Sono ormai anni che il nome di From Software è sulla bocca di tutti. Lo studio giapponese, noto per essere lo sviluppatore della popolare saga di Dark Souls e del cugino Bloodborne, ha raggiunto in pochi anni una fama impressionante, coronata dall’acquisizione da parte del colossale impero videoludico di Kadokawa Corporation. Eppure From Software era una già vivace fucina di idee videoludiche molti anni prima che la fama di Dark Souls la lanciasse sotto la luce dei riflettori.
La storia della compagnia è infatti un racconto che risale all’epoca della prima PlayStation, un’avventura ricca di escursioni in tetri mostri fantasy, sorretta da migliaia di tonnellate di metallo contenute nelle decine di Mecha che hanno popolato i loro titoli e costellata da letali Ninja. Ninja che proprio in questi giorni hanno deciso di uscire dall’ombra e farsi nuovamente vedere nel promettente Sekiro: Shadows Die Twice, titolo che sembra unire il passato ed il presente della compagnia in un interessante cocktail.

Tra Cavalieri e mondi Fantasy: Gli RPG degli Esordi

Per quanto possa sembrare curioso, agli inizi From Software era un’azienda estranea al mondo dei videogiochi. La compagnia, nata a Shibuya nel 1986, era infatti orientata allo sviluppo di software pratici da ufficio.
La situazione rimase così fino al 1994 quando, con la rivoluzione dell’industria videoludica portata da Sony e dal suo economico CD, rese la promettente PlayStation un’ambiente molto attraente per le software house nipponiche.
Vista l’assenza di RPG nella line-up di lancio giapponese della console, From Software riuscì ad ottenere il suo primo successo poche settimane dopo l’uscita di PlayStation grazie alla sua opera prima: King’s Field. A differenza dei convenzionali e colorati JRPG dalle tinte Anime che tanto avevano spopolato nell’epoca dei 16 Bit, King’s Field proponeva una tetra ambientazione di stampo occidentale, catapultando il giocatore in un’avventura in prima persona tra catacombe e terre maledette. Forte di una buona struttura da Dungeon Crawler, il primogenito di From Software era un titolo spietato che lasciava poche concessioni al giocatore, un tratto che From avrebbe riproposto ai giocatori più di un decennio dopo.

Il primo King’s Field non uscì mai in Occidente, ma riuscì a vendere abbastanza copie in patria da spingere From Software a mettere in cantiere un Sequel.
Giunto su PlayStation nel 1995, il secondo King’s Field riuscì ad attirare l’attenzione del publisher ASCIIware, che pubblicò il titolo negli Stati Uniti ed in Europa. Similmente a quello che avvenne con Final Fantasy, King’s Field II fu rinominato King’s Field in Occidente. Stesso destino toccò a King’s Field III, inedito in Europa, che si trasformò in King’s Field II nella sua uscita USA.
Nonostante non raggiunse mai la fama di Final Fantasy VII o di altri JRPG, la serie di From Software riuscì comunque a creare una piccola e fedele fanbase, affascinata dall’approccio diretto e alla brutale difficoltà dei titoli della serie. Per soddisfare questi fan, nel 1998 il publisher Agetec pubblicò, solo in America, Shadow Tower, titolo che condivideva le atmosfere ed il gameplay tipico dei precedenti titoli di From Software.

Dopo il terzo capitolo di King’s Field e Shadow Tower, la compagnia iniziò ad allontanarsi dalla formula che l’aveva resa famosa, proponendo sempre nel 2008 una peculiare avventura in prima persona chiamata Echo Night. Pubblicata solo negli Stati Uniti e in Giappone, questa storia di fantasmi eliminava lo scontro diretto con i nemici, offrendo al suo posto un gameplay basato sull’esplorazione, sull’interazione con i personaggi e sulla risoluzione di enigmi. Se il sequel non giunse mai in Occidente, il terzo episodio della saga, una peculiare storia di fantasmi ambientata in una base lunare nota come Echo Night: Beyond, giunse anche sulle PlayStation 2 Europee nel 2004.
Anche se la serie di Echo Night è stata abbandonata, parte della sua eredità è certamente riscontrabile nell’avventura esclusiva per PlayStation VR Déraciné, uscita alcuni mesi fa.

Proprio come avvenne per il lancio della prima PlayStation, From Software fu una delle prime software house a supportare PlayStation 2, aggiungendo alla sua lineup iniziale ben due RPG, resi disponibili in tutte e tre le regioni.
Se il primo titolo, Eternal Ring, offriva un sistema di esplorazione e di combattimento reminiscente di quello di King’s Field, il secondo, Evergrace, si allontanava dalla formula precedente offrendo un gameplay in terza persona palesemente ispirato a quello di The Legend of Zelda: Ocarina of Time. Entrambi i titoli offrirono delle narrative ricche e complessi sistemi di personalizzazione e di potenziamento del personaggio e delle sue abilità, elementi che sarebbero tornati nelle opere moderne della compagnia.
Durante gli anni From Software continuò a produrre RPG per PlayStation 2, alcuni dei quali non raggiunsero mai le coste occidentali, come Shadow Tower: Abyss, mentre altri riuscirono ad ottenere una localizzazione americana come Forever Kingdom (prequel di Evergrace) ed il quarto episodio di King’s Field, giunto anche in Europa con il titolo originale di King’s Field IV.
Per quanto legata strettamente a Sony, From Software non ebbe alcun problema a lavorare per Nintendo, producendo per GameCube i due innovativi Lost Kingdoms, particolari RPG il cui sistema si combattimento era basato su un complesso gioco di carte.

Nonostante il forte impegno, gli RPG di From Software prodotti durante la VI Generazione non diedero i risultati sperati, spingendo la compagnia ad abbandonare momentaneamente il genere, ma non prima di aver dato i natali ad Enchanted Arms, JRPG Strategico di lancio di Xbox 360 pubblicato poi anche su PS3.
L’eredità di questi titoli è rimasta però forte nella mente della compagnia: il rifiuto degli stilemi classici dei JRPG nipponici, la propensione ad offrire storie ed ambientazioni più vicine a quelle degli RPG occidentali ed il gusto per un gameplay brutale e punitivo nei confronti del giocatore sprovveduto sono tutti elementi che From Software ha riproposto con successo nella serie dei Souls, trasformando ironicamente le timide idee degli inizi nella componente fondamentale del successo spropositato della compagnia poco più di un decennio dopo.

Acciaio e Metallo: l’epopea dei Mecha di From Software

Anche se è vero che gli RPG sono sempre stati uno degli elementi principali delle produzioni From Software sin dagli inizi, è anche vero che non sono mai stati il suo unico campo d’azione.
Dopo il successo dei primi tre King’s Field, From decise infatti nel 1997 di investire in uno dei generi in assoluto più popolari dell’intera industria dell’intrattenimento giapponese: i Mecha
Per quanto non fosse né il primo il primo titolo di scontri 3D tra mecha poligonali, né il primo ad offrire dei robot personalizzabili, Armored Core riuscì ad unire questi due concetti con una coesione ed una varietà che pochi titoli all’epoca potevano offrire. Grazie ad ambientazioni 3D immense per un titolo PlayStation e una quantità enorme di componenti con le quali personalizzare il proprio “Core”, la nuova IP di From Software nacque sotto un buona stella, riuscendo a conquistare due enormi fandom come quello del Gunpla (I modellini di plastica personalizzabili di Gundam) e quello dei giocatori del gioco di ruolo Battletech.

Nonostante la popolarità, il fenomeno Armored Core non ebbe nel Vecchio Continente un successo pari a quello ricevuto negli Stati Uniti, motivo per il quale le successive espansioni Project Phantasma e Master of Arena non giunsero mai sui nostri lidi.
Dimostrando ancora una volta l’enorme fiducia che From Software riponeva in Sony, la software house pubblico il sequel di Armored Core come titolo di lancio americano della seconda PlayStation, ottenendo ottime vendite e consensi. Da allora la compagnia dedicò anima e corpo alla propria serie di Mecha, pubblicando nel giro di cinque anni ben sette titoli in esclusiva per la home console Sony, molti dei quali resi disponibili successivamente anche su PSP. Dopo il quartetto composto da Armored Core 4, Armored Core: For Ansewr, Armored Core V e Armored Core Verdict, usciti sia su PlayStation 3 che su Xbox 360, la serie è entrata in un letargo che dura ormai da sette anni, ma recenti dichiarazioni di From Software hanno svelato che un ritorno di Armored Core è ormai imminente.

La valanga di titoli della serie Armored Core non era però l’unica prova del chiaro passaggio di focus di From Software da una software house dedicata agli RPG ad una specializzata in giochi con protagonisti i robottoni giapponesi. Dopo il mai visto in occidente Frame Gride, titolo Dreamcast che offriva dei robottoni in salsa fantasy sulla scia del successo di Escaflowne, From Software lavorò a due titoli in esclusiva per la prima Xbox: il disastroso Murakumo: Renegade Mech Pursuit ed il mitologico Metal Wolf Chaos. Quest’ultimo titolo, una delirante esagerazione del patriottismo americano, nonostante non abbia mai lasciato le coste nipponiche è riuscito ad ottenere una considerevole fama in occidente, fama che ha convinto Devolver Digital a proporre al pubblico una remaster di questa follia: Metal Wolf Chaos XD, atteso durante il 2019 per PS4, Xbox One e PC.
L’ultima opera a tema mecha di From Software è la mai pubblicata in Occidente pentalogia di Another Century Episode. Questa serie rappresenta il sogno proibito degli amanti dei robottoni giapponesi: un immenso crossover tra i mecha dei più famosi del genere da Gundam a Macross, da Code Geass a Full Metal Panic e molti altri!

Il richiamo del Ninja

Anche se gli anni 2000 di From Software sono stati all’insegna dei robottoni da combattimento, la compagnia di Shibuya non ha certo disdegnato altri esperimenti, immergendosi a piacimento nelle sempreverdi atmosfere del Giappone Feudale.
Seguendo la fama di titoli Action/Hack n Slash come Devil may Cry e Ninja Gaiden, la compagnia decise di produrre, in esclusiva per la prima console di casa Microsoft, due ottimi titoli action; Otogi: Myth of Demons e Otogi 2: Immortal Warriors. Nonostante le scarse vendite, i due titoli ottennero ottimi riscontri di critica, aiutando a cementare la fama di From come una software house abile anche nel mondo dei titoli Action.
Questa fama venne infine confermata dal promettente Ninja Blade, uscito nel 2009 per la seconda console di casa Microsft.


Contrariamente a quello che molti pensando, l’intervento di From Software nell’universo di Tenchu fu molto meno incisivo di quanto si crede: la compagnia di Shibuya si limitò infatti ad offrire un ridotto supporto tecnico a K2 LLC, vera artefice di classici come Tenchu: Wrath of Heaven e Tenchu: Fatal Shadows, ricoprendo principalmente il ruolo di Publisher.
Per quanto il ruolo di From Software fu più attivo nei titoli per PSP Tenchu: Time of the Assassins e Tenchu: Shadow Assassins, in definitiva l’influenza che la compagnia ebbe sul corso della serie stealth iniziata da Acquire fu marginale.

L’ultimo titolo del “Periodo Nipponico” di From Software che vale la pena ricordare è l’interessante Kuon, Survival Horror ambientato nel Giappone al termine primo millennio dopo cristo. Piccola curiosità: vista la sua scarsa tiratura, Kuon è al momento uno dei titoli più rari e più costosi del mercato del retrogame PS2.

La prima Anima

Nel 2009 From Software decise di ritornare al genere da cui era nata, aggiornandolo con l’esperienza ottenuta durante lo sviluppo dei suoi titoli più action.
Da questo connubio nacque Demon’s Souls, il titolo che più di tutti merita l’epiteto di erede di King’s Field.
Ambientato in un mondo oscuro e decadente, questo Action RPG lento e riflessivo riusciva a riprendere l’antico gusto del genere dei Dungeon Crawler integrandolo con meccaniche online incredibilmente innovate ed una spiccata componente Trial and Error che trattava la morte in battaglia non come una frustrante punizione ma come un invito al giocatore a migliorarsi.
Anche se nato come esclusiva PS3, Sony aveva pochissima fiducia nel progetto, al punto da lasciare ad Atlus e Bandai Namco i diritti di pubblicazione per l’Occidente.
Mai errore fu tanto grave: l’oscuro viaggio nella terra di Boletaria ottenne un immenso successo di critica ed un considerevole apprezzamento da parte del pubblico, gettando le basi per quello che sarebbe stato il sentiero della software house per I successivi sette anni. Era iniziata l’epopea dei Soulslike.

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