Lucca Comics and Games 2019: proteste del comitato “Lucca Crepa” per le paghe troppo basse

Lavoratori pagati un massimo di 4.60 all’ora, per un minimo di 10 ore al giorno, senza convenzioni per il cibo, senza bagni e parcheggi riservati: è questa la situazione disastrosa dipinta da Lucca Crepa, un gruppo di cittadini lucchesi ed ex lavoratori di Lucca Comics & Games, che hanno deciso di denunciare le condizioni dei cosiddetti “felpati”, i lavoratori impegnati nella manifestazione.

Il gruppo ha iniziato a farsi sentire proprio a ridosso dell’edizione annuale, creando una pagina Facebook sulla quale è stato condiviso un comunicato stampa con migliaia di visualizzazioni e condiviso da diversi utenti, tra cui spettatori della fiera stessa che hanno espresso la propria solidarietà.

lucca crepa

La protesta si basa sulla totale assenza di servizi dedicati ai lavoratori, che guadagnerebbero stipendi davvero irrisori: si parla di 3.40 euro orari per un guardiano notturno, ai 4.60 degli operatori più pagati, un compenso giudicato inaccettabile a fronte degli oltre venti milioni di euro fatturati dall’organizzazione.

Si legge nel comunicato:

“Quanto guadagna un lavoratore presso Lucca Comics&Games? Un “felpato”, ossia operatore di fiera a tutti gli effetti, viene pagato 4,60€ all’ora, ossia meno di un panino per un’ora di lavoro. Almeno 10 ore al giorno, senza pranzo o cena, che si dovrà pagare. Senza parcheggio, che si dovrà pagare. Senza alcun servizio igienico dedicato. Un guardiano notturno avrà peggior sorte. Si tratta infatti di una paga netta di 3,40€ orari. Al solito senza pasti, servizi igienici dedicati, parcheggi eccetera. Incredibile che una fiera capace di fatturare milioni di euro in utili possa proporre questi compensi a centinaia di lavoratori.”

Soluzioni al momento non sembrano essercene, o perlomeno, non sembra esserci la volontà di trovarne da parte dei diretti interessati. Il direttore esecutivo di Lucca Crea, Emanuele Vietina, è stato recentemente intervistato e ha cercato di minimizzare la polemica incolpando il contratto di lavoro stesso che non sarebbe di competenza dell’organizzazione della fiera, ma del governo, come potete vedere nel video qui sotto, condiviso dalla pagina Lucca Crepa stessa.

Intanto però le manifestazioni di protesta continueranno, per difendere i diritti di chi finisce per non veder praticamente riconosciuto il proprio lavoro. Il comunicato stampa prosegue:

“Lucca Comics&Games è patrimonio della nostra città e di tutti i cittadini lucchesi; vogliamo che a beneficiare di questa manifestazione siano tutti i cittadini, tutti i lavoratori, tutti i lucchesi. Non possiamo permettere che la nostra manifestazione più importante equivalga ad enormi guadagni per pochi (e soliti) cittadini, mentre tutti gli altri debbano accontentarsi delle briciole.”

Intanto sulla questione è intervenuto anche l’ex segretario provinciale di Fiom Cgil, Umberto Franchi, che ha convenuto sulla necessità di intervenire sul contratto nazionale del lavoro da parte dello Stato piuttosto che dell’organizzazione, ma ha ricordato anche che è possibile aprire una contrattazione con il Comune di Lucca: “Esiste il livello di contrattazione aziendale che le organizzazioni sindacali dei lavoratori interessati possono aprire con il Comune di Lucca ed effettuare una contrattazione aziendale ogni tre anni, con aumenti economici in grado di superare le ingiustizie del contratto nazionale”.

Insomma, rimbalzarsi le colpe non serve, ma servono risposte. Vedremo se nel corso dei prossimi giorni verranno date, o se la protesta è destinata a durare.

(Fonti: 1, 2)

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