Kyoto Animation, lo studio d’animazione che risorge dalle ceneri

La rinascita ha miriadi di figure metaforiche che la rappresentano, prime fra tutte la fenice. Secondo il mito arabo, il volatile leggendario muore prendendo fuoco per poi rinascere dalle proprie ceneri, continuando a vivere, ripetendo il ciclo all’infinito. La stessa sorte è toccata, tempo fa, alla Kyoto Animation: lo studio d’animazione, vittima di un attentato da parte di un cittadino giapponese, ha visto bruciare la propria sede qualche mese fa, perdendo anche gran parte dei propri dipendenti, vittime dell’incendio doloso. In verità lo studio è ancora sulla via della ripresa, in quanto la sua sede è stata totalmente distrutta dalle fiamme, ma i dipendenti e l’amministrazione non hanno assolutamente intenzione di cedere e stanno già cercando di porre rimedio ai danni subiti.

I progetti di cui si stava occupando al momento dell’attentato sono slittati a data da destinarsi ma non cancellati, come ad esempio il film New Free! atteso inizialmente per l’estate dell’anno prossimo. Per celebrare l’animo incrollabile di KyoAni abbiamo quindi deciso di proporvi un elenco delle opere più rappresentative di uno degli studi d’animazione più famosi e premiati dell’intero Giappone.

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La forma della voce – A Silent Voice

Una delle opere più recenti di Kyoto Animation, tratta dal manga A Silent Voice di Yoshitoki Ōima, risultando abbastanza fedele all’originale. Il film narra le vicende di Shoya Ishida, un piccolo studente che accoglie molto male la nuova compagna non udente, Shoko Nishimiya. Shoya infatti la prende di mira, maltrattandola e rompendo spesso i suoi costosi apparecchi acustici. Questo suo comportamento lo porterà ad isolarsi da quelli che pensava fossero amici, per rendersi poi conto di dove lo ha effettivamente portato un atteggiamento simile. Qualche anno dopo il ragazzo cerca di fare ammenda, rintracciando Shoko per starle accanto. Al contrario di quanto si potrebbe pensare, La forma della voce non è una storia che parla di bullismo, o meglio lo fa ma solo in parte, in quanto questo è solo la scintilla che fa scattare la vera e propria storia che volge più verso i problemi e l’inadeguatezza individuali, dell’incapacità di accettare sé stessi e ciò che ci circonda dovuta ad un passato che ritorna prepotentemente a farsi sentire, rendendo difficile l’andare oltre, il superare l’ostacolo. Una visione che, ovviamente, consigliamo a tutti.

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Lucky Star

Konata Izumi è una studentessa tutto pepe appassionata di manga, anime e videogiochi, insomma la classica otaku. Non fa alcun mistero delle sue passioni, tanto che le discussioni con Kagami, Tsukasa e Miyuki (sue grandi amiche) vertono spesso su questi argomenti. Per certi versi non è neanche così complicato rivedere un po’ sé stessi in Konata, tanto che spesso ci si ritrova a condividere alcune considerazioni della protagonista o sorridere all’ennesimo rimando a qualche opera che gli appassionati riconosceranno senza troppi sforzi. La forza di Lucky Star non sta tanto nell’intreccio narrativo, in quanto ogni episodio è apparentemente slegato dall’altro, quanto invece nella carica di spunti o gag che una singola puntata offre. Lucky Star infatti non tratta soltanto le critiche volte agli otaku, quanto invece anche quelle volte alla società o allo showbiz. Non bisogna quindi essere necessariamente degli appassionati del genere per godersi a pieno la serie che tra l’altro, grazie alla sua struttura non continuativa, è facilmente fruibile da chiunque.

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Clannad

Nato come visual novel, Clannad è stato poi trasposto anche come serie animata. Tomoya Okazaki è uno studente dell’ultimo anno di liceo ma non gode di buona fama fra i suoi coetanei e per molti altri è addirittura un cattivo esempio, a causa della sua poca voglia di fare e della sua indisciplinatezza. A farlo cambiare sarà Nagisa Furukawa, con la quale si svilupperà un rapporto d’amicizia molto profondo. L’intreccio di Clannad è particolare in quanto riesce a mixare pensieri e riflessioni sulla vita, rapporti d’amore giovanili e la funzione della famiglia. Quest’ultimo elemento viene fuori spesso grazie alla figura di Nagisa. Pure il concetto di amicizia e affetto verso le persone care sono importanti tanto quanto i temi precedenti, venendo calati in situazioni che molto spesso potranno far commuovere. Clannad insomma non è un’opera da prendere a cuor leggero, in quanto molto profonda e veritiera, ed è una delle perle di Kyoto Animation.

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La malinconia di Haruhi Suzumiya

Così come per Lucky Star, anche ne La malinconia di Haruhi Suzumiya le puntate avranno una struttura un po’ particolare, cosa quindi per niente nuova all’interno degli anime della Kyoto Animation. Gli eventi di questa serie, tratti dalla light novel, saranno narrati in ordine non proprio cronologico, tanto che molti aspetti o riferimenti a degli avvenimenti verranno compresi solo sul tramontare della storia. Questa parla dell’arrivo di Haruhi Suzumiya, una ragazza sveglia e spigliata, in una nuova scuola: per non annoiarsi, Haruhi fonda un club, chiamato “Brigata SOS”. I membri di questo club avranno una passione in comune: gli eventi paranormali. È proprio questo lo scopo dell’associazione, ossia andare a ricercare il paranormale nella vita di tutti i giorni. La serie ha sicuramente degli spunti interessanti, riuscendo a catturare l’attenzione dello spettatore, oltre a godere di una particolare cura anche sotto il punto di vista del disegno: da ammirare gli sfondi e i dettagli delle espressioni facciali.

La scomparsa di Haruhi Suzumiya

Si tratta praticamente della seconda parte de La malinconia di Haruhi Suzumiya, in quanto riprende gli eventi non troppo distanti dal finale della serie. L’OAV è incentrato, come suggerisce lo stesso titolo, sulla scomparsa di Haruhi che, per evitarvi spoiler sulla prima stagione, non approfondiremo troppo. Ci limitiamo solo a puntualizzare che Kyon, uno dei membri della Brigata SOS, è l’unico a rendersi conto che Haruhi è effettivamente scomparsa mentre il resto del mondo sembra comportarsi come se lei non sia mai esistita. Per Kyon, in teoria, dovrebbe essere una mezza liberazione ma l’anime è incentrato proprio sul conflitto interiore del ragazzo. Il film è incentrato appunto sull’esperienza di Kyon, più che sulla trama vera e propria: è un viaggio all’interno del mondo dell’amico di Haruhi per scoprire cosa ha causato la scomparsa della ragazza nell’inconscio di Kyon.

Full Metal Panic! The Second Raid

Sousuke e Kaname sono due studenti, in un contesto abbastanza fuori dal normale: si ritrovano di frequente in contesti che definire pericolosi è un eufemismo. La vera missione di Sousuke è quella di tenere al sicuro la signorina Kaname Chidori a qualsiasi costo, in quanto custode di segreti militari che devono essere protetti ad ogni costo.  Le vicende di “The Second Raid” hanno luogo dopo quelle di Fumoffu (sempre prodotta dalla Kyoto Animation). La serie riesce a unire molto bene l’aspetto comico con quello maturo. Sousuke e Kaname dovranno far fronte, stavolta, all’organizzazione Amalgam (no, non parliamo della fusione fra eroi Marvel e DC). L’entrata in scena di questa pericolosissima società metterà in crisi il rapporto fra i due personaggi principali, aprendo a nuovi scenari che in precedenza non erano mai stati presi in considerazione, oltre a parlare a fondo anche del rapporto uomo-macchina.

Violet Evergarden

Violet è una ragazzina di 14 anni che, al contrario di molti dei suoi coetanei, è stata costretta a combattere una guerra, una guerra vera con armi, sangue ed esplosioni. Essendo stata cresciuta in un ambiente simile, Violet scopre di non essere in grado di provare delle emozioni reali, vere, sincere, anche nei confronti del maggiore che l’ha presa in custodia ma che, proprio a causa di un conflitto armato, perderà la vita. Violet viene così adottata dalla famiglia di un suo commilitone, svolgendo il lavoro di doll e consegnando lettere, grazie al quale proverà a scoprire come ci si sente a provare delle sensazioni reali. Il risultato è un viaggio fra storie strappalacrime, amore e odio, condito da una sceneggiatura e un lavoro di animazione impeccabili.

Full Metal Panic? Fumoffu

A differenza della serie precedente (Second Raid) Fumoffu propone una versione molto più scanzonata e leggera di Full Metal Panic. Incentrata più sulla comicità, conta un totale di 13 episodi autoconclusivi che, in compagnia di Kaname e Sousuke, trascorreranno molto in fretta. Lo spunto principale della comicità di questa stagione sono le reazioni eccessive di Sousuke alla vita di tutti i giorni, non essendo abituato alla vita scolastica e risultando esageratamente protettivo nei confronti di Chidori. Inoltre saranno moltissimi i richiami e gli easter egg relativi ad altre serie che hanno reso famosi i mecha, come Gundam e Neon Genesis Evangelion.

K-On!

Anche K-On!, come molti dei titoli di Kyoto Animation, è un’opera ambientata fra i banchi di scuola e narra le storie di un gruppo di amiche accomunate dalla passione per la musica. Quest’ultima serve però solo come pretesto per tenere unito il gruppo, infatti l’opera non si incentra per nulla sull’arte musicale, quando invece sull’amicizia vera e propria. Ogni personaggio ha una personalità, non profondissima ma ben caratterizzata: si passa dalla gioiosa Yui alla seriosa Azusa, fino a Mio, la più matura e coscienziosa dell’intero gruppo. In tutto ciò vi è spazio anche per la comicità che non nasce tanto dalle situazioni creatasi quanto invece dalla personalità, dal carattere dei personaggi messi in campo. Insomma se cercate qualcosa di leggero e spensierato, in cui rivedervi almeno un minimo, K-On! fa al caso vostro.

Sound! Euphonium

Siamo nel Kansai e, come in K-On!, anche Oumae Kumiko è una studente appassionata di musica. La sua scuola si gioca la qualificazione alle finali e Kumiko finisce per discutere animatamente con Kousaka Reina, finendo per allontanarsi. Kumiko sembra voler chiudere con la musica ma al liceo fa conoscenza con delle nuove amiche che la convincono a iscriversi nuovamente al club musicale, dove ritrova Reina. Le premesse non sembrano ottime ma lavorando i successi potrebbero arrivare. Sound! Euphonium gioca molto sulle reazioni dei personaggi, molto umani e reali, a cominciare da Kumiko che, pur essendo il personaggio principale, raramente si trova al centro di tutto. L’opera è un mix di drammaticità e amore che si sviluppa a ritmi non serrati ma coinvolgenti.

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