Luca: il nuovo film Disney Pixar ci porta in Liguria, affidando la regia proprio al genovese Enrico Casarosa. E il film, al di là degli stereotipi, è un piccolo gioiello

Disney Pixar omaggia l’Italia con Luca, l’ultimo film d’animazione della multinazionale californiana che profuma di Belpaese dalla testa alla punta dello stivale.
La direzione infatti è un made in Italy del regista Enrico Casarosa, uomo di fiducia Pixar che ha lavorato come storyboard artist in numerosi film, da L’era Glaciale al recente Gli incredibili 2, per giungere finalmente al suo primo lungometraggio da regista.

Da genovese doc, Casarosa sceglie di ambientare Luca proprio in Liguria, in una immaginaria Portorosso che è un paesino sul mare ispirato a Vernazza, nelle Cinque Terre, in cui il protagonista che dà il nome al film vive indimenticabili avventure insieme al suo nuovo migliore amico Alberto.
E quando diciamo indimenticabili non è a caso, dato che Luca e Alberto sono in realtà delle particolari creature marine, che gli umani definiscono “mostri”, dal momento che cambiano aspetto a seconda che si trovino in acqua o sulla terraferma.
Se fuori dal mare infatti sono esattamente come noi, diventano pesci immergendosi o più semplicemente al contatto con l’acqua.

Ma questo, come anche l’atteggiamento poco tollerante degli uomini nei loro confronti, non distoglierà Luca e Alberto dal loro piano, che consiste nel partecipare alla Portorosso Cup, una gara nel paese che gli garantirebbe la possibilità di comprare una Vespa, il mezzo dei loro sogni, con cui iniziare a girare il mondo in lungo e in largo.
Tralasciando l’impossibilità di quest’ultimo aspetto, a cui regaliamo la licenza, avrete già capito (qualora non l’aveste intuito dal trailer) quanto Luca della Pixar sia un trionfo di stereotipi e convenzioni riguardo l’Italia e gli italiani.

luca disney pixar

In questa ridente cittadina in un periodo indefinito nel tempo, dove tuttavia le locandine di Vacanze Romane appese al muro e la foto di Mastroianni che Alberto custodisce gelosamente provano a dare una finestra temporanea, tutti gli italiani vanno in Vespa, gesticolano con la mano chiusa e fanno gare in cui si mangia pasta. Le musiche di Edoardo Bennato, Rita Pavone e Gianni Morandi poi danno il giusto sottofondo musicale.

La cosa più singolare di tutto ciò è però che il regista, come detto, è un italiano. O meglio un genovese che non si fa scrupoli nel mettere sulla tavola trenette al pesto in continuazione.

La motivazione più ovvia è che il film, al netto della provenienza di Casarosa, è pur sempre una produzione Disney Pixar e quindi la casa madre ha la necessità che la sua opera, Luca, sia riconoscibile in tutto il mondo, con i cliché coi quali all’estero tendono a identificarci.

Un po’ come il protagonista e il suo amico Alberto dobbiamo far finta di nulla e accettare il modo in cui siamo visti dagli altri, con tutti i nostri difetti, o quantomeno quelli che gli altri percepiscono come tali, a prescindere che lo siano o meno. È questo infatti il messaggio chiave di Luca, che come tutti i film Pixar non è soltanto intrattenimento e animazione fine a se stessa, ma parla innanzitutto ai grandi, prima di arrivare ai bambini.

La presa di coscienza di Luca, di Alberto e degli altri ragazzini che il concetto di diversità è soltanto frutto di antiche convenzioni sociali avviene, come spesso accade, prima di quella dei grandi, che poi pian piano si persuadono fino a mostrarci una sorta di coming out di chi, in quel paesino, viveva da tempo sotto false spoglie. Un messaggio distensivo e di inclusione che porta al più classico lieto fine, come è ovvio e giusto che sia in un film d’animazione di questo tipo.

E, al di là dei sovracitati stereotipi, l’ambientazione di Luca è fantastica, un vero piacere per gli occhi che accolgono positivamente un trionfo di colori che rasserena l’anima e ci fa divertire.

C’è anche spazio per una sorta di villain, chiaramente, quell’insopportabile Ercole Visconti che crede di esser rispettato da tutti a Portorosso, quando in realtà è semplicemente temuto. A sottolineare quanto siano distanti tra loro questi due aspetti, e come sia fragile il potere senza il reale consenso popolare.
Non serve neanche ribadirlo, ma con Luca Disney Pixar fa per l’ennesima volta centro.

Luca sarà disponibile su Disney+ dal 18 giugno 2021.

Nato e cresciuto a Roma, sono il Deputy Editor e Vice Direttore di Stay Nerd, di cui faccio parte quasi dalla sua fondazione. Sono giornalista pubblicista dal 2009 e mi sono laureato in Lettere moderne nel 2011, resistendo alla tentazione di fare come Brad Pitt e abbandonare tutto a pochi esami dalla fine, per andare a fare l'uomo-sandwich a Los Angeles. È anche il motivo per cui non ho avuto la sua stessa carriera. Ho iniziato a fare della passione per la scrittura una professione già dai tempi dell'Università, passando da riviste online, a lavorare per redazioni ministeriali, fino a qui: Stay Nerd. Da poco tempo mi occupo anche della comunicazione di un Dipartimento ASL. Oltre al cinema e a Scarlett Johansson, amo il calcio, l'Inghilterra, la musica britpop, Christopher Nolan, la malinconia dei film coreani (ma pure la malinconia e basta), i Castelli Romani, Francesco Totti, la pizza e soprattutto la carbonara. I miei film preferiti sono: C'era una volta in America, La dolce vita, Inception, Dunkirk, The Prestige, Time di Kim Ki-Duk, Fight Club, Papillon (quello vero), Arancia Meccanica, Coffee and cigarettes, e adesso smetto sennò non mi fermo più. Nel tempo libero sono il sosia ufficiale di Ryan Gosling, grazie ad una somiglianza che continuano inspiegabilmente a vedere tutti tranne mia madre e le mie ex ragazze. Per fortuna la mia attuale sì, ma credo soltanto perché voglia assecondare la mia pazzia.