi sbagliate o ancor peggio fatte appositamente per sbarazzarsi di loro.

Donne scioccate a causa di uno stupro, maltrattate nel proprio nucleo familiare o semplicemente ritenute ribelli poiché non predisposte ad accettare le regole di una società che le relegava a un ruolo marginale, quasi accessorio, venivano in diverse occasioni portate in ospedali come quello di Le Bal des Folles – Il ballo delle pazze.

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Le Bal des Folles ballo pazze

L’ospedale delle torture

La protagonista del film, Eugénie (Lou de Laâge), appartiene a una famiglia dell’alta società parigina però mal sopporta le imposizioni paterne e di un mondo tremendamente patriarcale, e oltretutto sembra avere la capacità di parlare con gli spiriti e contattare i defunti. Tutto ciò è visto in modo deprecabile dalla sua famiglia, e nonostante suo fratello Theophile (Benjamin Voisin) vorrebbe far qualcosa per lei, non ha il carattere giusto per opporsi alla determinazione del padre che decide di mandarla nel famigerato ospedale psichiatrico. Qui la donna inizia a vivere una sorta di inferno, sottoposta a vessazioni e terribili esami ginecologici, messa in isolamento e immersa ripetutamente in bagni di ghiaccio in quella che dovrebbe essere l’idroterapia ideata dal dottor Charcot, ma che sembra una vera e propria tortura dell’acqua: tutto per curarla da sintomi di isteria.

E come lei decine e decine di altre donne, giovani o anziani, presenti nella struttura, entrate nella maggior parte dei casi prive di problemi di natura psicologica ma col tempo divenute pazze a causa degli strumenti e delle “terapie” dell’ospedale, dove il capo infermiera è Geneviève, interpretato proprio da Mélanie Laurent, uno dei personaggi che crescerà di più durante le due ore di visione.

L’isolamento

Uno degli aspetti più particolari riguarda senza dubbio il periodo in cui è stato girato il film, ovvero durante il lockdown. Impossibile non trovare una connessione tra l’isolamento a cui erano costrette queste donne e quello che abbiamo vissuto in quel periodo, pur se certamente in condizioni e per motivazioni assai diverse, ma con conseguenze in alcuni casi non troppo dissimili in termini psicologici. Senza dilungarsi troppo su questo aspetto, possiamo sottolineare come studi scientifici abbiano dimostrato i danni di questa natura causati dalle restrizioni, e probabilmente questo ha anche paradossalmente favorito l’interpretazione delle protagoniste, con una Lou de Laâge veramente incredibile e ormai quasi un’attrice feticcio della Laurent (che la descrisse, in un’intervista a Screenrant, come uno dei suoi “esseri umani preferiti”), e anche una Lomane de Dietrich sublime nei panni di Louise, un’altra delle donne finite in ospedale senza giusta causa.

Come in Galveston, anche qui la Laurent cura moltissimo l’introspezione dei personaggi, in particolar modo dei protagonisti, occupandosi persino della sceneggiatura, sebbene come abbiamo detto si tratta di un adattamento letterario.

Le Bal des Folles ballo pazze

È evidente quanto la regista tenga a questo film, per il quale è impossibile non trovare metafore e connessioni anche con l’epoca attuale, nella quale il ruolo della donna in Occidente ha fatto finalmente passi importanti arrivando ad una parità dei sessi di cui sembrerebbe assurdo parlare ancora nel ventunesimo secolo, ma che vede ugualmente alcune realtà in cui le donne vengono uccise e lapidate per motivazioni irrisorie.

In Le Bal des Folles – Il ballo delle pazze si parla di morte, di fede, di medicina, di femminismo e di tanto altro ancora, e Laurent riesce a unire tutti i punti nel modo giusto, ma lo fa soprattutto raccontandoci una storia, appassionante e coerente dall’inizio alla fine, magari con qualche momento di stanca di troppo, ma che sembra far parte della visione cinematografica dell’artista francese a cui comunque siamo grati per averci regalato un’ottima pellicola e una piacevole sorpresa.

E siamo grati, in fondo, anche ad Amazon Prime Video, poiché qualche anno fa un film del genere probabilmente sarebbe uscito solamente in una manciata di cinema d’essai, mentre oggi è disponibile sulla piattaforma per milioni di persone e con una cassa di risonanza senza alcun dubbio maggiore.

Le Bal des Folles – Il ballo delle pazze è su Amazon Prime Video dal 17 settembre 2021.

Nato e cresciuto a Roma, sono il Deputy Editor e Vice Direttore di Stay Nerd, di cui faccio parte quasi dalla sua fondazione. Sono giornalista pubblicista dal 2009 e mi sono laureato in Lettere moderne nel 2011, resistendo alla tentazione di fare come Brad Pitt e abbandonare tutto a pochi esami dalla fine, per andare a fare l'uomo-sandwich a Los Angeles. È anche il motivo per cui non ho avuto la sua stessa carriera. Ho iniziato a fare della passione per la scrittura una professione già dai tempi dell'Università, passando da riviste online, a lavorare per redazioni ministeriali, fino a qui: Stay Nerd. Da poco tempo mi occupo anche della comunicazione di un Dipartimento ASL. Oltre al cinema e a Scarlett Johansson, amo il calcio, l'Inghilterra, la musica britpop, Christopher Nolan, la malinconia dei film coreani (ma pure la malinconia e basta), i Castelli Romani, Francesco Totti, la pizza e soprattutto la carbonara. I miei film preferiti sono: C'era una volta in America, La dolce vita, Inception, Dunkirk, The Prestige, Time di Kim Ki-Duk, Fight Club, Papillon (quello vero), Arancia Meccanica, Coffee and cigarettes, e adesso smetto sennò non mi fermo più. Nel tempo libero sono il sosia ufficiale di Ryan Gosling, grazie ad una somiglianza che continuano inspiegabilmente a vedere tutti tranne mia madre e le mie ex ragazze. Per fortuna la mia attuale sì, ma credo soltanto perché voglia assecondare la mia pazzia.