Tre colossi dell’intrattenimento, Microsoft, Sony e Nintendo, si schierano contro il potenziale aumento della tassazione sui prodotti importanti dalla Cina in territorio americano

Sebbene le trattative tra Stati Uniti e Cina non siano ancora terminate, le principali compagnie di produzione del settore videoludico, Microsoft, Sony e Nintendo, sono molto preoccupate per la proposta fatta dal Presidente degli USA, Donald Trump, di innalzare le tariffe per i prodotti importati dalla Cina al 25%

Le tre aziende hanno così deciso di fare fronte comune e unire la propria voce a quella dell’ESA (Entertainment Software Association), inviando una lettera a Joseph Barloon dell’Office of the United States Trade Representative ed eprimendo le proprie perplessità e i propri timori sull’eventuale aumento della tassazione.

Stando a quanto scritto nella lettera, che potete consultare andando a questo indirizzo, l’aumento delle tariffe andrebbe a recare un danno economico ai consumatori, agli sviluppatori, ai rivenditori e anche ai produttori.

Come principale conseguenza vi sarebbe anche il rischio di licenziamenti di massa in uno dei suddetti settori e, infine, anche lo sviluppo tecnologico e il progresso, risentirebbero negativamente di una simile decisione.

La richiesta principale mossa dalle tre multinazionali, al fine di scongiurare simili, possibili, ripercussioni, è quella di esentare dalla tassazione quantomeno le console videoludiche.

microsoft sony nintendo cina

Nel testo della lettera, viene evidenziato anche il contributo economico che il settore videoludico ha portato al mercato americano: cifre alla mano si parla di “34 miliardi di dollari nel 2017 e 43.4 miliardi di dollari nel 2018, una crescita pari a circa il 20% legata a un settore che da lavoro a più di 220.000 persone.” Cifre esorbitanti e difficili da ignorare.

Continuando nella lettura, i tre colossi tecnologici evidenziano anche i progressi tecnologici ed economici fatti anche grazie al settore videoludico, che non si limita alla sola produzione di videogiochi, ma allo sviluppo di tecnologie che hanno portato rilevanti benefici anche in altri settori.

Vengono, ad esempio, citati il Kinect e il visore HoloLens, apparecchiature che vengono utilizzate anche in campo medico, industriale ed educativo; così come l’Xbox Adaptive Controller, “dispositivo che da, anche a chi è affetto da limitazioni motorie, la facoltà di poter videogiocare, un’attività rivelatasi spesso molto terapeutica, tanto da aver convinto il Department of Veteran Affairs a collaborare con Microsoft per utilizzarlo in 22 centri di riabilitazione per i veterani.”

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Anche Nintendo e la Wii vengono citate nel testo della lettera, una tecnologia che, grazie ai controller di movimento, “consente a molti giocatori di mantenersi attivi e migliorare la propria qualità della vita”.

Ultima ma non ultima Sony, che grazie al proprio processore, il Cell Broadband Engine presente nella PS3, “ha collaborato con la Stanford University nel creare il più potente supercomputer del mondo dedicato alla ricerca di malattie fatta grazie alla simulazione del ripiegamento delle proteine”; per non parlare dei benefici ottenuti grazie al visore di casa di casa Sony, il PlayStation VR, che ha contribuito positivamente nel progresso della tecnologia legata alla realtà virtuale.

A conclusione del testo, le tre compagnie specificano che il settore videoludico non è uno di quelli di punta dell’economia cinese e, di conseguenza, i benefici dell’aumentarne la tassazione sarebbero del tutto irrilevanti.

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